|

Microsoft “salva” la lingua africana Pulaar: era solo orale

Avatar photo
2 Maggio 2023
Il tempo di un caffè

Un nuovo alfabeto che diventa digitale e da ora disponibile per il download su tutti i dispositivi Microsoft. Si tratta dell’ADLaM, creato dai fratelli Barry ormai più di 30 anni fa, allo scopo di tramandare una lingua che fino a quel momento non aveva un suo alfabeto

Una lingua orale arriva ad avere un alfabeto digitale grazie all’aiuto di Microsoft. Si tratta della lingua Pulaar, del popolo dei Fulani, etnia nomade dell’Africa occidentale.

Una lingua senza alfabeto

La lingua si serviva di altri alfabeti, come quello arabo, per la comunicazione scritta senza avere un proprio alfabeto nonostante fosse parlata da oltre 40 milioni di persone. Questo finché due fratelli, Ibrahima and Abdoulaye Barry, a soli 14 e 10 anni decisero di creare un alfabeto che potesse esprimere in maniera adeguata tutte le sfumature proprie della lingua Pulaar. Nacque così nel 1989 la prima versione disegnata a mano dell’alfabeto ADLaM, allo scopo di preservare la lingua e la tradizione della cultura dei Fulani. Anche il nome stesso dell’alfabeto comunica questo loro impegno, significa infatti “l’alfabeto che protegge le persone dall’estinzione”. 

microsoft-barry-brothers
I fratelli Barry. Credit: Microsoft

Ciascuna lettera è stata disegnata in base al suono delle parole che le contenevano, per un totale di 28 lettere a comporre l’alfabeto, scritte da destra a sinistra come per la lingua araba. Condivisero poi l’alfabeto con amici e vicini, iniziarono a trascrivere dei libri e organizzarono delle lezioni per chi volesse impararlo. 

Il bisogno di una versione digitale

Con il passare degli anni, e l’avvento delle nuove tecnologie, iniziò ad esserci il bisogno di portare l’alfabeto anche sui dispositivi digitali. 

Dall’alfabeto ADLaM nacquero così tre font diversi dall’impegno dei fratelli Barry: Pulaar, Fuuta e Aissata. L’ADLaM, però, non era supportato dal sistema di codifica universale dei caratteri Unicode e, di conseguenza, non performava come avrebbe dovuto sui dispositivi digitali. 

McCann New York e Microsoft, quindi, hanno deciso di collaborare con i fratelli per un lavoro di modifica dell’alfabeto in modo da poter proporre una versione in grado di essere supportata da Unicode, in collaborazione con i font designer Mark Jamra, Neil Patel e Andrew Footit e con Microsoft, che ha fornito un sostanziale aiuto nel rendere l’alfabeto più leggibile possibile sui dispositivi digitali. Il tutto per renderlo poi disponibile su Microsoft 365 e sui dispositivi con il sistema operativo di Microsoft, Windows.

“Questo è solo uno dei modi in cui a Microsoft ci impegniamo nell’aiutare a preservare il patrimonio culturale del mondo” ha dichiarato Kathleen Hall, Chief Brand Officer di Microsoft. 

Un alfabeto per preservare la cultura dei Fulani

La speranza è che l’alfabeto digitalizzato possa essere d’aiuto in contesti educativi, in modo da poter trasmettere alle prossime generazioni la lingua Pulaar e la sua tradizione, favorendo inoltre l’alfabetizzazione del popolo dei Fulani. A questo scopo McCann e i fratelli Barry hanno creato dei materiali educativi, forniti poi alle scuole del territorio, per permettere agli studenti di familiarizzare con il nuovo alfabeto. 

Credit: Miocrosoft

“In un mondo in cui ogni tre mesi si estingue una lingua, il progetto ADLaM rappresenta l’importanza di preservare e proteggere il futuro della moltitudine di lingue e culture presenti al mondo. Grazie alla passione, all’impegno e al sapere dei fratelli Barry, alle tecnologie di Microsoft e al nostro potere creativo è stato possibile sviluppare una visual identity che il popolo dei Fulani ha riconosciuto come propria” le parole di Shayne Millington, co-chief creative officer di McCann NY.

A cura di
Avatar photo
Gazzetta PRO