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A cura di Ida Giannattasio

3 brand Plant-Based che usano il marketing per convertire gli scettici

Rendere il mondo più green è ormai una mission sempre più diffusa e anche l’industria del plant-based ha trovato il suo posto nel mondo sfoderando un marketing sempre più innovativo e provocatorio.

Passiamo in rassegna alcune campagne pubblicitarie che, in occasione delle festività passate, hanno osato promuovere un consumo alimentare più consapevole e sostenibile.

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Sostenibile è buono

Anche quest’anno gennaio è arrivato con i suoi buoni propositi: una pausa dai bagordi dopo gli eccessi delle Feste, attività fisica e magari una nuova dieta a base vegetale! 
Negli ultimi anni il nostro carrello della spesa è diventato sempre più green e l’industria del cibo plant-based, sta cavalcando l’onda del trend, proponendo prodotti sempre più simili a quelli originali sia per forma che per sapore.

Plant-based hot dog. Image credits: beyondmeat.com

In base ai dati raccolti da Coop nel suo rapporto annuale, l’aumento dei consumi di alimenti a base vegetale aveva già raggiunto +3% già dal primo semestre del 2021 rispetto al valore dell’anno precedente e, come abbiamo già avuto modo di accennare, in questa “rivoluzione alimentare”, aziende come Beyond Meat, stanno arrivando quotidianamente sulle nostre tavole portando cibi salutari, sostenibili e anche obiettivamente saporiti.

Ma quali sono i benefici di una dieta Plant-Based?

A differenza della dieta vegetariana, quella vegana elimina qualsiasi prodotto di origine animale compresi miele, uova e latte.

Oltre a migliorare la salute, adottare una dieta plant-based aiuta a salvare il pianeta: riducendo il consumo e l’acquisto di prodotti di origine animale contribuiamo a ridurre anche il nostro impatto ambientale nella produzione di carbonio.
A fronte di un gusto capace di riprodurre abbastanza fedelmente la carne, lo scetticismo è però ancora una barriera significativa. Oltre alla ricerca e allo sviluppo, lo strumento migliore a cui mettere mano per trovare una collocazione di mercato a questi prodotti è un marketing, meglio ancora se fuori dagli schemi. Prendiamo ora in analisi alcune iniziative particolarmente interessanti risalenti all’ultimo anno.

Veganuary is the new January 

Image credits: vegaunary.com

Veganuary,  l’organizzazione no profit americana a sostegno di un’alimentazione a base vegetale, ha aperto l’anno incoraggiando le persone di tutto il mondo a provare una dieta vegana per tutto il mese di gennaio e anche oltre.

Secondo i dati diffusi dalla stessa associazione, dopo la campagna 2021 supportata da ambassador del calibro di Joaquin Phoenix e Paul McCartney, più di 500.000 persone si sono impegnate a provare una dieta vegana, e più di 825 nuovi prodotti veg sono stati lanciati nei principali paesi dove è stata diffusa l’iniziativa. Quest’anno Veganuary ha prodotto il suo primo spot cinematografico che vede protagonista Bigfoot, doppiato dall’attore James Cromwell. Nel video ad anche il grosso Piedone decide di iscriversi al programma di Veganuary per aiutare a tagliare la sua grande “impronta” di carbonio.

Just Egg ha “ingannato” anche vostra nonna?

Image credit: ju.st

Mentre tra i giovani della Gen-Z essere “green” e sostenibili sembra quasi essere un must, la sfida più grande degli ambientalisti e dei sostenitori del viviverde è convincere il pubblico più âgée a mangiare più cibo a base vegetale. Come fare? Basta non fargli sapere che hai scambiato le uova di gallina con la loro versione plant-based!

Il recente spot natalizio di Just Egg, ha il titolo “Nonna” (tradotto) e ha voluto dimostrare come, con un tocco di ironia, è molto facile cambiare le proprie abitudini alimentari se si esce fuori dagli schemi.

L’azienda americana, nota per aver creato un alimento a base di fagioli ma con lo stesso sapore dell’originale, ha sostituito le tipiche uova della nonna con delle Just Egg, dimostrandone la bontà e l’autenticità del gusto a prova di “intenditore”.

L’intento è quello di entrare nella tradizione con prodotti innovativi e attenti all’ambiente, cercando di coinvolgere anche i più scettici.

Ecco lo spot:

Vegan Cannibal Steak House: la carne umana plant-based buona come quella originale!

Image credit: liquiddeath.com

In occasione dello scorso Halloween, l’azienda Liquid Death nota per la sua acqua minerale, ha unito le forze con il servizio di delivery Postmates (di proprietà di Uber), creando la Vegan Cannibal Steakhouse: un pop-up store per il food plant-based.

Nello spot vengono presentati succulenti piatti “senza carne umana” come la bistecca senza ossa di newyorkese o le polpette senza uomo alla marinara.

Purtroppo l’iniziativa è durata un solo giorno ed è stata circoscritta alle sole consegne su New York e Los Angeles, ma l’idea, come dichiarato dalla stessa Liquid Death, era quella di trasmettere i valori della Vegan Cannibal Steakhouse: “crediamo che la carne umana sia un omicidio, ecco perché serviamo solo te e la tua famiglia al 100% a base vegetale e senza crudeltà. Ora puoi goderti tutta la carne umana che desideri, ma senza che nessuno venga ucciso!”

Un futuro più consapevole

L’idea che il mercato si stia impegnando con tutti i mezzi per portarci a un maggior livello di consapevolezza nel cambiare le nostre abitudini alimentari e più in generale di consumo ci fa riflettere sull’importanza dell’impatto che le nostre scelte di consumo hanno sull’ambiente e sulla nostra salute. Gli alimenti plant-based, assieme ovviamente a tutte le altre eco-scelte che compiamo quotidianamente possono davvero contribuire a salvare il nostro pianeta? Abbiamo buone ragioni per pensare che possa essere uno tra i tanti passi da compiere. E per modificare le abitudini di consumo di larghe fette di pubblico, una comunicazione di livello è un ingrediente imprescindibile.

Cruelty free, creativity full, insomma!

Ci leggiamo presto!

Sempre più grandi, grazie a Te.

Cara lettrice e caro lettore, se fai parte delle venticinquemila persone che ogni mese sceglie di leggere La Gazzetta Del Pubblicitario per informarsi, arricchirsi o divertirsi, questa lettera è per te…

Ida Giannattasio

ida@lagazzettadelpubblicitario.it

La comunicazione e il marketing sono sempre stati il mio pane quotidiano. Ex visual merchandiser e manager nel settore fashion e retail, ho deciso di trasferirmi in Portogallo per imparare a surfare. Vivo a Lisbona da tre anni e non ho ancora imparato a cavalcare le onde, ma sono diventata esperta di digital marketing. Scrivo da analista ma anche da consumatore. Mi piacciono le cose bizzarre, controcorrente e originali.

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