|

Salah, il Tranbzonspor non ha perso la Trebisonda

Avatar photo
6 Agosto 2026
Praticamente uno snack

Diciassette milioni di euro netti all’anno per un calciatore di 34 anni sembrano una cifra fuori mercato. In realtà, dal punto di vista del marketing sportivo, il parametro corretto non è il costo dello stipendio ma il costo per attenzione globale generata. Mohamed Salah porta in dote oltre 100 milioni di follower complessivi sui social, una notorietà costruita in quasi un decennio al Liverpool e una forza commerciale unica nel mondo arabo e in Africa. 

Il suo arrivo ha trasformato il Trabzonspor da semplice club della Süper Lig a notizia di apertura sui principali media sportivi internazionali nel giro di poche ore.  Se il club riuscirà ad aumentare sponsor, merchandising, diritti commerciali e audience internazionale, quei 17 milioni potrebbero diventare un investimento anziché un costo. Secondo indiscrezioni, sarebbero già state predisposte 100.000 maglie dedicate a Salah e il contratto prevederebbe anche una quota dei ricavi da merchandising destinata al giocatore, segnale che il club punta proprio sull’effetto commerciale dell’operazione. E non può essere altrimenti.

L’errore più comune è giudicare l’operazione Salah esclusivamente con i criteri calcistici. Oggi un fuoriclasse è soprattutto una media company. Ogni post, ogni conferenza stampa e ogni immagine diffusa genera milioni di impression, aumenta il valore percepito del marchio e rende il club più appetibile per sponsor internazionali. 

Il Trabzonspor, fino a ieri conosciuto quasi esclusivamente dagli appassionati di calcio europeo, entra improvvisamente nel radar di mercati strategici come Egitto, Medio Oriente e Nord Africa, territori con centinaia di milioni di potenziali consumatori. 

La vera domanda, quindi, non è se Salah valga 17 milioni di stipendio, ma se il Trabzonspor saprà costruire un ecosistema commerciale capace di monetizzare questa visibilità attraverso partnership, tournée, contenuti digitali, licensing e nuove sponsorizzazioni. Se ci riuscirà, l’investimento avrà cambiato definitivamente il posizionamento internazionale del club; se invece tutto si limiterà ai risultati sul campo, allora quei 17 milioni rischieranno di restare semplicemente il salario più costoso della storia della società. 

A cura di
Avatar photo
Gazzetta PRO