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Gucci sale in macchina: l’accordo con Alpine dice molto dell’odierna Formula 1

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28 Maggio 2026
Il tempo di un caffè

Dal 2027 Gucci darà il nome al team Alpine, trasformando la Formula 1 in un nuovo terreno di sfida per il lusso: non più semplice vetrina, ma piattaforma globale dove sport, moda e intrattenimento corrono insieme

Il prossimo anno la Formula 1 avrà una nuova livrea, ma soprattutto un nuovo linguaggio. Gucci diventerà title partner di Alpine e darà il nome alla scuderia francese, che correrà come Gucci Racing Alpine Formula One Team. Non è soltanto un cambio di sponsor: è uno dei segnali più chiari di quanto la F1 sia ormai uscita dal perimetro dello sport per trasformarsi in una piattaforma globale di intrattenimento, moda, tecnologia e cultura pop.

L’operazione è storica perché porta per la prima volta una maison di lusso nel ruolo di title partner di un team di Formula 1. Finora la moda aveva frequentato il paddock soprattutto come presenza estetica, capsule collection, hospitality o racconto laterale. Qui, invece, entra nel nome stesso della squadra. Gucci non si limita ad applicare il proprio logo su una monoposto: costruisce attorno all’accordo una piattaforma dedicata, Gucci Racing, pensata per vivere tra prodotto, contenuti, esperienze premium e attivazioni globali.

Il tempismo non è casuale. La Formula 1 degli ultimi anni è diventata una macchina mediatica molto più ampia del weekend di gara. La crescita del pubblico giovane, la spinta dei contenuti social, l’effetto delle docuserie e l’allargamento della fanbase femminile hanno reso il Circus un ambiente sempre più interessante per i brand che cercano rilevanza culturale, non solo visibilità. Non è più soltanto questione di essere visti durante un Gran Premio: è questione di stare dentro una conversazione che dura tutto l’anno.

L’accordo arriva in una fase delicata e strategica. La maison di moda, oggi guidata da Francesca Bellettini e parte del gruppo Kering, sta lavorando a un riposizionamento capace di riaccendere desiderabilità, presenza globale e centralità culturale. In questo senso la F1 offre a Gucci una scorciatoia potente: un pubblico internazionale, premium, in espansione e sempre più trasversale. Una piattaforma dove performance e status convivono naturalmente, e dove il lusso può raccontarsi senza apparire fuori contesto.

Per Alpine, invece, l’ingresso di Gucci vale come dichiarazione di ambizione. Il team francese, reduce da stagioni complicate ma oggi in una fase di rilancio, ottiene un partner capace di aumentarne immediatamente il peso simbolico. In un campionato in cui la competitività tecnica resta centrale, la forza commerciale e narrativa di una scuderia conta sempre di più. Il brand non fa andare più veloce la macchina, ma può rendere il progetto più appetibile per sponsor, pubblico, talenti e investitori.

Sono incredibilmente orgoglioso della collaborazione con un marchio del calibro di Gucci in Formula 1. Non solo: sono anche entusiasta delle possibilità che questa partnership offre e dei grandi risultati che potremo raggiungere insieme a livello globale. Il Team di Enstone ha già dimostrato in passato che la moda può arrivare anche in Formula Uno”. Queste le parole di Flavio Briatore, tornato in Alpine nel 2024 come consulente e oggi team principal della scuderia francese.

La scelta racconta anche una continuità curiosa con la storia del team di Enstone. Briatore aveva infatti già vissuto da protagonista l’incrocio tra moda e Formula 1 con Benetton. Allora era un’intuizione quasi provocatoria: portare colore, marketing e cultura pop in un ambiente ancora molto tecnico e conservatore. Oggi quello stesso principio torna in una versione aggiornata, molto più sofisticata e globale.

La Formula 1, intanto, continua a diventare terreno di conquista per il lusso. L’accordo decennale tra F1 e LVMH ha già portato nel Circus maison come Louis Vuitton, Moët Hennessy e TAG Heuer. Gucci con Alpine compie un passo ulteriore: non affianca soltanto il campionato, ma entra direttamente nella competizione. È una differenza importante, perché sposta il lusso dal podio, dagli eventi e dall’hospitality alla griglia di partenza.

Il rischio, naturalmente, esiste. La Formula 1 non perdona le operazioni solo cosmetiche. Se i risultati in pista non accompagneranno il progetto, Gucci Racing potrebbe diventare più un esercizio di immagine che una vera nuova piattaforma sportiva. Ma proprio qui sta il punto più interessante: nel 2027 non basterà avere una monoposto elegante. Bisognerà dimostrare che un brand di lusso può aggiungere valore a una squadra senza trasformarla in una semplice passerella.

L’accordo tra Gucci e Alpine è quindi molto più di una sponsorizzazione. È un esperimento sul futuro della Formula 1 e, allo stesso tempo, sul futuro del lusso. Da una parte uno sport che vuole essere sempre più globale, giovane e culturale. Dall’altra una maison che cerca nuovi territori per costruire desiderabilità. In mezzo, una monoposto che dal 2027 porterà in pista non solo cavalli e aerodinamica, ma anche una domanda precisa: la prossima frontiera del lusso sarà correre a 300 all’ora?

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