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A cura di Redazione

Il formaggio vegano? Una tristezza noir nell’ironia di Daiya

L’azienda produttrice di alternative vegane al formaggio sceglie un approccio comico riproducendo scene drammatiche tipiche dei classici film noir.

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È credenza comune che un’alimentazione vegana sia povera, senza gusto, quasi triste. Che si mangi solo verdura, tofu, seitan e altri alimenti dal nome impronunciabile. La verità è molto lontana da tutto ciò, anche perché sempre più aziende decidono di lanciare prodotti vegani o vegetariani che possano essere delle valide alternative ai prodotti animali, senza rinunciare al gusto.

In questo mercato, sempre più in crescita, l’azienda canadese Daiya è ormai leader del settore dal 2008, anno in cui è stata fondata. Propone una serie di prodotti alternativi a quelli caseari, totalmente vegani, senza glutine, soia e frutta secca. I suoi prodotti sono diventati famosi per la loro strabiliante somiglianza ai prodotti di origine animale, sia per il gusto che per la consistenza.

Una vita senza formaggio

L’ultima campagna, in collaborazione con l’agenzia TDA Boulder, vede i protagonisti dei video parte della nuova campagna di Daiya angosciati, i loro volti bagnati dalle lacrime in scene che sembrano uscire da un classico film noir. L’origine del loro trauma? Una vita senza formaggio. Dei nachos diventano semplici patatine, o un “grilled cheese” snack tipico americano composto da pane e formaggio che, senza quest’ultimo, è solamente un triste toast.

Un approccio comico e drammatico

Oltre al messaggio, che si concentra su piatti appetitosi e indulgenti, l’agenzia ha scelto un metodo unico per comunicarlo. La scelta è caduta su un approccio comicamente esagerato, consapevole del fatto che vivere senza formaggio non sia di certo un problema esistenziale con il quale non si possa convivere. L’obiettivo della campagna era drammatizzare il dolore, come dichiarato da Jonathan Schoenberg, Direttore Creativo Esecutivo di TDA Boulder.

Il “dramma espressivo silenzioso” tipico dei film noir è stato sfruttato per uno scopo ben preciso. Secondo i creativi dell’agenzia, gli spot risaltano durante lo scrolling degli utenti sui social media, attirando la loro attenzione.

Un approccio cinematografico è anche una novità per la categoria, che solitamente si concentra su pubblicità che presentano le caratteristiche del prodotto o puntano su offerte e sconti.

Un target particolare

Per la nuova campagna “Taste the Daiya Difference“, il target sono gli ex consumatori, appassionati di alimenti a base vegetale che durante la loro ricerca di prodotti alternativi al formaggio, sono stati così delusi dalle offerte che hanno scelto di non acquistarne più. Daiya voleva “svegliare i fedeli che hanno rinunciato al formaggio vegetale”, ha dichiarato Schoenberg.

Il pubblico è in un limbo, devoto ad un’alimentazione vegetale ma non devoto ad un particolare sostituto del formaggio, secondo Paul Siegel, Brand Service Director di TDA Boulder. “Non hanno ancora trovato un formaggio adatto a loro, il che crea un’opportunità per Daiya.”

Risulta curiosa la presentazione finale del prodotto, che viene semplicemente descritto come formaggio senza lattosio, senza risaltarne le altre caratteristiche che lo rendono un prodotto unico lasciando spazio all’aspetto creativo della campagna.

Gli annunci verranno trasmessi tramite piattaforme digitali di streaming e social network e la campagna verrà sostenuta da alcuni influencer.

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La Gazzetta del Pubblicitario è una realtà nata nel 2019 dalla voglia di raccontare storie creative legate a brand di successo, o piccole realtà che con un’idea si sono fatte strada tra il grande pubblico: un telescopio puntato verso il mondo pubblicitario, che proverà ad analizzare le parti più interessanti del processo creativo che portano ad una campagna di successo.

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