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Burger King
A cura di Alan Conti

Burger King “griglia” McDonald’s sui manifesti

Burger King lancia una campagna minimalista esaltando la cottura alla griglia della sua carne e prendendo di mira i competitor come McDonald’s e Kfc

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Cosa differenzia i panini di Burger King da quelli di McDonald’s o dai prodotti di Kfc? La griglia. O meglio: la qualità e i segni che questa lascia direttamente sulla carne. E’ partita da qui la campagna minimalista curata dall’agenzia Bbh per Burker King in Inghilterra andando a stuzzicare direttamente i competitor. Velenosamente essenziale.

Il manifesto con Kfc

MANIFESTI MINIMALISTI

Ecco, dunque, che sono stati realizzati dei manifesti dalla grafica semplice ma curata e il messaggio tagliente. “Solo un clown si dimenticherebbe di queste linee” oppure “alcuni colonnelli non si sono guadagnati i gradi” (giocando sul doppio significato di stripes in inglese) sono i messaggi inseriti proprio nelle linee che richiamano quelle della griglia sul Burger. Destinatari, nemmeno troppo velati vista la presenza dei marchi sono McDonald’s e Kfc con le rispettive mascotte.

Lo Stranger Menù di Bruger King in Brasile

LINEE CHE SONO ICONICHE

“Da 60 anni le linee delle nostre griglie sono iconiche – le parole di Soco Nunez De Cela, direttore della comunicazione di Burker King in Inghilterra. “Valgono quanto il Whooper ed è bello sottolinearne l’importanza con Bbh che è stata bravissima a lavorare sul concetto di qualità superiore”. “Il mondo deve sapere – gli fa eco Felipe Serradourada Guimaraes, direttore creativo di Bbh – che ogni singolo panino deve passare diverse analisi si qualità anche sulle linee della griglia. Deve averle

Burger King di Leicester Square a Londra

LE MAGLIETTE A LONDRA

Oltre ai manifesti la campagna riguarderà anche il packaging di alcune confezioni a tiratura limitata nel mese di luglio. Le grafiche, inoltre, saranno riprodotte sulle magliette dei dipendenti del Burker King a Leicester Square di Londra oltre ad una diffusione nazionale diffusa da Iprospect.

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Alan Conti

alan@lagazzettadelpubblicitario.it

Dicono che io faccia il giornalista ma in realtà inseguo solo da sempre la mia curiosità. Sollazzo e affanno perpetui. Ogni racconto ha il suo vestito: cerco di tagliarlo e cucirlo rendendogli semplicemente onore. Ironia e capacità di non prendersi troppo sul serio sono due bussole che tendo a non lasciare fuori dalla mia bisaccia.

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