La grafica matchday pubblicata oggi dal Torino per la sfida di questa sera contro l’Inter, valida per i quarti di finale di Coppa Italia, è un esempio di come il racconto sportivo si faccia metafora. Certo, a volte abusata nell’ambientazione di Monza ma qui con grande cura del craft.
Due monoposto lanciate a tutta velocità su un circuito, una blu e nera e l’altra bianca e granata, si affiancano in curva mentre il tricolore si dissolve nel cielo come una scia di fumo. L’impatto visivo è cinematografico, quasi bruciante: più che una partita di calcio, sembra ovviamente l’inizio di un Gran Premio.

La scelta non è casuale, come detto. Il match non si gioca a San Siro ma all’U-Power Stadium, soluzione obbligata perché lo storico impianto milanese è impegnato nei lavori per la cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici Invernali. E proprio questo spostamento diventa un’occasione narrativa e una notizia: Monza, tempio della velocità, entra di prepotenza nell’immaginario visivo della partita. Il calcio prende in prestito il linguaggio della Formula 1 e lo piega alle proprie logiche emotive. Dal punto di vista del branding, la grafica funziona perché non si limita a “decorare” l’evento ma lo reinterpreta. Le due squadre non sono rappresentate da calciatori o stemmi ingigantiti, ma da veicoli in lotta per la traiettoria migliore, metafora chiara della sfida diretta, del corpo a corpo, del rischio, dell’eliminazione diretta. Anche la scelta dei colori, enfatizzati dalle scintille e dalla luce radente, rafforza l’idea di una gara che si decide sui dettagli, sull’istante.
Ci leggiamo presto!