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Campari

Campari e il primo manifesto tridimensionale mai visto in Italia: la storia della fontana

Tempo di lettura: 3 minuti

La pubblicità oggi assume le forme più varie e inaspettate, ma tutto comincia con qualcuno che intraprende una via mai esplorata da nessun altro fino a quel momento. È il caso di Campari che negli anni ‘30, per merito di Davide, il figlio del fondatore dell’azienda Gaspare, realizzò in tutta Italia una serie di fontane per farsi pubblicità: a oggi ne restano tre, considerati i primi manifesti pubblicitari tridimensionali della storia.

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Campari oggi non ha, o non avrebbe bisogno di grande pubblicità. Eccellenza italiana con le sue bevande alcoliche e analcoliche, su tutte l’iconico “Campari” nell’inconfondibile bottiglia con il suo colore rosso intenso subito riconoscibile di cui vi abbiamo raccontato le origini qui. La storia dell’azienda inizia però ancora nel XIX secolo, quando nel 1860 il liquorista Gaspare Campari inventa l’omonimo aperitivo. E sin da subito anche Campari si rende conto di aver bisogno di modi per farsi conoscere il più possibile a quante più persone. Se parliamo di storia della pubblicità in senso stretto probabilmente siamo nella preistoria o giù di lì, il mondo era percepito come molto più piccolo e circoscritto rispetto a oggi e così anche le idee per farsi notare andavano calibrate di conseguenza

Campari e l’idea del figlio del fondatore

Arriviamo così agli anni ‘30 del ‘900, quando Davide Campari, figlio del fondatore Gaspare, decide che è il momento di fare qualcosa di più, tentare un passo in avanti che coniugasse le esigenze del business a quelle di una popolazione come quella italiana ancora agricola per la maggior parte e con un livello basso di istruzione. Per festeggiare i primi 70 anni di vita di Campari Davide vuole qualcosa di speciale e così, ricostruisce il sito arezzonotizie.it, incaricò lo scultore fiorentino Giuseppe Gronchi di realizzare alcune fontane, dodici per l’esattezza, su tutto il territorio nazionale per l’approvvigionamento pubblico dell’acqua

La Fontana Campari di Brunate, vicino a Como. Credits: La Gazzetta del Pubblicitario

Fontane naturalmente a marchio Campari con un duplice scopo: venire incontro alle esigenze di avere disponibilità di acqua potabile e allo stesso tempo far conoscere il marchio e il brand dell’azienda di famiglia. Il periodo storico naturalmente influenza alcune scelte stilistiche che ai nostri oggi appaiono di difficile comprensione: in alcuni casi, infatti, oltre al bassorilievo da cui sgorgano tre fontanelli, erano presenti sulle due colonne ai lati della strutture le teste scolpite di Mussolini e del re Vittorio Emanuele II. Figure che vennero poi rimosse dopo la guerra in un rinnovato e mutato panorama politico anche in Italia

La fontana di Chiusi della Verna, in provincia di Arezzo, la prima a essere installata nel 1930, arezzonotizie.it
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Dove sono le fontane Campari?

Delle dodici fontane inizialmente previste oggi ne rimangono solamente tre. Tra loro c’è anche la prima che in assoluto venne installata nel 1930 come progetto pilota dell’intera serie visibile a Chiusi della Verna, in provincia di Arezzo, sulla strada che porta al santuario. Nel 2018 questa fontana è diventata notizia di cronaca locale e nazionale quando, come raccontato dall’ANSA, sette donne si sono tassate per salvare e restaurare la fontana. Attraverso fondi propri e una raccolta effettuata con mercatini, tombole e altre iniziative hanno raggiunto i tremila euro necessari alle opere di conservazione del monumento Campari

La terza fontana rimasta, quella di Le Piastre, in provincia di Pistoia, tripadvisor.com

Le altre due fontane ancora oggi esistenti si trovano a Brunate, in provincia di Como, vicino al capolinea della famosa funicolare che dalla città dell’omonimo lago conduce nel piccolo paese che sovrasta il capoluogo e il primo bacino del Lario, e a Le Piastre in provincia di Pistoia. Marketing territoriale, pubblicità sociale e primi manifesti pubblicitari tridimensionali. Campari precursore dei tempi. Anche se dalle fontane non sgorgano ghiaccio e aperitivi ci si potrebbe comunque concedere un brindisi, quanto mai indovinato vista la storia che abbiamo appena raccontato!

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Francesco Nasato

francesco@lagazzettadelpubblicitario.it

Giornalista professionista, tra ufficio stampa e articoli qua e là. Scrivo per Forbes.it, ho scritto su Corriere della Sera-Lombardia, sportmediaset.it e La Provincia di Como. Premio giornalistico Angelo Agostini 2018. Ingenuamente, o forse no, penso che lo sport sia la scusa più bella per provare a capire il mondo!

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