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A cura di Redazione

Il 33% degli italiani non conosce il metaverso ma provarlo è facile

Il termine “metaverso” è ormai molto comune ma la gente sa cosa sia? Sa dare una definizione precisa di questa nuova tecnologia in continua espansione? Grazie a una ricerca svolta dalla società di consulenza Sensemarkers si è scoperto che un italiano su tre alla domanda “cos’è il metaverso?” non saprebbe dare una risposta.

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Da quando Mark Zuckerberg ha annunciato la nascita del suo metaverso non si parla d’altro, soprattutto sul web. Molti brand si stanno ritagliando un proprio spazio e stanno cercando di posizionarsi, come meglio possono rispetto alla concorrenza, all’interno di questo ambiente virtuale. Ma siamo sicuri che tutti sanno cosa sia il metaverso e come accedervi? Da una ricerca svolta da Sensemakers, società di consulenza specializzata nell’analisi dei media e dei comportamenti digitali, la risposta sembra essere negativa. Nonostante tutti gli articoli a riguardo e l’argomento trattato nei programmi televisivi buona parte del pubblico non sa dare ancora una definizione di questa tecnologia in continua evoluzione ed espansione. 

COS’È IL METAVERSO?

credits: Sensemarkers

Sembra una risposta semplice da dare ma solo il 25% degli intervistati ha saputo rispondere correttamente, mentre il 41% ne ha sentito parlare ma non sa spiegare con l’esattezza di cosa si tratta.

Tra gli esaminati, il 30% degli uomini e il 21% delle donne ha saputo dire cosa sia il metaverso. Dal punto di vista dell’età, invece, più si è giovani e più si conosce l’argomento. Il dato non è così sorprendente, si tratta di tecnologia ed è risaputo che i giovani siano generalmente più attenti a questo settore. Un 37% di questi fa parte della fascia d’età compresa tra i 18 e i 24 anni, il 33% è formato da persone fino ai 34 anni, il 17% va dai 55 ai 64 anni e il restante 13% invece è over 65.

QUALI DEFINIZIONI ASSOCI AL TERMINE “METAVERSO”?

credits: Sensemarkers

La definizione completa del metaverso, quindi quella più corretta, è stata data dal 51% degli intervistati, contro il 27% che si è limitato a una definizione parziale e non completamente corretta ossia “un mondo virtuale per giocare e intrattenersi”. Il 43% ha dato la stessa spiegazione dei primi ma crede che il metaverso non abbia ripercussioni sulla vita reale degli utenti.

TI INTERESSA IL METAVERSO?

credits: Sensemarkers

Il 62% degli italiani ha detto di essere interessato a questa nuova tecnologia mentre il restante, invece, non nutre nessun interesse nel suo uso. Una gran maggioranza (80%) degli interessati ha un’età compresa tra i 18 e i 24 anni. Un’altra grande fetta di pubblico (71%) ha figli al di sotto dei 15 anni quindi si interessa all’argomento di riflesso e per la loro sicurezza all’interno del mondo digitale sempre più immersivo. Tra quelli disinteressati, invece, il 45% è composto da donne.

SE IL METAVERSO SI AFFERMASSE COME STILE DI VITA ALTERNATIVO …

credits: Sensemarkers

Il 43% degli intervistati vede nel metaverso uno strumento che potrebbe aumentare il potere delle società tecnologiche. Il 30%, invece, ha un pensiero in contrasto con quello enunciato di un altro 27% dei partecipanti: i primi,infatti, credono che se il metaverso si affermasse come stile di vita alternativo si amplificherebbero le diseguaglianze economiche e sociali mentre i secondi affermano che aumenterebbe l’uguaglianza e di conseguenza anche la libertà di espressione e la parità di accesso. Due pre-visioni diametralmente opposte.

In generale, però, l’80% vede dei rischi nell’utilizzo di questa piattaforma VR proprio per il suo distanziamento dalla realtà. Questo aspetto può portare l’ambiente virtuale a essere visto come un rifugio e, a lungo andare, trasformarsi in un estraniamento dalla vita reale. Questa è, infatti, una delle maggiori paure che circolano tra il pubblico alla notizia dell’ampliamento del metaverso.

