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Barilla Al Bronzo
A cura di Alan Conti

Barilla porta la tradizione nello spazio

Il nuovo spot di Barilla per la pasta trafilata al bronzo ruba l’occhio. Un delicato equilibrio tra antica tradizione e futuro nella campagna firmata Publicis

Quanto piace lo spazio a Barilla. Dopo i sogni di Pan di Stelle declinati in vario modo ecco che il prodotto di punta della casa, la pasta, entra prepotentemente ed oniricamente oltre i limiti terrestri nella sua nuova versione al bronzo. Uno spot studiato che corre sul parallelismo astrale tra la cottura degli spaghetti e la sua consumazione più immediata. Ottimamente realizzato in ogni passaggio quasi filmico, molto suggestivo ed empatico. In questo gioca un ruolo importante l’accompagnamento lirico musicale. Notevoli anche le paillettes della donna che consuma il piatto finale. Un cacio e pepe, zero sugo. L’essenzialità a fronte dell’indeterminatezza spaziale. Una sintesi di apparenti estremi che ritroviamo pure nel claim “ruvidità intensa, un gesto d’amore”.

Lo spot di Barilla al bronzo attualmente in rotazione

LA RIVOLUZIONE DEL PACKAGING

La campagna pubblicitaria della nuova pasta Barilla trafilata al bronzo è firmata da Publicis Italia con un planning multimediale gestito da Omd. Ruvidità e tradizione sono i due valori cardine che si cerca di spedire nel futuro con soluzioni che siano, al contempo, avveniristiche ma classiche. Non semplice. In questo rientra anche la rivoluzione del packaging con dieci formati (quattro paste lunghe e sei corte) di colore rosso tenue con le scritte che mantengono il tradizionale blu. Una visual identity studiata dalla milanese Robilant Associati che sbarcherà in otto mercati europei e in Australia. “Il colore rosso richiama lo storico logo espanso su tutta la confezione – spiega il direttore creativo Andrea Bandiera – con il brand che diventa parte stessa del prodotto”.

La visual identity della Barilla Al Bronzo

L’ANTICO TIMBRO

Piccola chicca è il ritorno sul fronte del pack dell’antico timbro (rivisto) che Barilla utilizzava nel 1877. Quando lo spazio era ancora un campo di sole fantasie. Il retro della confezione riporta delle grafiche dedicate per in-formare il consumatore. Anche qui tra sogno e realtà.

Ci leggiamo presto!

Alan Conti

alan@lagazzettadelpubblicitario.it

Dicono che io faccia il giornalista ma in realtà inseguo solo da sempre la mia curiosità. Sollazzo e affanno perpetui. Ogni racconto ha il suo vestito: cerco di tagliarlo e cucirlo rendendogli semplicemente onore. Ironia e capacità di non prendersi troppo sul serio sono due bussole che tendo a non lasciare fuori dalla mia bisaccia.

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