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Ferragnez mascherina
A cura di Redazione

Conte chiama i Ferragnez: può essere una svolta nella comunicazione politica, ecco perchè

Tempo di lettura: 3 minuti

Conte chiama i Ferragnez: potrebbe sembrare il titolo di una telenovela o di un giornale di gossip, ma oggi no.
Il Premier nella giornata di Lunedì 19 Ottobre si è messo in contatto con Fedez, chiedendo aiuto a lui e alla moglie Chiara Ferragni per veicolare raccomandazioni all’uso della mascherina verso i giovani.

La chiamata ai due imprenditori e influencer arriva nel momento più duro a livello comunicativo del governo: con l’arrivo della seconda ondata di contagi infatti, Conte e il suo entourage stanno faticando nel riuscire ad avere la giusta attenzione mediatica da parte della popolazione più giovane. Che sia per la sfiducia dopo la gestione della prima ondata o per il disinteresse nei confronti delle istituzioni, è indubbio che il periodo del Conte paladino italiano e padre rassicuratore premuroso nelle dirette Facebook sia al tramonto.
Gli occhi più attenti e “social addicted” lo avranno già notato: le ormai note dirette Facebook del premier italiano, che durante il primo lockdown hanno raggiunto picchi di utenti connessi altissimi e commenti di parziale appoggio all’operato del governo, sono ora diventate pubblica piazza per l’insoddisfazione generale degli stessi cittadini.

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32 milioni di follower all’ascolto: e chi ha questo share?

Numeri e audience: questi sono i principali misuratori che girano intorno ad un influencer, e in Fedez e Chiara Ferragni troviamo il binomio più potente d’Italia (e forse nel mondo). Con i loro 32 milioni di follower (11 milioni lui e 21 lei) la potenza e responsabilità comunicativa che rivestono questi due personaggi è altissima, nonostante ancora in molti pensino che quei numerini in alto al proprio profilo siano solo indicatori di vanità personale.

Se mettete insieme tutti i profili social degli esponenti principali del governo (opposizione inclusa), non arriveremo neanche lontanamente a questa cifra.
Insomma, con buona pace di chi ancora guarda lo share televisivo dei programmi tv per farsi bello, qui siamo davanti a numeri diversi: ognuno di noi ha ormai tra le mani uno smartphone con un account Instagram attivo, sopratutto nella fascia d’età 14-30 anni. Con almeno un accesso al giorno sulle piattaforme social, la possibilità che un giovane utente veda una stories o un post dell’influencer che segue è di gran lunga più alta rispetto alla possibilità che guardi un telegiornale o veda la campagna di prevenzione del ministero della salute in tv durante una pubblicità.

Parlare ai giovani non è un mestiere per vecchi

L’appello di Fedez ai follower

Fatecelo dire: da giovani avreste ascoltato prima il consiglio di un amico o dei vostri genitori? (Non fingete, vi vediamo)
Lo stesso paragone socio-familiare si può fare in questa situazione: Conte e il suo governo, nei panni del padre di famiglia, fatica ad arrivare e comunicare con i giovani (che è poi il problema di questo governo e dei precedenti da diversi anni), che hanno bisogno di essere responsabilizzati nell’uso della mascherina in un momento così delicato.
Come farlo? Beh, passando attraverso gli “amici” più grandi.
Fedez e Chiara Ferragni infatti hanno una grossa fetta di pubblico nella fascia più giovane d’età, e da sempre il loro modo di comunicare semplice e giovanile ha reso ogni loro follower parte della vita quotidiana della coppia. Dare in mano a loro questo messaggio importante ha reso la comunicazione governo-cittadino più semplice, diretta e immediata.
Niente circolari ministeriali, niente DPCM, niente comunicati stampa incomprensibili: un messaggio semplice, detto in 15 secondi da due persone che hanno 32 milioni di amici.

L’appello di Chiara Ferragni ai follower
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Una possibile svolta nella comunicazione politica

Dire che è una svolta nella comunicazione politica ad alcuni sembrerà un azzardo, lo sappiamo. Ma ve lo sareste mai immaginato il capo del governo di un paese che mette in mano le sue raccomandazioni e i suoi messaggi ad un cantante e una influencer?
Una scelta importante, che abbatte le barriere burocratiche e istituzionali che in questo momento il nostro paese (e per fortuna) non può permettersi.
Secondo noi un grande bagno d’umiltà di una persona che conosce i suoi limiti, e che con lungimiranza (e forse qualche giorno di ritardo) decide di fare la cosa più giusta: parlare a proprio figlio come un amico, e non come un padre.

In una società dove il giovane è sempre più disinteressato della cosa pubblica, questo piccolo esperimento potrebbe aprire le porte ad un nuovo modo di comunicare.
Cosa ne pensate?

Ci leggiamo presto!

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