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Quanto bisognerebbe postare al giorno su Instagram?

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20 Ottobre 2023
Il tempo di un caffè

Nel mondo di oggi, sempre più digitale, si pensa che più si posti e più si aumenti l’engagement. Ma è veramente così? La risposta è un ‘ni’ e lo confermano anche i dati

In media le persone passano all’incirca quattro ore della loro giornata davanti al telefono, navigando su Internet e saltando da un social media ad un altro per combattere la noia (nella maggior parte dei casi). Questi utenti si ritrovano a seguire delle pagine, perchè interessati dall’argomento e smettono di seguirne altre perchè, forse, li annoiano o perchè pubblicano troppo di frequente. L’attività di postare spesso contribuisce ad aumentare le visualizzazioni, l’interazione e la frequenza con cui si appare nel feed del pubblico. Tuttavia, sorge la domanda: quanto è troppo? Esiste un punto in cui il “sovrappostaggio” inizia a produrre effetti negativi? Uno studio riportato da Ariyh ha risposto a questa domanda. O almeno ci ha provato.

Posta il giusto!

Il coinvolgimento nei contenuti sui social media ha una relazione a forma di U rovesciata con la frequenza dei contenuti. Non postare abbastanza frequentemente porta ad un minore coinvolgimento, così come postare troppo spesso conduce dritti a una saturazione spiacevole. I ricercatori hanno analizzato 460 contenuti su Instagram fornendo dati di interessanti per chi lavora nel settore. Lo studio ha rilevato che sia i like sia i commenti aumentavano man mano che il creatore incrementava le pubblicazioni su Instagram. Attenzione però: fino a 45 post al mese. Superare questa quota, infatti, portava a una diminuzione dell’interazione da parte degli utenti. In questo modo è stato possibile cercare un dato oggettivo di quanto la frequenza delle pubblicazioni dei post possa influenzare i like e i commenti: l’esito è fino al 24%.

Credits: Ariyh

Perchè è importante la frequenza?

La frequenza con cui un utente entra in contatto con un marchio influisce sulla sua risposta. Fin qui quasi una banalità. Una bassa o media esposizione alle loro pubblicità o ai loro post sui social può creare un processo di logoramento graduale. Tuttavia, se l’utente viene esposto troppo ai contenuti del marchio, finisce per annoiarsi o addirittura stancarsi del messaggio, provocando una risposta negativa. Gli utenti spesso percepiscono i creators, ossessionati dal postare troppo, come poco autentici o eccessivamente guidati dal denaro. Questo ricade anche sui post che questi pubblicano ricevendo meno interazioni perchè percepiti in modo negativo. Quindi, sebbene una certa frequenza sia necessaria per costruire familiarità con un marchio o un creatore, un’eccessiva presenza può avere l’effetto contrario.

Instagram di oggi

Questi dati risalgono al 2020 e non è garantito che questa analisi sia applicabile anche ad altre piattaforme come TikTok o YouTube. Tuttavia, concentrandoci su Instagram, è importante notare come l’algoritmo della piattaforma abbia subito significativi cambiamenti nell’ultimo anno. Gli utenti sono stati letteralmente sommersi da una costante ondata di aggiornamenti che ha portato a modifiche nell’algoritmo stesso. Ciò ha spesso comportato il fenomeno in cui contenuti banali diventassero virali, a scapito di contenuti mirati e ben pensati.

Oramai, prevedere l’algoritmo sembra essere diventato un’impresa quasi fantascientifica. Gli aggiornamenti costanti e le mutevoli dinamiche delle piattaforme sociali rendono difficile anticipare come i contenuti saranno valutati e mostrati agli utenti. Sicuramente, aumentare la quantità di contenuti pubblicati non sembra essere la soluzione adeguata. La qualità, in un mondo ideale, dovrebbe avere la meglio.

Ci leggiamo presto!

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Gazzetta PRO