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Katy Perry
A cura di Alan Conti

Katy Perry colora il mondo di Just Eat

Katy Perry è la nuova testimonial di Just Eat con film e spot in rotazione anche in Italia. Si tratta, però, di qualcosa più di una semplice collaborazione…

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Katy Perry è testimonial di Just Eat senza essere, in realtà, semplice testimonial. E’ il cortocircuito artistico realizzato dall’azienda di delivery che continua a puntare sulla musica per le proprie campagne appoggiandosi sul brano di Snoop Dog e scegliendo tutto il mondo colorato di Katy. Già perché il film e lo spot che hanno iniziato ad entrare in rotazione anche in Italia sono, in realtà, un video musicale. A girarli, infatti, è stato il regista Dave Meyers: la stessa firma che troviamo sui video di brani come Swish Swish e Firework. Tutto quel corollario di colori, ritmi, sorrisi e fantasia viene trasposta all’experience di ricevere il cibo a casa con la voglia di trasformarlo in qualcosa di magico.

Lo spot di Just Eat con Katy Perry

L’OBIETTIVO DI JUST EAT

Il fine della campagna firmata dall’agenzia Mc Cann London, dunque, è di riempire di contenuti favolosi l’arrivo degli ordini a casa. Non solo (e non principalmente) per cena come da abitudine ma anche e soprattutto a colazione, pranzo o durante la settimana. Nemmeno troppo velato, quindi, l’obiettivo di stimolare una fascia di mercato con margini superiori della classica pizza del sabato sera.

Il video di Firework firmato da Dave Meyers

IL BRAND NEL MONDO DI KATY PERRY

Più che Just Eat ad inglobare Katy Perry è, in realtà, Katy Perry ad inglobare Just Eat nel suo mondo identitario. Il che può essere un esperimento persino più interessante del classico uso di un testimonial planetario. Questa operazione, scritta e diretta da Ben Buswell e Jo Griffin con set a Los Angeles, riesce a regalare al brand una nuova identità visiva (colori sgargianti, abiti stravaganti), un tone of voice fresco (oltre che divertente) e molteplici possibilità di attivazioni o declinazioni sui social network. Il tutto all’interno di una comunicazione che era già incentrata sulla musica scanzonata (oltre che sullo sport). Compenetrazioni stimolanti.

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Alan Conti

alan@lagazzettadelpubblicitario.it

Dicono che io faccia il giornalista ma in realtà inseguo solo da sempre la mia curiosità. Sollazzo e affanno perpetui. Ogni racconto ha il suo vestito: cerco di tagliarlo e cucirlo rendendogli semplicemente onore. Ironia e capacità di non prendersi troppo sul serio sono due bussole che tendo a non lasciare fuori dalla mia bisaccia.

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