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Spot Cheerios 2020
A cura di Redazione

La pubblicità dei cereali Cheerios rifatta dopo 21 anni grazie a un TikTok virale

Tempo di lettura: 3 minuti

Alcune volte siamo noi a decidere il nostro futuro, altre volte è il destino, e in alcuni casi Tik Tok.
Tik Tok? Sì, è proprio il social più fresco e in voga del momento ad essere il protagonista della nostra storia di oggi.
In America infatti Cheerios, storico brand di cereali appartenente al gruppo General Mills, si è trovato quasi costretto a mettere in piedi il remake di una storica pubblicità del 1999 su richiesta di una ragazza che ha pubblicato un TikTok diventato virale.

I protagonisti? Una ex neonata e una nonna di 79 anni.

Ma andiamo per gradi.

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Un innocente TikTok finito negli uffici creativi di Cheerios

Il video su TikTok di Cori Spuriell

L’11 Novembre Cori Spuriell, content creator originaria dell’Oklahoma, pubblica sul suo profilo di Tik Tok un breve video in cui riporta alla luce lo spot di Cheerios del 1999 che in America diventò un cult popolare. In modo simpatico e del tutto naturale la ragazza si appella al web chiedendo all’azienda di immaginare un remake dello spot natalizio con gli stessi attori, ma a distanza di 21 anni.

In poche ore il video si inserisce nei giusti canali del social media e diventa virale generando oltre 2.000 condivisioni e (ogni tanto succede), arrivando sullo smartphone di uno dei dipendenti Cheerios.
Quante volte capita che l’idea per lo spot di Natale sia servita così facilmente su un piatto d’argento direttamente da un consumatore? Mai, ed è proprio per questo che qualche giorno dopo il team marketing dell’azienda si riunisce intorno al tavolo per discutere il piano esecutivo per la versione 2.0 dello storico spot.

Lo spot Cheerios del 1999

Lo spot ufficiale di Cheerios pubblicato nel 1999

Nel 1999 Cheerios affidò a Saatchi & Saatchi la realizzazione di questo spot in cui Peggy Miley, attrice nota per aver poi preso parte ai cast di Star Treck e più recentemente Stranger Things, rappresentava la nonna di una bambina neonata a cui spiegava dove abitavano i suoi parenti sparsi negli USA grazie ai celebri cereali al miele a forma di ciambella. La scena diventò un cult per la complicità della bambina che ogni volta in cui la nonna prendeva un cheerios in mano apriva la bocca sperando di potersi gustare il cereale.

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Il remake dello spot Cheerios del 2020

Il remake dello spot di Cheerios del 2020

Riunire il cast per il nuovo spot (anche se composto da sole 2 persone) non è stato semplice: infatti se Peggy Miley è tutt’ora un’attrice, Delfina Booth ebbe una carriera così precoce da poter annoverare nel suo palmares solo l’apparizione per lo spot Cheerios. Superato questo primo scoglio, l’agenzia Martin Williams Advertising ha dovuto poi affrontare il problema spostamenti. Sappiamo come la pandemia abbia impedito la classica realizzazione di una campagna pubblicitaria, e anche in questo caso il team creativo si è dovuto arrangiare attualizzando il copione con una più moderna videochiamata nonna-nipote, girando le scene con Peggy all’interno della casa del regista e quelle con Delfina all’interno di casa sua.

Fare di necessità virtù è la prima dote di un creativo, soprattutto in questo 2020.

Il risultato per lo spettatore (e anche per le 2 attrici) è stato comunque emozionante: rivedere lo spot che ha segnato un’infanzia in un remake così attuale e moderno probabilmente è servito per dare a questo Natale insolito un pizzico di felicità in più.

La forza della condivisione e la legge di Andy Warhol

L’improbabile allineamento astrale che ha permesso il remake di questa campagna pubblicitaria ci insegna, o per meglio dire ci ricorda, 2 cose fondamentali.

La forza della condivisione sta alla base di ogni successo: il semplice TikTok di Cori Spuriell non sarebbe mai finito davanti agli occhi di Cheerios se non fosse stato condiviso così tante volte, generando interesse e segnalazioni. I social media rivestono un ruolo fondamentale nell’amplificazione di un pensiero, anche se pronunciato da una persona poco conosciuta.
Casi di campagne come questo ci confermano che il consumatore è sempre più a stretto contatto con l’azienda, fin al punto di diventare art director inconsapevole di uno spot per una multinazionale. Ma, cosa più importante, l’azienda ascolta sempre di più il suo consumatore, rendendolo parte integrante del processo di sviluppo del brand.

Insomma, una fornitura a vita a Cori gliela vogliamo negare?

Come? Ah sì il secondo insegnamento: ricordate quando Andy Wharol disse “Nel futuro tutti saranno famosi per almeno 15 minuti”?

Delfina era troppo giovane per goderseli nel 1999, e qualcuno le ha dato una seconda possibilità.

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Redazione

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La Redazione de La Gazzetta del Pubblicitario

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