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A cura di Alan Conti

Peanut e il reframing pubblicitario del pubblico femminile

Il messaggio della campagna pubblicitaria di Peanut è chiaro: quando si parla di tipologie di corpi, la normalità non c’entra. Stop allo stereotipo dell’anatomia femminile rendendola tipicamente bianca, glabra, magra, giovane e abile.

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L’attenzione nel creare un ambiente che sia il più inclusivo possibile attraverso le campagne pubblicitarie ha contribuito nel corso del tempo non solo a “sfatare” il mito dell’esistenza di un canone estetico perfetto al quale aspirare ma a restituire anche un’immagine del corpo femminile quanto più vicina al vero possibile. Questo, chiaramente, anche dal punto di vista anatomico. Non si tratta solo di normalizzare un volto privo di “filtri” (a tal proposito, ecco qui un articolo interessante sui filtri nelle pubblicità), ma di rappresentare il corpo femminile sotto ogni aspetto, dando così voce a tutti quei cambiamenti fisici che rappresentano la storia di ogni donna.

CHE COS’È PEANUT?

Peanut è un social media tutto al femminile, nato inizialmente per mettere in contatto donne che stessero vivendo simili esperienze di maternità. Da quel momento, la piattaforma si è espansa, permettendo di affrontare altri argomenti della vita di tutti i giorni come la menopausa e la fertilità. Lo scopo è quello di creare una comunità protetta dove donne di tutto il mondo possano esprimere i propri dubbi e preoccupazioni, ma anche dare il proprio sostegno e sentirsi al sicuro.

Un breve video sul funzionamento di Peanut

LA SCELTA DI PEANUT SULLE DONNE “NON CONVENZIONALI”

In uno scenario pubblicitario che offre una visione distorta del corpo femminile persino dal punto di vista medico, Peanut ha voluto mettere al centro della sua campagna tutte quelle donne la cui rappresentazione sarebbe stata eliminata, non rientrando in quella tipicamente distorta. Le protagoniste sono le madri, le donne BIPOC e, più in generale, tutte coloro dotate di caratteristiche non convenzionali.

LA CAMPAGNA DI PEANUT NEL DETTAGLIO

Le immagini della campagna

Mostrare quelle che sembrerebbero essere esperienze di vita “non convenzionali” anche all’interno delle pubblicità consente alle donne direttamente interessate di ottenere l’adeguata assistenza medica che altrimenti non potrebbero avere. Oltre a sdoganare certi modelli pre-impostati che portano spesso a concetti tossici di bellezza (poi moltiplicati dai social). Per questo Peanut ha optato per l’utilizzo di gigantografie che rappresentassero lividi da iniezioni di fecondazione in vitro e cicatrici del taglio cesareo ma anche l’allattamento al seno, le forme di diverse vulve e l’ittero in bambini di diverse etnie. Vita vera, non patinata.

Ci leggiamo presto!

Alan Conti

alan@lagazzettadelpubblicitario.it

Dicono che io faccia il giornalista ma in realtà inseguo solo da sempre la mia curiosità. Sollazzo e affanno perpetui. Ogni racconto ha il suo vestito: cerco di tagliarlo e cucirlo rendendogli semplicemente onore. Ironia e capacità di non prendersi troppo sul serio sono due bussole che tendo a non lasciare fuori dalla mia bisaccia.

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