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Cover di Rebranding Marzo 2021

I migliori rebranding di marzo 2021

Tempo di lettura: 8 minuti

Da Facebook Messenger a Renault passando per GoPro e Thyssenkrupp: queste sono solo alcune delle aziende che hanno rivisto la propria brand identity in questo mese che sta per volgere al termine.

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Il mese di marzo, almeno a livello pubblicitario, non ha deluso affatto le aspettative: sono molti infatti i brand che hanno deciso di dare una rinfrescata alla propria identity e di mostrarla al mondo intero nelle scorse settimane. Il mondo automotive si conferma una preziosa fucina di idee creative, soprattutto da parte dei gruppi d’Oltralpe, come abbiamo potuto constatare nella nostra analisi dei rebranding di febbraio 2021, mentre le aziende attive nel settore digital sembrano rimanere in silenzio, almeno per ora. Ma, quali sono i migliori rebranding del mese di marzo? Vediamoli insieme nella speciale raccolta che ogni mese curiamo per voi.

Rebranding di Facebook Messenger

Che Facebook abbia acquisito Instagram, per la cifra record di 1 miliardo di dollari, nel lontano 2012 non è certo un mistero. Gli sforzi dei creativi d’ufficio a Menlo Park, sin da quel momento, si sono concentrati sull’uniformare al meglio l’aspetto di tutti i social presenti nella suite di Facebook, tra cui possiamo contare anche il popolare servizio di messaggistica Whatsapp.

A questo scopo, l’azienda californiana ha deciso di ridisegnare l’icona di Messenger, il servizio di messaggistica costola di Facebook, adattando la palette colori a quella di Instagram: sparisce il solido blu, elemento distintivo della piattaforma ideata da Mark Zuckerberg, in favore di un gradiente blu-magenta su cui appare evidente una piccola porzione arancione, proprio per richiamare il logo di Instagram. In futuro le due applicazioni andranno a fondersi per creare un unico canale di messaggistica comune ad entrambi i social network, questo è quanto possiamo apprendere dalle poche e velate dichiarazioni delle figure chiave di Facebook Inc., e quale miglior modo di iniziare se non partendo proprio dal comparto grafico? Ottimo lavoro: moderno e appariscente.

Rebranding di Thyssenkrupp Elevator

Rebranding di TKE

Thyssenkrypp Elevator, costola di Thyssenkrupp, colosso tedesco leader mondiale nel settore siderurgico, sotto la guida del nuovo CEO Peter Walker propone una rinnovata brand identity con un deciso sguardo al futuro.

Primo e fondamentale passo è il cambio di nome della società, che passa da Thyssenkrupp Elevator a TK Elevator. Una semplificazione tanto scontata quanto necessaria per avviare la più grande operazione di digitalizzazione nella storia dell’azienda tedesca, che nell’anno fiscale 2019/2020 ha prodotto un fatturato di oltre 8 miliardi di euro, contando sulla forza lavoro di ben 50 mila dipendenti, impegnati nella fabbricazione e manutenzione degli oltre 1,4 milioni di installazioni sparse per il mondo, tra ascensori, scale mobili e nastri trasportatori.

Risulta evidente che attuare efficacemente un rebranding di una multinazionale con un numero così elevato di touchpoint quotidiani, basti pensare a quante persone, anche solo per caso, si possano trovare di fronte al brand TKE, sia una sfida tutt’altro che semplice. Per questo motivo l’ufficio creativo interno all’azienda ha pensato di proporre al pubblico un logo completamente rinnovato, sia nell’aspetto generale, sia nei colori. Rispetto all’azzurro tipico dell’azienda madre viene preferito un gradiente viola-arancione, che possa ricordare l’alba, proprio per comunicare questa nuova rinascita del marchio come un’entità a sé stante. La scelta cromatica, inoltre, suggerirebbe energia, positività e movimento verso il futuro.

Ci piace: uno stravolgimento identitario audace che premierà sicuramente questa grande azienda internazionale.

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Rebranding di Gruppo Chiesi

Una nuova identità per il Gruppo Chiesi, azienda farmaceutica parmense attiva in tutto il mondo, per celebrare il prestigioso riconoscimento tra le società certificate B Corp, un’ente non-profit che si occupa di misurare le prestazioni sociali ed ambientali di un’azienda al pari di quelle economiche. Sono stati presentati al pubblico un nuovo logotipo ed un nuovo marchio, entrambi studiati dalla Lindstrom Company di Martin Lindstrom, appositamente ridisegnati per riflettere appieno i valori dell’azienda: empatia ed attenzione verso il paziente.

