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Cover articolo rebranding febbraio 2021

I migliori rebranding di Febbraio 2021

Tempo di lettura: 6 minuti

Nonostante febbraio sia il mese più corto dell’anno, sono molti i brand che hanno deciso di rinnovarsi e comunicare la propria nuova identità. Vediamo insieme i rebranding di questo febbraio 2021.

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I mesi di questo 2021 corrono veloci, almeno quanto la mente dei creativi e designer costantemente al lavoro per migliorare ed implementare l’immagine dei brand per i quali lavorano. Come abbiamo visto nell’articolo dei migliori rebranding di inizio 2021, pubblicato a gennaio, moltissime aziende hanno deciso di chiudere la porta con il passato rinnovando completamente la propria brand identity. In alcuni casi si tratta solo di piccole modifiche al logo, in altri casi invece si tratta di veri e propri stravolgimenti dell’immagine aziendale.

I soli 28 giorni del mese di febbraio sono bastati per restituirci una stupefacente, in termini di quantità, serie di rebranding: vediamo insieme che cos’hanno combinato i brand.

Rebranding di Swarovski

Il nuovo logo di Swarovski realizzato da General Idea, NYC

Ridisegnare un’icona storica nel mondo degli accessori di lusso come il cigno di Swarovski non è un compito affatto semplice.

L’azienda austriaca, leader mondiale nel settore delle pietre preziose, dopo oltre 30 anni dall’ultimo aggiornamento, decide di dare una rinfrescata alla propria brand identity commissionando all’agenzia newyorkese General Idea, lo stesso studio che ha recentemente curato l’immagine di altri grandi nomi della moda come Moncler e Louis Vuitton, un nuovo logo.

Il cigno, storico simbolo del brand, alza la testa ed assume la tipica posizione di attacco, come se stesse fronteggiando un avversario. Spariscono le ali frammentate in favore di linee più nette e marcate, in pieno stile strong-minimalista tipico del design nordeuropeo. Anche il logotipo è stato leggermente rivisto: spariscono le curvature sugli elementi stilistici dei caratteri e l’intero font diventa grassettato, proprio per restituire un’idea di forza e concretezza.

Secondo l’idea di Giovanna Englebert, art director di Swarovski, questo nuovo design dovrebbe invitare i clienti ad “accendere i propri sogni”. Se questa frase sembra non avere un senso, allora dovrete attendere fino al 19 marzo, data che l’azienda ha scelto per rilasciare uno short-film che racconterà tutti i dettagli del rebranding, che andrà a coinvolgere anche il packaging e l’arredamento dei punti vendita.

Missione compiuta? Crediamo di sì: ottimo lavoro.

Rebranding di Peugeot

Il concept di uno store Peugeot con il nuovo logo

Siamo di fronte al primo vero cambio di marcia -perdonate il gioco di parole, ndr.- dopo la fusione con FCA, operazione commerciale che ha dato vita a Stellantis, il terzo gruppo più grande al mondo nel settore automotive.

Per celebrare nel migliore dei modi questo splendido traguardo, Peugeot ha deciso di rivedere completamente il proprio logo, affidando il compito al Peugeot Design Lab, la stessa sezione, interna, che di solito si occupa di progettare le automobili.

Del leone, storico simbolo del marchio, rimane solo la testa, completamente ridisegnata per abbracciare uno stile sì più snello ma decisamente più potente. Le forme taglienti ed eleganti dell’animale ruggente ed il suo sguardo fiero ed aggressivo sono racchiuse in uno scudo, su cui campeggia il logotipo del brand. Il concept generale del nuovo logo riprende il design di un pittogramma risalente agli albori del marchio, apparso sulle auto francesi negli anni Sessanta. Viene abbandonato il blu, storico colore del marchio, in favore di un più netto contrasto bianco e nero.

Questo nuovo design, l’undicesimo nella storia del brand, arriva ad 11 anni di distanza dall’ultimo rifacimento. Secondo le parole di Linda Jackson, alla guida dell’azienda per conto di Stellantis, questo rinnovamento aprirebbe uno spiraglio su mercati finora inesplorati, come quello nordamericano, anche grazie alla preziosa fusione con il gruppo italo-americano.

Ottimo lavoro: il nuovo logo è una piccola opera d’arte automobilistica.

Rebranding di Vaillant

Il video di presentazione del nuovo logo di Vaillant: 480p di pure feels

Anche Vaillant, l’azienda tedesca leader nel settore delle tecnologie per il riscaldamento e la climatizzazione, rivede la propria brand identity per la prima volta dopo 12 anni: risale infatti al 2009 l’ultima versione del logo.

Il protagonista indiscusso di questa rivisitazione grafica rimane il leprotto, storico simbolo del brand, mentre è proprio il logotipo a subire i cambiamenti più sostanziali. La parte testuale viene snellita ed appiattita, per rispecchiare sia le ultime tendenze grafiche, che virano su design sempre più semplici e bidimensionali, sia la vision dell’azienda, sempre attenta all’innovazione ma con la consapevolezza di dover rispettare la storia del marchio.

Ottimo lavoro: unica nota dolente è il video di presentazione del nuovo logo, vagamente trash.

