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Il tonno in cartone

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20 Giugno 2026
Praticamente uno snack

Per decenni il tonno ha abitato sempre lo stesso contenitore: la lattina. Un oggetto talmente radicato nell’immaginario collettivo da sembrare inseparabile dal prodotto stesso. Eppure l’innovazione spesso arriva proprio quando qualcuno mette in discussione ciò che tutti considerano immutabile. È il caso della nuova confezione in cartone Tetra Recart sviluppata da Tetra Pak e Jealsa, primo esempio nel settore del tonno a lunga conservazione in… cartone. La notizia pesa ancora di più se si osservano i numeri da cui nasce: il mercato globale del tonno shelf-stable crescerà del 12% entro il 2030, raggiungendo 12,4 miliardi di unità. Ma il dato più interessante è forse un altro: oltre l’80% dei consumatori dichiara che acquisterebbe il prodotto in questo formato e il 58% lo preferisce alle confezioni tradizionali. Il che è strano considerando che mediamente le prime reazioni del pubblico sono “sì ma era meglio prima”. Non si tratta quindi soltanto di sostenibilità o logistica. È la dimostrazione che il consumatore è disposto ad accettare un cambiamento radicale quando porta con sé praticità, riconoscibilità e un’esperienza diversa. A volte l’innovazione non consiste nel migliorare una scatola. Consiste nel cambiare completamente la scatola. Box Changer.

Il tonno in cartone andrà verificato al test sul mercato (per ora buoni feedback in Svezia) ma è un promemoria utile per tutta l’industria alimentare: le grandi innovazioni non nascono sempre da nuovi prodotti, ma spesso da nuovi contenitori. Negli ultimi anni il packaging è stato raccontato soprattutto come una corsa a materiali più sostenibili ma qui il cambiamento è più profondo. Viene messo in discussione un codice visivo e tattile consolidato da generazioni. I numeri, comunque, raccontano bene la portata dell’operazione anche in termini di sostenibilità: impronta di carbonio inferiore dell’85% rispetto alle lattine in acciaio e dell’83% rispetto ai barattoli in vetro e fino a 21.000 tonnellate di CO₂ risparmiate per ogni milione di confezioni equivalenti. Il vero valore strategico, però, è altrove. Quando una categoria matura come quella del tonno trova il coraggio di abbandonare il suo simbolo storico, dimostra che l’innovazione può nascere anche dalla rottura delle abitudini più radicate con fiducia e senza essere per forza nel campo delle scommesse più ardite. Per il food marketing è una prospettiva preziosa: spesso il vantaggio competitivo non arriva da ciò che c’è dentro la confezione, ma dalla capacità di ripensare tutto ciò che le sta attorno.

Ci leggiamo presto!

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Gazzetta PRO