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Mondiale in Qatar: ecco le abitudini degli italiani

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16 Novembre 2022
Il tempo di un caffè

È tutto pronto per la Fifa World Cup ’22: Toluna ha fotografato i comportamenti dei tifosi italiani e il peso che gli sponsor hanno nella loro mente.

Nel caso in cui non ve ne foste accorti, mancano appena quattro giorni al fischio d’inizio della partita inaugurale Qatar – Ecuador, che sancirà definitivamente il via alla competizione mondiale di calcio più strana e polemica degli ultimi decenni. Come si comporteranno gli Italiani in vista di uno dei tornei più attesi del mondo? Da dove guarderanno le partite? E quali sono gli sponsor che vengono in mente quando si parla di Qatar ’22?


Toluna, piattaforma che fa del digital market research il suo core business e che investiga gli insight che muovono i consumatori, ha provato a rispondere a queste domande attraverso dati precisi.

La ricerca è stata condotta tra il 7 e l’8 novembre su una base di 1078 partecipanti, che costituiscono un campione che copre e rappresenta tutta la popolazione italiana. Che tra di noi il calcio rimane lo sport più seguito non sorprende quasi più: l’84% degli intervistati ha dichiarato infatti di seguire la Coppa del Mondo anche senza la presenza degli Azzurri. Rimane però da considerare che l’assenza è un fattore fondamentale visto che solo 2 italiani su 10 attendono con ansia l’avvio di questa competizione. Ma tra il “seguire” e il “guardare integralmente” tutte o alcune partite che si ritengono più interessanti c’è di mezzo tanto altro.

Dove guarderemo gli highlights del Mondiale

Il dato che appare più interessante da questo punto di vista è quello che certifica che il 38% degli italiani non guarderà la partita completa ma solo una sintesi successiva. Può anche darsi che questo trend appaia in crescita data la mancata partecipazione alla competizione qatariota per la nostra nazionale, ma che ci sia una tendenza a non fruire integralmente degli eventi sportivi appare ormai fuor di dubbio.

Portatori di questo cambiamento d’abitudini, neanche a dirlo, sono gli appartenenti alla Gen-Z che nel mare magnum dell’intrattenimento prediligono sempre di più la velocità e l’agilità: in una parola la sintesi. I vari tentativi che coinvolgono il calcio nella revisione delle competizioni esistenti (vedi la proposta della Superlega) vanno goffamente nella direzione di coinvolgere di più i clienti del futuro.

I device invece sembrano resistere al cambiamento di stili di vita. Seppur quasi tutti siano ormai in possesso di smartphone e tablet che consentono, attraverso connessioni sempre più rapide ed efficienti, di guardare ogni tipo di contenuto, la qualità data da una TV rimane un punto cardine nella fruizione. Infatti 8 italiani su 10 seguiranno la competizione sul “grande” schermo. Solo il 12% ha dichiarato di seguire la partita sul proprio device, anche se la percentuale sale al 22% se consideriamo i giovani tra i 18 e i 34 anni.

Credits: World Cup 22

I marchi storici che hanno investito fior di milioni nella competizione possono stare abbastanza tranquilli: Coca-Cola e Adidas sono le prime due società che vengono in mente ai tifosi, citati rispettivamente dal 42% e dal 31% degli intervistati. Al terzo posto compare Visa grazie al 23% di citazioni spontanee. Anche in questo caso è interessante notare che il 17% rimpiazza la società finanziaria con il suo concorrente Mastercard, che pur non ha speso un euro nella competizione. Tanti altri sponsor ufficiali invece rimangono su una soglia più bassa: Qatar Airways ottiene l’11% mentre McDonald’s il 7% e Budweiser solo il 4%.

Chissà chi si ricorda invece di chi si è proclamato anti-sponsor del Mondiale e della sua controversa campagna.

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Image credits cover: Analisi Difesa

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