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A cura di Redazione

Come coinvolgere la Gen Z? Ce lo rivela l’indagine Snapchat

In un periodo storico in cui le esigenze sociali si moltiplicano e in cui tantissimi aspetti, fino ad ora trascurati, ritrovano il loro spazio di confronto, parlare alle nuove generazioni diventa sempre più complesso. Snapchat, con la società di ricerca Crowd DNA, conduce un’indagine per conoscere più a fondo i bisogni della Gen Z. 

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Snapchat ha commissionato alla società di ricerca Crowd DNA uno studio in sedici Paesi a livello globale su un campione di sedicimila rispondenti. I risultati parlano chiaro: conversazioni spontanee, realtà aumentata e community sono le leve per la Gen Z. 

Generazione Z: un target complesso

La Generazione Z, altrimenti detta Gen Z o Zoomer, rappresenta i giovani nati, indicativamente, tra il 1995 e il 2010, in un periodo storico già tecnologicamente avanzato e in parte digitalizzato. Si tratta, difatti, di nativi digitali, nati e cresciuti in un contesto immerso nelle tecnologie e negli ambienti digital, con inevitabili conseguenze sullo stile di vita, sui consumi e i valori: la Gen Z è effettivamente la prima generazione per cui la distinzione tra on e offline, tra vita reale e vita virtuale, ha perso di significato. 

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Credits: www.business.trustedshops.it

Gli Zoomer, nati in un contesto di integrazione tra reale e digitale, sono persone che cercano autenticità e veridicità in ogni aspetto della vita, facendosi portavoce di libertà di espressione e di inclusività.

L’indagine 

Snapchat, in collaborazione con la società di ricerca Crowd DNA, ha realizzato un’indagine sulla Generazione Z, con l’obiettivo di identificare i driver, le aspettative e i bisogni, oltre che i codici di comunicazione, dei nativi digitali. L’indagine globale, ha coinvolto un totale di sedici Paesi (Italia compresa), con una campione di sedicimila rispondenti, considerando un target tra i 13 ed i 44 anni.
I risultati hanno posto l’accento su tre aspetti fondamentali: conversazioni spontanee, realtà aumentata e creazione della community.

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Credits: SocialandTech

Il 60% della Gen Z apprezza l’AR per i contenuti rilevanti, personali ed espressivi

Il primo focus risponde al nome Realtà Aumentata, come maggiore strumento di engagement per la Gen Z. Si tratta di una funzionalità intuitiva e dinamica con cui, secondo il 60% del campione, è possibile esplorare la propria identità in modo fluido, rendendo l’esperienza maggiormente personale, libera e nettamente più autentica. Il 91% dei rispondenti sostiene che l’AR sia estremamente funzionale nella fase d’acquisto, permettendo al consumatore di ricevere un’esperienza semplificata grazie a strumenti che offrono maggiore immediatezza e una shopping experience divertente e coinvolgente. Inoltre, attraverso l’AR è possibile offrire una personalizzazione dell’esperienza e un’immersione nell’immaginario del marchio molto più intensa, avvicinando l’intera generazione ai brand (43%). Lo scopo dell’AR è quello di ricalibrare lo shopping in un’ottica customer-centric, promuovendo un approccio maggiormente interattivo e l’acquisto dei prodotti attraverso un’unica Lente.

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Il 58% della Gen Z vede le community come motore di connessione

Il secondo focus è quello della community. Le opinioni di famigliari e amici, per il 50% del campione, risultano uno dei principali driver. 2 consumatori su 5 sono consapevoli dell’importanza per le aziende di costruire legami con loro, nell’ottica di relazioni durature basate sulla loyalty e su community affiatate.  Per fare ciò, le imprese devono essere in linea con i valori della Gen Z, mostrandosi trasparenti nella condivisione dei propri obiettivi e delle proprie motivazioni. Devono investire nello sviluppo di brand community, facilitando lo scambio di idee, il confronto e la socializzazione. Basti pensare che il 58% dei ragazzi è entrato in contatto con i coetanei proprio grazie alla comune passione per un brand, che non comunica più in un’ottica solo di vendita di prodotti, ma di proposta di valori che in cui i consumatori possano riconoscersi.

Il 71% della Gen Z cerca spazi positivi dove esprimersi liberamente

Dalla ricerca di Snapchat emerge che il 71% della Gen Z ricerca esperienze che siano ambienti positivi in cui potersi esprimere liberamente. Le piattaforme digitali che sposano questo punto di vista, infatti, prediligono toni informali e giocosi e modalità d’espressione autentiche.

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I nati nella Gen Z sono una generazione cresciuta in un periodo complesso, che ha reso a sua volta complicato il loro approccio e la loro attitudine comportamentale. Si tratta di individui che, nel pieno della ricerca di un proprio posto nel mondo, hanno visto la vita fermarsi per due anni a causa della pandemia, in cui il digitale ha preso ancora più forza, poiché unico spazio “vivibile” di confronto e scambio.

La Generazione Z cerca e crea, oggi più che mai, uno spazio di esperienze indimenticabili, in cui l’autenticità fa da regina e ogni individuo può essere libero di esprimersi. I brand hanno il compito di inserirsi nello spazio che la Gen Z sta creando, intriso di positività, unicità e consapevolezza di sé, riuscendo a parlare con parole semplici a un pubblico così complesso.

Ci leggiamo presto!

Credits image cover: www.techprincess.it

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