A volte un brand smette di essere solo un prodotto e cerca di vestirsi da linguaggi. È in questo proponimento che si colloca l’operazione che vede St.John’s affiancare Dongfeng Italia nel lancio di MHERO 2 sul mercato italiano. Un ingresso che non ha il tono dell’espansione industriale, ma quell della costruzione identitaria. Il debutto di MHERO 2 segna infatti un passaggio strategico per Dongfeng Motor Corporation, tra i principali player automotive cinesi, che sceglie l’Italia come uno dei primi terreni per portare fuori dai confini nazionali il proprio brand più esclusivo. In un portfolio che comprende anche Dongfeng e Voyah, MHERO rappresenta la fascia più alta, quella che ambisce a posizionarsi nel segmento SUV luxury off-road con una proposta dichiaratamente fuori dagli schemi.

Il punto non è solo il prodotto. Anzi, è proprio qui che l’operazione diventa interessante per chi si occupa di marketing e comunicazione. In un mercato premium sempre più appiattito su codici ripetitivi (tecnologia, lusso, performance raccontati con estetiche simili) MHERO 2 prova a spostare il baricentro. Non più l’auto come simbolo di status, ma come estensione identitaria, strumento di esperienza, oggetto capace di raccontare un’idea di libertà e movimento meno convenzionale. Più experience e meno simbolo.
È su questa linea che si innesta il lavoro di St.John’s, chiamata non semplicemente a “lanciare” il modello, ma a costruirne il significato. L’obiettivo dichiarato è definire fin da subito un’identità chiara e riconoscibile per il brand in Italia, lavorando su un posizionamento culturale prima ancora che commerciale. Un approccio che sposta la comunicazione dal piano della visibilità a quello della rilevanza. Il target individuato è altrettanto esplicito: un pubblico contemporaneo che non cerca appartenenza ma differenziazione, che legge l’automobile come parte del proprio racconto personale e che privilegia autenticità e carattere rispetto alle convenzioni di categoria. È una fotografia precisa di un consumatore evoluto, sempre meno sensibile ai codici aspirazionali tradizionali e sempre più attratto da narrazioni coerenti.
Dal punto di vista progettuale, la collaborazione tra le due realtà viene definita come un percorso integrato, diretto e collaborativo. Non un rapporto classico cliente-agenzia, ma una costruzione condivisa che unisce visione, prodotto e comunicazione. “Una formula che – nelle parole di Guido Bonarelli, Direttore Marketing dei brand Dongfeng in Italia – punta a interpretare non solo il prodotto ma anche il contesto culturale in cui si inserisce”. Dall’altra parte, Domenico Grandi, founder di St.John’s, sottolinea “la presenza di una sintonia rara, legata alla volontà comune di sviluppare un progetto con un punto di vista non convenzionale. Un elemento che oggi rappresenta forse il vero differenziale competitivo nel branding: non tanto cosa si racconta, ma da quale prospettiva lo si fa”.
Il piano di comunicazione prenderà forma nei prossimi mesi, accompagnando il debutto ufficiale di MHERO 2 in Italia cercando un linguaggio che non si limiti a descrivere il prodotto, ma lo renda culturalmente necessario.
Ci leggiamo presto!