Rebranding di Clarins

Il nuovo logo di Clarins

Il 2020 ha accresciuto in molti la consapevolezza dell’importanza di prendersi cura di se stessi e del proprio aspetto. A tal proposito, i dati di vendita di prodotti di cosmesi sono cresciuti considerevolmente, spingendo un importante player come Clarins ad un rebranding sostanziale, in un’operazione che potremmo definire cosmetica.

Sparisce così dal logo dell’azienda l’ellisse che circonda la scritta, per lasciare spazio invece ad un solido rettangolo rosso, su cui è applicato il font bianco. La volontà del brand è quella di creare un logo di più forte impatto, come se fosse un adesivo da incollare ovunque, che sia in grado di risaltare in ogni contesto.

Un rebranding minimale, ma efficace: ben fatto!

Rebranding di Post-It

Se c’è una cosa su cui i creativi di tutto il mondo sono e saranno sempre d’accordo sono proprio i Post-It, i foglietti adesivi utili per appuntarsi qualcosa al volo. Bisogna stare attenti, però: basta un attimo per ritrovarsene l’intera scrivania ricoperta.

L’azienda, di proprietà del marchio Scotch, ha rivisitato il proprio logo dopo molti anni. Il design dei foglietti, che fanno da sfondo al nome del brand, diventa piatto e minimale, decisamente più moderno rispetto allo stile “cartoon” del logo precedente. Anche il logotipo non è esente da piccole modifiche: il trattino ed il puntino della “i” diventano ora quadrati, non più rettangolari, restituendo un’immagine generalmente più moderna e pulita.

Un altro esempio di un brand che sceglie di fare un passo indietro ed abbracciare la filosofia del “less is more”, attirando tuttavia su di sé numerose critiche: secondo alcuni utenti, il nuovo logo sarebbe troppo piatto e noioso e non rispecchierebbe totalmente l’immagine del brand.

A noi, però, piace: ben fatto!

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Rebranding di Inter

Che l’Inter avesse in cantiere un logo tutto nuovo era nell’aria già da tempo, soprattutto dopo il grande successo di Inter Media House ed il forte impegno nello sviluppo degli aspetti social del brand. Il nuovo logo, però, non è ancora ufficiale e le immagini che abbiamo a disposizione sono solo dei rendering prodotti sulla base di una fotografia pubblicata per errore da Nike sul proprio profilo Instagram, prontamente rimossa.

Il logo dovrebbe debuttare tra la fine di marzo e l’inizio di aprile, quindi niente spoiler: torneremo sull’argomento nelle prossime pagine di questa rubrica.

Redesign: i casi di Twitter e Mcdonald’s e il fail di Amazon

Non si tratta di veri e propri rebranding, ma comunque di tre operazioni degne di nota nell’ambito delle implementazioni grafiche.

Twitter va controcorrente ed annuncia un design più “caotico” ed in movimento, che dovrebbe sbarcare sulla piattaforma entro la fine di questo mese, proprio per rispecchiare le altrettanto caotiche e movimentate discussioni che quotidianamente avvengono sulla piattaforma.

Mcdonald’s, invece, rinnova totalmente il packaging dei propri prodotti in collaborazione con l’agenzia Pearlfisher. Il nuovo design, decisamente più minimale rispetto al precedente, presenta chiari riferimenti agli ingredienti degli iconici prodotti del marchio americano, con uno stile più semplice e “giocoso”, così come è stato definito dall’azienda stessa. Sarà un successo? Lo sapremo presto, dato che i touchpoint quotidiani del brand sono oltre 60 milioni.

Amazon ci restituisce, invece, il primo epic fail di febbraio 2021. Il lancio della nuova icona per l’app mobile ha causato non pochi attriti tra gli utenti del web, che hanno prontamente segnalato una strana somiglianza con l’espressione facciale di un personaggio storico: Adolf Hitler. Come fa un’icona, che rappresenta una scatola di cartone stilizzata, ad assomigliare ad Hitler? -Vi chiederete voi- Per via della forma del nastro adesivo, che ricorda quella degli iconici baffi. A scanso di equivoci, comunque, Amazon ha subito modificato l’icona per evitare di alimentare ulteriori polemiche, vista la reputazione elevatissima del brand.

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Come avrete notato, i soli 28 giorni del mese di febbraio sono stati più che sufficienti per vedere nascere una lunga serie di rebranding e rivisitazioni grafiche in generale: la creatività non dorme mai, è proprio vero. Il fil rouge di questi primi design del 2021, come abbiamo già visto lo scorso gennaio, resta comunque uno stile minimal e piatto: altri brand proseguiranno su questa strada o cambieranno stile? Ci diamo appuntamento alla prossima puntata di questa rubrica per rispondere definitivamente a questa domanda.

Ci leggiamo presto!

Federico Peverelli

federico@lagazzettadelpubblicitario.it

Ciao! Sono Federico. Sono rapito da qualsiasi cosa possa essere commentata, ma il mondo della pubblicità mi ha sempre affascinato più di qualsiasi altra cosa. Ah! Sono perennemente in ritardo, ma sulle notizie prometto che sarò sempre puntuale.

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