Con un’iniziativa singolare, il comune di Carloforte (SU) ha patrocinato una mostra fotografica i cui ricavati andranno a progetti volti a sensibilizzare e a stimolare la tutela ambientale delle spiagge dell’Isola di San Pietro.
Si chiama AMÍME (“guardami” in dialetto locale) e, sia per il mondo dell’arte che per quello della raccolta fondi, è un’iniziativa quantomeno singolare: una mostra fotografica d’autore che con la vendita delle sue opere vuole finanziare progetti di tutela ambientale, tra cui quelli della pulizia del mare. Avviene a Carloforte, una piccola isola a Sud Ovest della Sardegna dove si parla il Tabarchino e si vive a contatto con il mare – la pesca è una delle attività principali oltre al turismo estivo – e con la natura.

La mostra – a cura del fotografo internazionale Maurizio Pighizzini – cerca di raccontare con le immagini questo mondo isolano attraverso 25 dittici fotografici: due foto che, una accanto all’altra, formano un’opera. Due immagini a specchio che si riflettono e si completano: il mare e il riflesso della terra, gli abitanti dell’isola e i turisti che la visitano, l’acqua e la sabbia, le onde e il vento. L’uomo e la donna. Una dualità a volte contrastante, anima dell’Isola di San Pietro: la natura costante, eterna e solida al passare degli anni, e quella degli esseri umani che la vivono e la nutrono, mutevoli e sovrani.
Per chi fosse interessato, la mostra avrà luogo in due momenti della stagione estiva:
- Dal 26 maggio al 1 giugno i dittici saranno esposti al pubblico al Teatro Cavallera di Carloforte (SU)
- Dal 25 maggio al 28 settembre, i dittici saranno esposti in vari punti della cittadina di Carloforte, per essere ammirati da cittadini e turisti

Un’iniziativa artistica singolare, che celebra il bello di un’isola e della sua gente, attraverso l’arte al servizio del territorio: la vendita dei dittici fotografici avverà al vernissage su invito del 25 Maggio o direttamente sul canale instagram della mostra.

Perché parlarne? Tempo fa qualche politico diceva che “Con la cultura non si mangia”. Almeno in questo caso, però, con la cultura (fotografica) è possibile tutelare l’ambiente.
Ci leggiamo presto!