COME DOVREBBE ESSERE IL METAVERSO?

credits: Sensemarkers

Secondo la maggioranza degli esaminati (35%) il metaverso dovrebbe essere regolato da organismi pubblici, mentre il 14% crede debba essere uno spazio assolutamente libero senza regole né codici di comportamento, dove l’unico limite è rappresentato dalla tecnologia stessa. Il resto, invece, si divide tra chi crede che le regole debbano farle gli utenti stessi (28%) e chi afferma che il regolamento debba essere in mano alle società tecnologiche (23%).

Le aziende, secondo il 56% degli intervistati, stanno facendo una buona scelta investendo nel metaverso. I motivi dati a favore di questa opinione? Il 22% crede sia una buona strategia poiché in questo ambiente si potranno fare cose che, nella vita di tutti i giorni non sono e non saranno possibili. Il 34% pensa, invece, ritiene che possa essere un ottimo strumento per semplificare il lavoro e le relazioni tra persone. Il restante sostiene che le società farebbero meglio a focalizzare l’attenzione sulle cose reali e concrete.

Il 49% (per la maggioranza giovane) è dell’opinione che i social network saranno le entità ad avere maggior fama e profitti nel metaverso seguite dal 42% (per la maggioranza adulta) che, invece, punta sulle aziende tecnologiche e il 41% sulle società di giochi online. I servizi di e-commerce, nonostante la presenza di NFT e già di store digitali, non vengono visti tra quelle con il maggior potenziale di successo.

FACCIAMO CHIAREZZA SUL METAVERSO E SU COME ACCEDERE

Nel 2021 Mark Zuckerberg ha annunciato la creazione di un metaverso che cambierà il nostro concetto di internet. Secondo il suo progetto, gli utenti verranno trasportati in uno spazio virtuale in terza dimensione che assomiglierà in tutto e per tutto a quello reale.  

In questa forma appena descritta il metaverso ancora non esiste. Nonostante questo, possiamo trovare alcune piattaforme che possono anticipare quello che potremmo vivere in futuro. Un esempio è Decentraland, dove la settimana scorsa è stata organizzata la prima Metaverse Fashion Week

Il metaverso è uno spazio virtuale condiviso, immersivo, realistico e interattivo, basato sia sulla realtà aumentata sia su quella virtuale. Il termine “spazio” è preferibile per definirlo poiché il metaverso non è un “mondo” ma un insieme di “mondi” uniti tra loro dove l’utente può compiere svariate attività che collegano il digitale alla realtà. Per fare un esempio: se adesso vogliamo fare shopping abbiamo l’opzione del negozio fisico e quella del sito e-commerce online tra cui scegliere. In futuro queste due alternative verranno unite e l’utente potrà andare in un negozio fisico attraverso la VR, vedere i prodotti e poi acquistarli per mezzo di NFT, la valuta digitale del metaverso.

Come si può entrare in uno di questi ambienti virtuali? Il procedimento è molto semplice e può essere paragonato a una comune iscrizione dei social che usiamo tutti i giorni. Ci sono dei semplici step da seguire:

  1. Comprare un visore VR per immergersi nell’ambiente virtuale. Il prezzo di vendita è ancora alto per questi device, ma purtroppo in futuro saranno necessari. Attualmente, si può accedere a uno dei mondi virtuali esistenti anche solo tramite computer e smartphone.
  2. Accedere a uno dei siti che fa parte dei metaverso, come appunto Decentraland nominato prima.
  3. Registrarsi alla piattaforma creando un proprio account
  4. Creare un avatar (anche non a propria immagine) per potersi muovere all’interno dello spazio virtuale, spostarsi da un posto all’altro, fare attività e interagire con gli altri utenti
  5. Indossare il visore, fare il login e il gioco è fatto!

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La Gazzetta del Pubblicitario è una realtà nata nel 2019 dalla voglia di raccontare storie creative legate a brand di successo, o piccole realtà che con un’idea si sono fatte strada tra il grande pubblico: un telescopio puntato verso il mondo pubblicitario, che proverà ad analizzare le parti più interessanti del processo creativo che portano ad una campagna di successo.

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