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A cura di Redazione

Burger King, rivisitazione del marketing per contrastare il calo negli Usa

Burger King sta vivendo una crisi negli Stati Uniti, dove le vendite del brand rispetto al mercato internazionale sono diminuite. La holding dell’azienda è corsa ai ripari con una revisione del marketing, non solo di BK ma anche delle sue “sister brands” Tim Hortons e Popeyes.

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All’inizio del 2021, Burger King ha deciso di diventare retrò e tornare alle radici rinnovando il suo look e abbandonando il logo usato negli ultimi 20 anni. Questo, insieme alla perdita di alcuni volti importanti del brand nel campo della comunicazione, potrebbe aver causato dei problemi nelle vendite e nel posizionamento rispetto alla concorrenza innescando così un urgente bisogno di aggiornamento.

Infatti, il brand ha visto diminuire le sue vendite negli USA dell’1,6% (mentre sono aumentate invece del 16,2% su scala globale) e ha perso la propria posizione come seconda catena di hamburger più grande in America, rimanendo dietro a Wendy’s nonostante abbia circa 1.000 sedi in più. Per questi motivi Restaurants Brand International (RBI), la Holding principale che racchiude Burger King, Tim Hortons e Popeyes, ha deciso di revisionare il proprio marketing.

UNA STRATEGIA DA REVISIONARE

La società sta riesaminando tutta la propria strategia, supportata dalla Consultancy ID Comms, partendo dal suo Creative Partner David Miami che, dal 2014, mantiene la global AOR relationship di Burger King e ha anche collaborato alla creazione della famosa campagna “Moldy Whopper” del 2020. Verranno svolte delle analisi anche per Tim Hortons e Popeyes che hanno speso rispettivamente 6 milioni di dollari (poco più di 5 milioni di euro) e 124 milioni di dollari (quasi 110 milioni di euro) in media offline rispetto ai 212 milioni di dollari (187 milioni di euro) di Burger King. 

ECCO CHI HA LASCIATO BURGER KING

Nell’ultimo anno, RBI ha perso quattro dei suoi principali leader di marketing causando non pochi problemi a livello strategico: 

  • Fernando Machado, ex CMO di Burger King e CMO globale di RBI, ha lasciato l’azienda nell’aprile 2021 ed è diventato il CMO globale di Activision Blizzard
  • Paloma Azulay ha ricoperto il ruolo di Machado per soli 6 mesi come Chief Brand Officer globale di RBI e ha lasciato l’azienda nell’ottobre 2021. 
  • Ellie Doty, ex CMO di Burger King, ha trascorso poco più di un anno nel suo ruolo prima di scegliere di andarsene nel novembre 2021. 
  • Bruno Cardinali, ex CMO di Popeyes, si è dimesso il mese scorso per prendersi una pausa dal marketing.

Attualmente, gli unici ruoli significativi rimasti sono Hope Bagozzi, CMO di Tim Hortons da gennaio 2020, e l’agenzia creativa GUT che si occupa sia di Popeyes che di Tim Hortons. 

Riguardo i diversi sondaggi che si stanno svolgendo, Burger King ha rifiutato di svelare se abbia preso contatto con nuove agenzie oppure se si stia impegnando a consolidare i suoi storici partner di marketing all’interno di una holding pubblicitaria: un po’ come è stato fatto da molti altri brand nell’ultimo anno (Coca-Cola docet).

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