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Pride Month
A cura di Benedetta Conti

Pride month: le campagne “arcobaleno” dei grandi brand

Giugno è da poco iniziato e hanno già avuto luogo diversi Pride in tutto il mondo. Cos’è stato fatto a sostegno della comunità LGBTQ+ da parte dei brand?

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LE PUBBLICITÀ CONTRO LA LEGISLAZIONE ANTI-LGBTQ+

Sono molti quelli che ricollegano giugno al mese in cui ha luogo nel mondo il Pride. L’evento nato in seguito ai moti di Stonewall del 1969 è stato negli anni sostenuto e sponsorizzato anche da importanti brand, che hanno fatto della lotta della comunità LGBTQ+ il tema delle loro campagne pubblicitarie: ne è un esempio l’iniziativa di Pantene con “Hair Has No Gender” (a proposito, noi ne abbiamo parlato qui). Quest’anno però la necessità del Pride si sente ancora di più per quanto riguarda gli atti legislativi anti-LGBTQ+ che sono stati proposti e approvati lo scorso giugno. I grandi marchi hanno cercato allora di dare ancora più visibilità a questa iniziativa, attraverso diversi progetti.

Le origini del Pride

HULU PORTA IL PRIDE SUGLI SCHERMI DI CASA TUA

Se Maometto non va alla montagna, è Hulu a portare quella del Pride direttamente sulla sua piattaforma streaming, facendoti assistere in tempo reale alla parata. Attraverso la pagina “Pride never stops”, gli utenti abbonati avranno infatti la possibilità di partecipare alle live degli eventi di Los Angeles e di New York City. L’iniziativa, che comprenderà anche la presenza di diversi ospiti, mette al centro l’idea di inclusività: è stata infatti realizzata per permettere a coloro che non potranno trovarsi alla parata fisicamente di essere presenti alle celebrazioni.

La campagna inclusiva di Hulu

FDA RIFIUTA IL SANGUE DEGLI UOMINI GAY PER LE TRASFUSIONI: L’INIZIATIVA DI TINDER

La Food and Drugs Administration, l’ente governativo statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti farmaceutici, 40 anni fa ha predisposto un divieto contro l’utilizzo del sangue degli uomini che hanno rapporti sessuali con altri uomini. Nonostante la testazione del sangue e l’avanzamento delle pratiche di prevenzione, il provvedimento discriminatorio entrato in vigore in risposta alla crisi dell’AIDS resta tutt’ora valido. La piattaforma di incontri Tinder sta cercando di sensibilizzare l’argomento sottoponendo agli utenti una scheda sul programma di ricerca “Advance Study” che si occupa di trovare un’alternativa alla politica omofoba della FDA. É da sottolineare che è stata FDA a finanziare questo progetto, ma che non avrebbe investito a sufficienza nel reclutamento del personale per poterlo realizzare.

E SE CI FOSSE IL PRIDE ANCHE NEL METAVERSO?

Il team Microsoft ha ritenuto l’evento del Pride di così grande importanza da trasportarlo addirittura nella realtà virtuale, dando a coloro dotati di un visore VR le risposte alla domanda “che cosa significa essere membro della comunità LGBTQ+ nel 2022”. Per rendere possibile tutto questo, hanno collaborato fra loro operatori queer provenienti da più di 120 Paesi, che hanno creato la piattaforma “Pride Has No Borders”. Tutto questo ha permesso agli utenti di venire a contatto con la storia del movimento e di ascoltare diversi gruppi di difesa, tra cui ILGA World e OutRight Action International. Inoltre, lo staff ha creato diverse opere d’arte che saranno addobbate con le 33 bandiere che rappresentano ciascuna una diversa identità della comunità.

Partecipa tra una settimana all’evento di Microsoft

FARE COMING OUT SU YOUTUBE PER RACCOGLIERE DONAZIONI

A sostegno di Trevor Project, un’organizzazione che si occupa di fornire consulenze non-stop via telefono ed internet ai giovani LGBTQ+, è stato realizzato da YouTube il progetto “YouTubePrideChallenge”, in cui è possibile fare una donazione di 1$ pubblicando un breve cortometraggio a tema. Gli utenti hanno approfittato di questa iniziativa per dichiarare pubblicamente la loro identità sessuale o di genere sulla piattaforma. Ogni video conterrà una nuova cover di “I’m Coming Out” di Diana Ross realizzata dalla famosa artista Halsey. Tutto ciò permetterà all’organizzazione di raggiungere la quota prefissata di 500,000 dollari

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Benedetta Conti

benedetta.conti@lagazzettadelpubblicitario.it

Quando ero piccola non avevo un diario segreto, ma almeno una decina: le storie da raccontare sono da sempre state troppe. A volte basta davvero poco per chi scrive: un minuscolo dettaglio può diventare un racconto incredibile. E io cerco di scovare i dettagli più interessanti. Aspirante giornalista pubblicista. Nel tempo libero, studio legge e scrivo racconti sugli amici di sempre.

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