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A cura di Marco Bellinzona

Burger King e il gusto del vero: uno spot straordinariamente reale

L’ultima campagna pubblicitaria di Burger King non ha nulla di speciale ma proprio questa è la sua particolarità: solo persone che mangiano hamburger.

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Lo real sabe mejor, si dice in spagnolo. Real tastes better, in inglese. Il reale ha un sapore migliore, trascritto in italiano. Ma per tradurlo in termini di pubblicità, invece, dobbiamo chiedere a Burger King.

L’ultimo spot del celeberrimo fast food, realizzato dai newyorkesi di WeBelievers per la sezione messicana della catena, parla proprio della semplicità (del gusto).
Lo real sabe mejor è un payoff tanto semplice quanto il contenuto della sua campagna: persone normali, fotografate mentre mangiano panini, per dire che i prodotti di BK sono 100% natural e preservative-free. Naturali, come i testimonial fotografati.

LO REAL SABE MEJOR

Cosa c’è di speciale in questo adv? Nulla, ed è questa la sua particolarità: il fatto che non ci siano special effects, modelli prestanti o famiglie felici. Al contrario, ci sono uomini sdentati, lavoratori sudati e mendicanti, una ragazza incinta e una fumatrice ritratti in bianco e nero nella loro semplicità. This is Mexico, and not the one in the ads spiega una donna che compare nel video.

Lo spot di Burger King risulta davvero impattante perché realmente umano. Gli attori, se così li vogliamo chiamare, sono persone comuni fotografate mentre fanno la cosa più umana che esista: mangiare. Così Burger King si fa carico del Nonartificial Mexico, delle persone normali che possono permettersi poco più che un panino al fast food.

Le foto, poi, sono state stampate ed esposte al Photography Archive Museum di Città del Messico. Se vogliamo, lo spot creato da WeBelievers assume anche una certa rilevanza artistica: una mostra di persone normali, senza star né celebrità, senza modelli né pose studiate. Solo cittadini messicani, nella spontaneità delle loro imperfezioni e raffigurati con schietto realismo.

LA SEMPLICITÀ CHE PREMIA

È un’idea straordinaria nella sua semplicità, e che ha ricevuto un ottimo riscontro: 95% di brand awareness, 98% di positive brand sentiment fra i customers e un aumento delle vendite per il 36,7%.

Ma chi segue le creatività di Burger King sa bene che il tema della semplicità è ricorrente nelle sue campagne. BK aveva già osato con uno spot in cui esibiva un Whopper ammuffito, per mostrare che il brand non impiega conservanti nel suo menù. Senza grandi celebrazioni né campagne stellari, l’immagine ritrae il Moodly Whooper, un hamburger andato a male dopo 28 giorni.

Sempre in collaborazione con WeBelievers, Burger King aveva anche sviluppato una piattaforma di delivery dei suoi hamburger – solo che il ritiro non era a domicilio, ma in macchina. Lo avevano chiamato Traffic jam Whoopers: per alleggerire i tempi di attesa delle code chilometriche di Città del Messico, BK si era messo a fare servizi di consegna agli autisti, affamati e imbottigliati per ore nel traffico della città. Una soluzione semplice ma originale, centrata non tanto sul prodotto bensì sui problemi effettivi dei clienti – anche al di fuori dello spazio di competenza del brand.

Come Lo real sabe mejor, anche questa campagna si era rivelata estremamente sensibile ai problemi reali delle persone, ma gli esempi abbondano: sempre su questa linea, a marzo Burger King aveva abbassato i prezzi del Whooper in Francia per far fronte al rincaro dei prezzi del carburante. Anche in questo caso, fu una compagna efficace perché centrata sulle persone, attenta e vicina alle difficoltà dei propri clienti (come la loro disponibilità economica).

Al di là delle disparate creatività di Burger King, sempre audaci ed eterogenee, dietro tutti gli advertisement del brand si legge una trama comune. Non ci sono offerte da urlo né prodotti perfettamente impacchettati, ma una profonda dedizione alla vita quotidiana delle persone – affamate quando si ritrovano imbottigliate nel traffico o quando sono a lavoro, quando i prezzi della benzina aumentano o quando banalmente si fumano una sigaretta. Che non hanno bisogno del luxury per saziarsi, ma di un panino a buon mercato.

Ci sono anche i Whoopers, ovviamente, ma vanno a male come tutti i prodotti naturali. Tuttavia, anche se ammuffito, non c’è niente di finto: è tutto reale, nella sua semplice imperfezione.

Ci leggiamo presto!

Sempre più grandi, grazie a Te.

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Marco Bellinzona

marco.bellinzona@lagazzettadelpubblicitario.it

Da anni scrivo per giornali online, anche se l'esperienza più intensa è stata con un cartaceo. Un giorno, accidentalmente, sono entrato nel mondo della pubblicità - pensavo fosse un caso, ma poi ho scoperto che anche qui c'è tanto da scrivere.

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