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A cura di Emanuele Nasato

San Martino In Pensilis e la Street Art: rilanciare un paese con il marketing territoriale

Tempo di lettura: 4 minuti

Con il termine Marketing territoriale si fa riferimento a un insieme di strategie finalizzate alla valorizzazione di un territorio. In parole povere si prendono metodi e iniziative per la promozione di un prodotto e le si utilizzano per lo sviluppo del turismo, evidenziandone i punti di forza e creando una vera e propria brand identity. Uno dei mezzi migliori per questo genere di promozione è lo storytelling, il racconto di una storia, la storia della città e delle sue tradizioni, per ricordare i tempi passati e proiettarli nel presente e nel futuro. Il caso di cui vi parliamo oggi è un esempio di marketing esterno, veicolato tramite la creazione di nuove fonti di attrattività, legate al luogo e all’ambiente circostante, senza dimenticare la tradizione ed i simboli del paese.

E preparate le valige, potremmo convincervi a prenotare le prossime vacanze.

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PIACERE, SAN MARTINO IN PENSILIS

marketing territoriale

Sono sempre più frequenti i casi di marketing territoriale realizzati da borghi e piccoli paesini italiani. Queste iniziative vengono realizzate per cercare di riportare cittadini e turisti in posti che sempre più spesso vedono i propri giovani trasferirsi nelle grandi città per studiare o lavorare, tornando a casa solo per un breve periodo estivo. Uno di questi casi poco conosciuti riguarda la magica cittadina di San Martino in Pensilis (SMIP), situata a 281 m di altitudine in provincia di Campobasso e con poco più di 4.700 abitanti. I ragazzi del paese nel 2019 hanno creato un’associazione culturale chiamata Pampaloco (nome che deriva dall’unione del piatto tipico del paese, la “pampanella”, con la parola “loco”) che, nello stesso anno, ha dato il  via all’iniziativa “Da P’Art a Part”, in collaborazione con la nuova giunta comunale finanziatrice del progetto.

DA P’ART A PART

Come ci spiega Michele De Santis, uno dei membri di Pampaloco, il progetto è arrivato alla seconda edizione (quest’anno in formato ridotto causa COVID) e si basa sull’utilizzo della street art per riqualificare la zona del “paese vecchio” di SMIP, ovvero la zona più antica, ormai maggiormente disabitata e formata da stabili lasciati andare dai proprietari. Il nome dell’iniziativa è un gioco di parole per indicare che le opere d’arte sono presenti da una parte all’altra del paese, creando un percorso da seguire e scoprire. I graffiti vogliono portare chi li guarda a ragionare sulle dinamiche di emarginazione sociale, sensibilizzando l’opinione pubblica nei confronti di temi come l’ambientalismo, il riciclo, l’immigrazione, l’accoglienza e la riqualificazione di aree urbane, portando progetti di arte visiva.

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PRIMA EDIZIONE

Durante l’estate 2019 sono stati realizzati i primi sei murales, ideati e dipinti da artisti molisani. Il tema principale dell’edizione è stata la libertà: ogni artista infatti ha avuto la possibilità di far suo l’argomento e declinarlo a suo piacimento. Il risultato è stato quello di avere sei opere differenti tra loro ma colme di significato, con un occhio particolare anche alle tradizioni di SMIP. Il murales che salta più all’occhio è sicuramente quello realizzato dall’artista termolese Smoh, legato al tema della migrazione e raffigurante un bambino di colore, con attorno le scritte “love” “hope” e “hate”.
Un altro pezzo molto significativo è stato quello fatto da 9Periodico e rappresenta in maniera astratta alcuni simboli del paese, tra cui una ruota ad indicare la famosa corsa dei carri trainati dai buoi.

SECONDA EDIZIONE

In questa estate 2020 condizionata dalla pandemia non sono mancate le opere d’arte per la seconda edizione del festival. Tenutosi in forma ridotta, la manifestazione ha visto la partecipazione di due artisti, Motorefisico, un duo da Roma e Bastardilla, la prima artista internazionale proveniente dalla Colombia. La prima opera si trova nell’arco Porticone, attaccato all’arco che segnala l’arrivo della corsa dei buoi, mentre la seconda è stata realizzata per la prima volta su un muro di un privato che ne ha concesso l’utilizzo. Entrambi sono disegni a tema libero, così come i poster appesi in paese dal gruppo locale ed anonimo Aesthetics SMIP, con immagini richiamate ad unire la tradizione con il presente.

IL MARKETING CHE RIPOPOLA I PAESI DIMENTICATI

Quest’anno è stato realizzato anche un video nel quale si possono vedere tutti i lavori realizzati in questi due anni, accompagnati dalla voce del primo cantautore in lingua sammartinese Dario D’Adderio.

Le opere realizzate in queste prime due edizioni hanno contribuito ad abbellire una parte del paese e, insieme ad altri eventi organizzati dal gruppo Pampaloco, a ravvivare le estati sammartinesi. In questo modo si cerca di mantenere viva la tradizione portando una ventata di futuro. Gli eventi organizzati richiamano persone anche dai paesi attorno oltre che di turisti da tutta Italia, vivacizzando le serate e riempiendo le vie del paese.
Perché alla fine come ci è stato detto l’anno scorso appena arrivati in paese, “questa sarà la tua prima, ma sicuramente non l’ultima volta a SMIP”.
Detto fatto: quest’anno ci siamo tornati.

Ci leggiamo presto! 

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Emanuele Nasato

emanuele@lagazzettadelpubblicitario.it

Appassionato di marketing e di viaggi, cercherò di portarvi in giro per il mondo con me alla ricerca delle più belle battaglie di marketing e delle iniziative pubblicitarie più bizzarre e anticonformiste.

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