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A cura di Marco Bellinzona

Vendono i suoi dati all’asta, ma Apple ha la soluzione. Ecco l’ultimo spot sulla privacy

Nella sua ultima pubblicità, Apple parla di privacy simulando un’asta dove si vendono i dati privati della protagonista.

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Non era certo una novità che il cavallo di battaglia di Apple fosse la privacy. È da anni infatti che l’azienda americana si batte per la tutela dei dati privati dei suoi utenti. Sicuramente in controtendenza rispetto alle altre big tech, che proprio sull’estrazione dei dati basano il proprio business, già Steve Jobs insisteva sulla necessità di salvaguardare la privacy degli utenti di Apple (ne avevamo parlato qui). E da allora l’azienda ha continuato a farlo, come racconta la sua ultima campagna.

L’ASTA DEI (TUOI) DATI

Anche se il taglio è fantasioso e surreale, con questa campagna Apple spiega come di fatto avvengano la raccolta e la vendita dei dati personali a servizi terzi. Lo fa simulando un’asta affollata cui prende parte anche Ellie, una giovane ragazza venuta lì per caso. Ma il battitore, in realtà, sta vendendo proprio le sue informazioni personali. Ellie assiste incredula alla vendita delle sue mail, delle recenti transazioni e pure delle chat private.

Con questa metafora, Apple spiega cosa succede quando usiamo i nostri dispositivi senza impedire la raccolta delle nostre informazioni. Ma d’altra parte l’azienda racconta anche il suo impegno principale: evitare che tutto ciò avvenga. Così a fine video compaiono le due nuove app, cui lo spot è dedicato: App Tracking Transparency e Mail Privacy Protection. Quando Ellie le attiva, l’asta sparisce. Resta però un claim fondamentale: Privacy, that’s iPhone.

LA STORIA DELLA PRIVACY

Questo spot di Apple è solo l’ultimo capitolo di una saga più lunga che il marchio racconta ormai da anni. Il tema della privacy è un valore prioritario nella brand identity di Apple, tant’è che lo ritroviamo con frequenza nelle diverse campagne. Così è stato anche l’anno scorso per il lancio di Apple Pay, un brevissimo spot dove il brand, anziché descrivere le funzionalità della nuova app, preferisce proporre un semplice claim: Neanche Apple sa cosa compri.

Ancora più emblematico un altro spot del 2019, interamente dedicato alla privacy. Senza finalità di vendita, senza presentare un’applicazione in particolare, ma soltanto per ricordare cosa conta più di tutto per Apple: la sicurezza dell’utente. Privacy matters.

Insomma, la ricorrenza del tema della privacy conferma che per Apple la sicurezza dell’utente è un diritto fondamentale. Un diritto, letteralmente: così è specificato a caratteri cubitali nella privacy policy del brand, dove si ribadisce che la Privacy è un diritto fondamentale dell’uomo.

Quando i nostri dati vengono raccolti senza consenso, si viola un diritto – in altri termini, il mercato dei dati riduce l’utente a un prodotto di vendita. Lo rimarca schiettamente questo adv di Apple, uscito l’anno scorso: your information is for sale, you have become a product.


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Marco Bellinzona

marco.bellinzona@lagazzettadelpubblicitario.it

Da anni scrivo per giornali online, anche se l'esperienza più intensa è stata con un cartaceo. Un giorno, accidentalmente, sono entrato nel mondo della pubblicità - pensavo fosse un caso, ma poi ho scoperto che anche qui c'è tanto da scrivere.

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