Il giovane centrocampista Rory Finneran è sceso in campo con i Blackburn Rovers ma con una maglia diversa da quella dei suoi compagni di squadra per non promuovere l’uso di sigarette elettroniche da parte di minori
Rory Finneran, classe 2008, è il secondo giocatore più giovane ad accedere alla FA Cup, la principale coppa nazionale del Regno Unito. Infatti, nella fase di recupero, il calciatore del Blackburn Rovers ha fatto il suo esordio scendendo in campo nel match contro il Cambridge United. Ciò che ha destato però l’attenzione del pubblico, più che la giovanissima età del ragazzo e le sue qualità atletiche, è stata l’assenza di qualsiasi sponsor sulla sua maglia da gioco: il giovane ha infatti dovuto giocare con una divisa che non presentasse il logo della Totally Wicked, azienda britannica che si occupa della vendita di prodotti da svapo, a causa del divieto di pubblicità del vaping per i giovani.

Il divieto di pubblicità a danno dei minori
I prodotti realizzati da Totally Wicked, considerati dannosi per i giovani, sono vietati ai minori di 18 anni nel Regno Unito. La volontà di proteggere le categorie più “fragili” dalla costante esposizione pubblicitaria a prodotti che potrebbero danneggiarli ha portato ad un generalizzato divieto di fare pubblicità a gruppi vulnerabili in tutta Europa. Il mondo calcistico si è fatto numerose volte portavoce di questa iniziativa: basta pensare a Ilenikhena e altri giocatori under 18 dell’Anversa, costretti ad indossare per tutta la stagione la maglia “Antwerp First”, anzichè il logo dello sponsor betFirst, azienda di scommesse sportive online.

Il mondo calcistico tra contraddizioni e ipocrisia
La complessità del mondo del calcio e tutto quello che rappresenta non ci dà la possibilità di guardare a queste iniziative senza essere perplessi. L’onere di non pubblicizzare determinati prodotti per proteggere il pubblico più fragile ricade unicamente sui calciatori che fanno loro stessi parte di queste categorie. Così, per non turbare i giovani tifosi, Finneran è costretto a non vestire il logo di una società di prodotti per vaping che è comunque pubblicizzata dal resto dei suoi compagni di squadra, esonerato dal vestire una divisa senza sponsor perchè parte e rivolto ad un pubblico “adatto” per queste cose. Un divieto che riguarda unicamente quegli stessi calciatori considerati “fragili”, capaci di essere ugualmente influenzati dalla pressione pubblicitaria che non viene alleggerita in alcun modo se promossa da giocatori over 18. Come se, tra l’altro, si stesse parlando di prodotti dannosi che non sono ugualmente dannosi per gli adulti. Dove la divisa di un giocatore minorenne non arriva, ci pensa quella di un adulto ad azzerare i buoni propositi di un’iniziativa di questa portata ed importanza. Anzi, come vediamo, finisce per fare notizia (e pubblicità indiretta).
Ci leggiamo presto!