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Digitalbits, la bolla che scoppia in faccia all’Inter

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13 Marzo 2023
Il tempo di un caffè

L’Inter non riceve i pagamenti delle tranche di sponsorizzazione di Digitalbits. Siamo di fronte all’evidenza dell’esplosione di una bolla o è solo un fatto contingente? Intanto la Roma incassa….

Una bolla più curva di un sinistro di Recoba. Esplosa all’incrocio: con la realtà. Il caso della sponsorizzazione di Digitalbits sulle maglie dell’Inter sta assumendo i contorni di una riflessione di sistema. Così come il calcio è stato propellente paradigmatico della novità finanziaria ecco che sempre il calcio diventa il crinale paradigmatico del mondo blockchain. È già scoppiata la bolla? È solo una difficoltà contingente o di sistema? La risposta, probabilmente e democristianamente, sta nel mezzo: il mondo token è stato spinto anche da un eccessivo entusiasmo ma molto dipende dalla situazione specifica.

Riepiloghiamo la situazione tra Inter e Digitalbits

Un accordo da 80 milioni in tre anni

Riavvolgiamo i fatti. All’inizio della scorsa stagione il pachiderma delle criptovalute, Digitalbits fondato da Al Burgio, si propone per diventare il main sponsor dell’Inter per quattro anni a 80 milioni di euro. In viale della Liberazione Steven Zhang e il cda tolgono il tappo dallo spumante celebrando una boccata d’ossigeno per le casse societarie alimentate, come noto, dai prestiti del fondo Oaktree a tassi di interesse abbastanza verticali. Bene, di questi soldi la Beneamata non ha visto nemmeno un euro. Bucata la prima tranche di giugno 2022 da Digitalbits ora anche la seconda ha visto aridità nell’area bonifici in entrata. L’unico saldo riguarda i 5 milioni per il posizionamento sulla manica nel 2021/2022: una goccia nel deserto.

Le spine della situazione economica dell’Inter

Perché l’Inter continua a giocare con lo sponsor Digitalbits?

Come mai, allora, l’Inter continua a giocare con quello sponsor sulle maglie? Per dimostrare di rispettare gli accordi contrattuali. La rettitudine, in realtà, c’entra poco: aver onorato l’intera stagione consentirà a Suning di avere una posizione di forza in tribunale dove certamente finirà questa storia (bisogna vedere con quante possibilità di recuperare i 24 milioni di questo primo anno). Dove è stato possibile rimuovere i loghi, infatti, è stato fatto: sito web, cartellonistica, squadra femminile e giovanili.

Un nuovo sponsor? Da almeno 30 milioni a stagione

Rimane che il bilancio di Inter Media e Communication (la società dove confluiscono i ricavi da sponsor della società nerazzurra) piange e l’emorragia di non guadagni va arginata. Basta cambiare sponsor verrebbe da dire. Non così facile come sembra quando devi fare i conti, a stagione in corso, con i rischi di svalutazione difendendo un posizionamento. E per fortuna che, scudetto a parte, i risultati sportivi della squadra garantiscono comunque un probabile futuro sul palco principe della Champions. La questione, quindi, diventa non “trovare un altro sponsor” ma “trovare uno sponsor da almeno 24 milioni a stagione”. Qualcuno ha bussato alle porte di Pirelli ma Tronchetti Provera ha gentilmente declinato mantenendo vivo solo il rapporto annuale da 2,9 milioni di euro fino al 30 giugno 2024 con il brand Global Tire Partner. Diciamo che l’amicizia con Moratti era un’altra cosa. In quest’ottica l’Inter, sul mercato, ha mantenuto l’asticella alta proclamando un obiettivo da almeno 30 milioni di euro a stagione. Certo, sul tavolo delle trattative non può partire in vantaggio con le aziende perfettamente consce che i nerazzurri non hanno alcun altro paracadute. Qualche abboccamento, tuttavia, per la prossima stagione c’è già stato con Turkish Airlines e Leovegas (casinò online quindi andrebbe capito in che forma visti i limiti alle scommesse e al gioco d’azzardo).

Il lancio dell’accordo tra Roma e Digitalbits

La Roma, invece, incassa

L’ultimo elemento che non dovrebbe portarci a sentenze troppo avventate riguarda un’altra squadra italiana. Perché anche la Roma sulle proprie maglie ha lo sponsor Digitalbits eppure sotto il Cupolone non risultano problemi di sorta. Anzi, il managing director di Digitalbits Daniele Mensi è stato apprezzato ospite dell’As Roma Business Club Crypto Summit di metà febbraio. Come mai? La risposta è semplice: perché i giallorossi sono stati pagati. Vero è che si parla di cifre decisamente diverse trattandosi di un accordo da 35 milioni complessivi per il triennio luglio 2021-giugno 2024 mentre l’Inter, come detto, viaggiava su 80 milioni da luglio 2022 a giugno 2025. Non solo, l’accordo con la Roma presenta anche modalità di pagamento differenti con una partenza a 6 milioni di euro e un ultimo gradino particolarmente alto. Le fasi dell’Inter sono più omogenee: 23 milioni il primo anno, 27 milioni il secondo e 30 milioni il terzo. Inutile dire che a Trigoria iniziano a guardarsi attorno “annusando l’aria” (i rumors parlano di un upgrade di Toyota che già è presente sulle maglie di allenamento e di cui i Friedkin proprietari sono il maggiore distributore negli Stati Uniti). Insomma se San Siro piange, in questo caso., è difficile che l’Olimpico rida a lungo.

Ci leggiamo presto!

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