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A cura di Redazione

Guinness apre il suo primo birrificio a Londra: ora punta su vegan e… alcol free

Guinness ha annunciato l’apertura del suo primo birrificio a Londra per l’autunno 2023 sfruttando l’enorme successo del brand nella città inglese. Una sfida alla concorrenza che prevede anche il lancio del proprio marchio vegan friendly e la creazione di un drink senza alcol.

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Guinness ha annunciato attraverso i suoi profili social la costruzione a Londra di un piccolo birrificio, un centro culturale e un ristorante dedicati al brand. Con un valore di 73 milioni di sterline (circa 86 milioni di euro) sarà aperto al pubblico nell’autunno 2023 e includerà spazi per eventi, un cortile al coperto, uno spazio sul tetto con copertura in vetro e un negozio. Sarà situato alò’Old Brewer’s Yard, nella zona di Convent Garden, storicamente dedicata alla produzione di birra. 

Il rendering con cui Guinness ha annunciato l’apertura a Londra sui social

L’investimento per creare “Guinness at Old Brewer’s Yard” è stato possibile grazie al successo della “Guinness Storehouse” a Dublino e all’apertura di “Johnnie Walker Princes Street” a Edimburgo nel 2021. Le vendite di Guinness in Gran Bretagna sono cresciute del 30% negli ultimi sei mesi e una pinta su dieci vendute a Londra è del brand irlandese. Dati che, intrecciati con l’attrattiva turistica della City, hanno convinto il marchio ad avviare questo progetto che creerà anche 150 nuovi post di lavoro. In linea con il piano d’azione “Society 2030: Spirit of Progress”, la nuova struttura della Guinness sarà a emissioni zero entro il 2030.

La piantina del nuovo edificio Guinness in costruzione a Londra; credits: Diageo

I piani ideati per questa nuova apertura includono:

  • un tour con specialisti della birra Guinness per degustare, divertirsi e conoscere tutto sul passato, presente e futuro dell’azienda, proprio come viene già fatto al “Guinness Storehouse” di Dublino.
  • eventi e occasioni culturali accessibili alla comunità locale e organizzati nel cortile centrale della struttura, nel ristorante con cucine open-fire o nello spazio sul tetto
  • vendita di gadgets rari tramite collaborazioni e partnership all’interno del negozio
  • offerta di nuovi sapori e miscele alla clientela, alcuni di questi disponibili solo al nuovo locale di Londra

La struttura presente a Old Brewer’s Yard che farà da base al nuovo locale è di proprietà della Mercers’ Company, il cui amministratore delegato Rob Abernethy ha affermato entusiasta:

“Siamo lieti di dare il benvenuto alla Guinness nella nostra tenuta di Covent Garden. Abbiamo lavorato a stretto contatto con Diageo (azienda inglese di alcolici nata nel 1997 dall’unione di GrandMet e Guinness) per sviluppare proposte che ripristineranno le origini storiche di Old Brewer’s Yard in un contesto contemporaneo. Il livello significativo di investimenti è un importante impulso per l’economia londinese in ripresa e fornirà un’esperienza immersiva unica nel suo genere, puntando i riflettori su Covent Garden come destinazione per i visitatori globali. Old Brewer’s Yard fornirà una meravigliosa piattaforma al la Mercers’ Company per continuare il suo lavoro filantropico, contribuendo a creare un cambiamento positivo”

Un’anteprima creata al computer del progetto “Guinness at Old Brewer’s”; credits: Diageo

L’AMPLIAMENTO DEL MERCATO CON “GUINNESS 0.0” E LA NUOVA NATURA VEGAN FRIENDLY DEL BRAND

Questa nuova struttura è stata progettata per sfruttare il successo della bevanda in Inghilterra e imporsi maggiormente sul mercato cercando di battere sempre di più la concorrenza.

Sempre per fronteggiare i vari competitors che sono entrati con successo nel campo non alcolico (oltre alla volontà di ampliare il proprio target e stare al passo con i tempi) l’azienda ha lanciato “Guinness 0.0”: una bevanda alcool free con 50 calorie in meno rispetto all’originale.

Questa nuova birra era stata lanciata inizialmente nell’ottobre 2020 dopo uno sforzo di quattro anni mirato a replicare il gusto dell’originale Guiness. La vita del prodotto fu breve con il ritiro dal mercato a causa di alcuni timori riguardanti una possibile contaminazione microbiologica non sicura in alcune lattine. Dopo quasi diciotto mesi e un’indagine approfondita su tutti gli aspetti del processo di produzione si è arrivati al rilancio nell’agosto 2021. I processi di lavorazione sono gli stessi della birra alcolica: l’unica differenza fondamentale è l’uso della filtrazione a freddo utilizzata proprio per rimuovere l’alcol. Uno degli obiettivi del brand era proprio il mantenimento del gusto: la reazione entusiasta di molti clienti sui social lascia intendere un successo.

Campagna lanciata lo scorso dicembre per la Guinness 0.0 e la sicurezza stradale con la guida in stato di ebbrezza; credits: THINK!

Per la sponsorizzazione Guinness ha collaborato con THINK! per una campagna legata alla sicurezza stradale con lo scopo di limitare la guida in stato di ebbrezza durante il periodo natalizio. 

L’idea è nata da alcune ricerche che hanno mostrato come il 32% dei giovani si senta a disagio a chiedere a un amico di non bere e di non guidare. Non solo, il 78% degli incidenti di guida in stato di ebbrezza coinvolge conducenti di sesso maschile che hanno superato il limite di alcol consentito dalla legge. Similmente è stata lanciata anche la campagna “Guinness Clear” con la realizzazione di uno spot a tratti paradossale e a tratti divertente. Nel commercial viene utilizzato lo stesso stile dedicato alla sponsorizzazione di birre e vini mettendo però al centro un bicchiere d’acqua. L’idea di fondo e il nome del prodotto sono stati pensati per mettere tutti i clienti a proprio agio cercando di eludere l’imbarazzo che può suscitare l’ordinazione dell’acqua in un pub.

Sempre per espandere il proprio target e seguire la concorrenza, nel 2017 Guinness ha proclamato il proprio brand come vegan friendly così da diventare una bevanda adatta a tutti, compresi i consumatori che ci rinunciavano per precise scelte alimentari.

Per riuscire a ottenere questo risultato è stata eliminata la colla di pesce nelle operazioni di filtraggio. La sostanza gelatinosa, infatti, veniva utilizzata per rimuovere tutte le impurità e garantirne il colore caratteristico. 

Stephen Kilcullen, responsabile della qualità Guinness, ha affermato che questo cambiamento avrebbe potuto essere possibile anche dieci anni fa ma non c’erano ancora le tecnologie adatte per farlo senza cambiare drasticamente la ricetta. 

“Tutto ciò che abbiamo provato ha fatto perdere alla birra quel colore rosso rubino che si vede sul fondo del bicchiere e mostra che è trasparente. Non volevamo scendere a compromessi sulla qualità quindi abbiamo dovuto aspettare le risposte della tecnologia”

E per rassicurare i clienti più affezionati, l’azienda ha aggiunto: “La ricetta non è stata modificata e per questo motivo da anni stavamo ricercando un’alternativa che non intaccasse il sapore e la qualità della birra. Ora c’è”.

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