Un logo moderno ed accattivante, sulla falsariga di quanto abbiamo già visto con Pfizer, in un momento così delicato per le aziende farmaceutiche non può fare altro che dare ulteriore lustro ad una storica azienda italiana. Ottimo lavoro!

Rebranding di Google Fonts

Rebranding di Google Fonts

Se esistesse un premio per il peggior rebranding dell’anno (anche se nessuno ci vieta di istituirlo, ndr.), certamente lo vincerebbe Google. Lo scorso anno l’intero reparto grafico delle icone mobile della G di Mountain View è stato completamente rivisitato, creando un vero e proprio caos di colori e pittogrammi e rendendo letteralmente impossibile distinguere un’app da quella che gli sta accanto.

Le nuove icone di Google

L’accaduto non è di certo passato inosservato e, anzi, ha scatenato l’ironia dei social. Tanto non è bastato, però, ai creativi di Google per fare dietrofront: il nuovo logo di Google Fonts è sì una svolta radicale, ma talmente radicale che a primo impatto non comunica assolutamente nulla. La classica “F” su sfondo neutro è stata sostituita da un’accozzaglia di elementi posizionati in maniera casuale, anche se Tobias Kunisch, il designer a capo del progetto, giura che tutto avrebbe perfettamente senso. No Tobias, non ti crediamo.

Un lavoro confusionario e disordinato, anche se sono da premiare il design del pittogramma, effettivamente di ottima fattura, e la coerenza nel proporre loghi insensati. Riprovateci, sarete più fortunati.

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Rebranding di Renault

Sebbene il nuovo logo del gruppo francese sia stato presentato al grande pubblico nel mese di febbraio, ha fatto il suo grande debutto “ufficiale” solo nel corso del mese di marzo. Uno sguardo deciso verso il futuro nel rebranding del gruppo Renault, senza però dimenticare le radici ed il passato corsistico. 

Il nuovo logo, snellito ed appiattito rispetto al precedente, ricorda lo storico pittogramma disegnato nel 1972 dall’artista Victor Vasarely, ed è stato abbinato ad un concept di una Renault 5, storico pocket rocket dell’azienda che ha dominato il gruppo B del campionato mondiale di rally nei magnifici ‘80, riproposta però con alimentazione interamente elettrica, con buona pace degli appassionati dell’odore di benzina e degli scoppiettii in rilascio.

La volontà del gruppo, unico a possedere certificazioni per la guida autonoma di livello 5, la più avanzata al momento, è quella di implementare progressivamente la gamma di veicoli elettrici, fino a raggiungere il 25% dei modelli disponibili da catalogo entro il 2030: un obiettivo certamente ambizioso, visto il passato vittorioso dell’azienda parigina. Un nuovo logo e, più in generale, una rinnovata brand identity sono un primo grande passo verso l’obiettivo finale.

Due linee che sembrano inseguirsi perpetuamente senza mai toccarsi ed un contrasto bicromatico bianco e nero: una semplificazione ai massimi termini che, però, ci piace molto. Nel complesso un buon lavoro, anche se avremmo preferito qualche sforzo in più nella riprogettazione del logotipo, che risulta vagamente anonimo.

Rebranding di Inter

Dopo mesi di trepidante attesa e innumerevoli immagini trapelate, oggi, finalmente, FC Internazionale Milano ha presentato al grande pubblico il nuovo logo, dopo oltre 10 anni dall’ultima rivisitazione grafica. 

Il rebranding arriva in occasione della campagna pubblicitaria I Am Milano e presenta al pubblico internazionale il nuovo, attesissimo, pittogramma: sparisce la fascia color oro e le lettere FC all’interno del disegno, tanto da convincere i fan più accaniti che il club avrebbe cambiato nome. Rimangono solamente la “I” e la “M” di Internazionale Milano, insieme anche ai colori sociali, il blu ed il nero. Grazie ad un’indiscrezione di Calcio e Finanza apprendiamo che la prossima settimana dovrebbe debuttare una quarta maglia, vagamente ispirata ad un design degli anni ‘90 di Umbro.

Un passo avanti verso una nuova identità, non più come un semplice club sportivo ma come una società a tuttotondo. In arrivo una quotazione in borsa? Chi lo sa, forse seguendo le orme dell’amica-nemica Juventus. Nel complesso buon lavoro: minimal e pulito.

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Rebranding di Xiaomi

Xiaomi, il colosso tech giapponese, festeggia il decimo anniversario della nascita del gruppo con un rebranding semplice, ma efficace.

