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stella bossi

Un pollo di gomma e un’influencer: stella Bossi per LikeMeat. Storia di una partnership fuori dagli schemi.

Tempo di lettura: 4 minuti

Come si costruisce l’identità di brand nell’era del digital marketing? Quali sono gli “ingredienti” da mixare? I tedeschi di LikeMeat, per esempio, hanno preso una clubber-influencer con migliaia di follower su Instagram, un capo di abbigliamento alla moda e dei nuggets vegani.

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I MILLE VOLTI DI UNA MODERNA BRAND IDENTITY

Dalla nascita del concetto di brand identity sono passati ormai decenni e il mercato è diventato altamente concorrenziale e selettivo.

Quando si parla di aziende che fanno leva sull’ecosostenibilità e il vivere sano e green,  l’identità di un brand, poi, diventa fondamentale: creare attorno al marchio quell’immaginario da “paladino dell’ambiente” e “salvatore dei mari e dei monti” , garantisce quasi sempre infatti un posto nel paradiso dei consumatori coscienziosi e sensibili al tema. 

Ovviamente gli strumenti di cui avvalersi in un’ottica di trasmissione di questi valori sono molteplici. Che si parli di aziende che operano nello stesso settore o che, più genericamente, si utilizzi l’argomento “amico dell’ambiente” per far leva sulle coscienze dei consumatori, la concorrenza, negli ultimi anni, è divenuta tale da innescare un rush all’originalità assoluta.

Nella giungla del digital marketing è inoltre fondamentale capire quali sono i canali e i mezzi preferenziali per arrivare al pubblico giusto, al momento giusto e comunicando nel modo più corretto e incisivo possibile.

Quella che è la tendenza degli ultimi anni di utilizzare i social network per promuovere i propri beni e servizi (e che ha dato, e sta dando tuttora pane a centinaia di influencer trasformandoli nei cosiddetti brand ambassador), spiega in buona parte cosa le aziende stanno facendo per arrivare a un pubblico sempre più selezionato, in base agli interessi e alle tipologie di profili seguiti.

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IL CASO STELLA BOSSI

A tal proposito, immaginate di stare “sfogliando” le storie di Instagram in un noioso pomeriggio di pandemia e di imbattervi in una delle varie “occulte promozioni” di uno di questi ambasciatori.

Conoscete Stella Bossi? L’ex cameriera di Friedrichshain che ama ballare in trikini super sgambati sulle note di pezzi techno in giro per Berlino?

Be’, per chi non la conoscesse qui trovate il suo profilo. Sappiate che ha più di 13 mila follower su Instagram e, proprio qualche settimana fa, una delle sue storie la vedeva protagonista di un’avvincente cortometraggio in cui tentava di salvare un pollo di gomma, rapito e imprigionato in un garage da ignoti malfattori. 

Lei, nei panni di un ninja, indossava un giacchetto da cui estraeva delle crocchette, le condiva con delle salse appositamente sistemate in una tasca interna e infine puliva il suo bel visino (quello del pollo s’intende) utilizzando dei tovagliolini che sfilava da un’altra apposita tasca stile Kleenex Box.

Bene, sappiate che nonostante l’avvincente trama e i vaghi riferimenti a Kill Bill, l’intento del post era prettamente pubblicitario

Chi c’era dietro? La 72andSunny Amsterdam Agency e il marchio tedesco di prodotti vegani LikeMeat.

“Ispirati dallo streetwear, dalle mode stravaganti e dalla fame chimica incontrollabile, abbiamo creato il primo gilet multiuso in assoluto con tasca per snack isolata per 1,5 ore di calde pepite in movimento: The Nugget Pocket”, scrivono sul loro sito web quelli di 72andSunny (che per inciso vantano collaborazioni con Coca-Cola, Google ed Etsy). 

“È warm couture, un capo per creare consapevolezza per le pepite vegetali di LikeMeat in Germania e negli Stati Uniti. Realizzato in cotone biologico, tencel e borse per le consegne riciclate, questo gilet è buono come le pepite.”

Ma cos’e’ LikeMeat? E cosa c’entra con la Bossi?

Nata a Westchen (Germania) nel 2013, dall’idea del carnivoro Timo Recker, l’azienda ha come mission quella di creare prodotti a base vegetale che abbiano lo stesso identico sapore di pollo, kebab e salsicce, trasmettendo un know-how green ed ecosostenibile, con una particolare attenzione al benessere dei propri consumatori e dell’ambiente. 

“In LikeMeat, vogliamo cambiare il modo in cui mangi, non cambiare te” recita uno slogan all’interno del sito web. Ecco perché la scelta è ricaduta su “la bionda sempre in after” che, diciamocelo, con lo stile di vita dei salutisti non c’entra un granché.

Il concetto è proprio questo: fate quello che volete e, se volete mangiare un kebab, sappiate che noi lo facciamo buono, vegetale ed ecosostenibile.

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“Sappiamo che i fan dei nostri Like Chick’n Nuggets e i trend setter della moda impazziranno per il nostro LikeMeat Nugget Pocket in edizione limitata”, ha detto Karola Kentner-Schütz, direttore marketing DACH di LikeMeat.

Si, perché i pochi esemplari del LikeMeat Nugget Pocket – che, sempre in linea con i principi del marchio vengono rigorosamente prodotti a mano dalla studio Leemans & Wickers di Amsterdam – non si possono acquistare, ma sono aggiudicabili attraverso i giveaway lanciati dagli influencer e dalla stessa pagina IG dell’azienda: basta mettere un like al post, taggare un amico e condividere.

Peccato, anche perché il video di presentazione fa invidia ai migliori fashion brand. Altro che sneakers della Lidl!

Trovate la presentazione della campagna completa qui, da dove abbiamo estratto questo promo video.

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OSARE PAGA

Quello del LikeMeat Nugget Pocket è solo uno degli esempi di azione che le aziende stanno compiendo in un ambito di promozione del brand e più specificatamente dei valori aziendali e, anche se siamo storicamente ben lontani dalle miniature della Statua della Libertà di Gaget, Gauthier & Cie, (da cui si dice derivi la parola “gadget”), l’oggetto-simbolo resta una componente importante del processo di consolidamento dell’identità del marchio.

Se poi il gadget è anche fashion e utile per tenere caldi dei nuggets vegani mentre si passeggia, ben venga!

Non possiamo che salutare con entusiasmo campagne come questa, che slega le mani ai marchi permettendo di osare una comunicazione non solo efficace, ma anche piacevolmente anticonformista!

Ci leggiamo presto!

Sempre più grandi, grazie a Te.

Cara lettrice e caro lettore, se fai parte delle ventimila persone che ogni mese sceglie di leggere La Gazzetta Del Pubblicitario per informarsi, arricchirsi o divertirsi, questa lettera è per te…

Ida Giannattasio

ida@lagazzettadelpubblicitario.it

La comunicazione e il marketing sono sempre stati il mio pane quotidiano. Ex visual merchandiser e manager nel settore fashion e retail, ho deciso di trasferirmi in Portogallo per imparare a surfare. Vivo a Lisbona da tre anni e non ho ancora imparato a cavalcare le onde, ma sono diventata esperta di digital marketing. Scrivo da analista ma anche da consumatore. Mi piacciono le cose bizzarre, controcorrente e originali.

Ehi lettore!

 

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