Sebbene, a livello puramente sostanziale, non si possano notare grandi cambiamenti tra il nuovo e il vecchio logo, ciò che conta comunque, almeno secondo le parole di Lei Jun, founder e CEO di Xiaomi, è che ne sia cambiato lo spirito piuttosto che la forma.

L’intera lavorazione grafica, che prevede sia un nuovo pittogramma che un nuovo logotipo, è stata affidata alle sapienti mani del maestro Kenya Hara, già presidente del prestigioso Nippon Design Center. L’emblema, che conserva sia i colori che il font originale, è stato arrotondato per ottenere una maggiore simmetria, così come il logotipo, con l’intento di sottolineare il forte senso di appartenenza alla cultura asiatica.

Il concetto base su cui ruota l’intero rebranding è quello della vita: il nuovo logo è ora alive, vivo, e cresce insieme alla compagnia e ai suoi affezionati clienti, che spesso si identificano come membri di una vera e propria community.

La velocità con cui l’azienda è in grado di afferrare il futuro e renderlo realtà è disarmante persino per i competitor più affermati e questo rebranding ne è la dimostrazione più vera: ottimo lavoro!

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Rebranding? Il caso AstraZeneca

L’azienda anglo-svedese è recentemente stata al centro di una controversa vicenda sulla sicurezza del proprio vaccino, che ha scatenato l’opinione pubblica di quasi tutto il mondo. Il suddetto vaccino, precedentemente conosciuto con un titolo generico, possiede ora un nome ufficiale, Vaxzevria. Non è ancora chiaro se si tratti di una strategia commerciale per rassicurare i potenziali pazienti sull’effettiva sicurezza del medicinale o se si tratti, più probabilmente, di una sola coincidenza temporale.

Redesign di GoPro, Il Sole 24 Ore e Milano Cortina 2026

GoPro, leader mondiale nella produzione di action cameras, ha da sempre abbracciato uno stile comunicativo dinamico ed adrenalinico, interamente votato al miglioramento dell’esperienza utente. Queste pratiche si riflettono sul recente redesign di Quick, l’applicazione mobile companion delle fotocamere prodotte dall’azienda americana, che oltre ad essere stata rivista completamente da un punto di vista grafico, con uno stile più moderno e pulito, ora racchiude tutte le funzioni della precedente applicazione “GoPro”, ora dismessa, diventando così una vera e propria suite tramite la quale l’utente è in grado di controllare da remoto la videocamera, visionare i contenuti registrati, modificarli e pubblicarli sui social, senza mai uscire dall’applicazione.

Il Sole 24 Ore cambia faccia e si ringiovanisce. Lo scorso 16 marzo ha debuttato il nuovo formato dello storico quotidiano finanziario, che abbandona la dimensione “tabloid” per abbracciare quella “rhenish”, più verticale e più semplice da sfogliare. Sparisce una colonna in favore di un corpo di testo ingrandito e più spazio a cronaca e dibattiti. L’intero rifacimento grafico è stato studiato da un ufficio interno al gruppo editoriale, sotto l’esperta guida dello studio milanese Tomo Tomo. Il prossimo 30 aprile, invece, debutteranno la nuova homepage e la nuova app mobile, che rispecchieranno appieno questo nuovo ambiente grafico del quotidiano.

Il CONI ufficializza quello che sarà il logo definitivo per le Olimpiadi di Milano Cortina 2026: “Futura”. Il marchio scelto è la stilizzazione di una figura disegnata da un dito sulla neve, di colore bianco per i Giochi Olimpici e con un gradiente verde blu e rosso, i colori ufficiali, per i Giochi Paralimpici.

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Come abbiamo visto, anche il mese di marzo ci ha restituito grandi esempi di rebranding, alcuni più sostanziali e altri, invece più blandi. Si riconferma in parte lo stile minimal, soprattutto nelle forme e nei disegni dei pittogrammi, sovvertendo però nella maggior parte dei casi il trend monocromatico, o bicromatico, che abbiamo osservato nei mesi precedenti. 

Restate “sintonizzati” sulle nostre pagine, il prossimo mese arriverà puntuale la raccolta dei migliori rebranding di Aprile.

Ci leggiamo presto!

Federico Peverelli

federico@lagazzettadelpubblicitario.it

Ciao! Sono Federico. Sono rapito da qualsiasi cosa possa essere commentata, ma il mondo della pubblicità mi ha sempre affascinato più di qualsiasi altra cosa. Ah! Sono perennemente in ritardo, ma sulle notizie prometto che sarò sempre puntuale.

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