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A cura di Ida Giannattasio

Temporary store, ecco i migliori del Natale 2021

Mentre il ritmo degli acquisti del Black Friday inizia a diminuire, la stagione dello shopping natalizio è ufficialmente iniziata, i brand si mobilitano per far fronte al periodo più importante dell’anno sia offline che online.

Vediamo come.

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Natale: è tempo di negozi a tempo!

Una delle strategie di marketing di tendenza che prende piede soprattutto nel periodo di Natale e che vede protagonisti player di tutti i settori, è l’utilizzo dei temporary shop.

I cosiddetti “negozi a tempo”, promuovono prodotti o servizi specifici in un arco di tempo limitato e fanno parte di una strategia di promozione che ha preso sempre più piede negli ultimi vent’anni.

Nei primi anni del Duemila è stato l’americano Russ Miller a lanciare l’idea creando Vacant, uno store itinerante pensato per restare aperto solo un mese.

Vacant vendeva oggetti di ogni genere, dalle lampade alle scarpe, di diversi brand e in edizione limitata, diventando difatti il primo esempio di temporary store così come lo conosciamo oggi.

Nel 2004, Comme des Garçons, porta a Berlino per solo un anno uno spazio dedicato alla sua collezione, collocandosi in uno spazio artistico-culturale di nicchia e promuovendosi attraverso il passaparola.

I negozi a tempo iniziano a diffondersi diventando un trend sempre più amato dalle aziende e arrivando fino in Italia dove l’incubatrice di maggior successo, sarà soprattutto Milano.

Pastiglie Leone, il negozio a tempo… fuori dal tempo

Per questo Natale l’azienda piemontese fondata nel 1857 da Luigi Leone celebra “la bellezza senza tempo” con diversi pop-up store in giro per l’Italia. Nasce Bottega Leone: un’antica confetteria arredata con toni pastello e dal fascino vintage. Lo shop ospita un servizio bar e sarà aperto fino al 31 dicembre.

Image credits: Leone

Elisenda: il temporary store di Esselunga

In via Spadari 4 a Milano, per questo Natale, potrete fare un salto da Elisenda, la pasticceria di Esselunga

Nata dalla collaborazione tra Esselunga e la famiglia Cerea, famosi pasticceri lombardi, Elisenda propone dolci e panettoni di alta pasticceria con vendita al dettaglio e annesso servizio di bar. 

Image credits: Corriere della Sera

GCDS x bratz: un salto “a tempo” negli anni 2000

Sempre a Milano, il marchio di abbigliamento GCDS, terrà aperto per tutto il mese di dicembre un pop-up store dedicato alla collezione “Bratz” lanciata dal brand il primo del mese. 

Nell’appariscente store, bambole di due metri accolgono i clienti e menu a forma di pannelli recanti una selezione di prodotti permettono di comporre un carrello virtuale, in un’ottima integrazione tra e-commerce e negozio fisico.

Image credits: Studio Industry

Non solo store fisici. I temporary shop sono anche online

In un mercato come quello di oggi in cui l’omnichannel la fa da padrone, anche il temporary e-commerce inizia a rappresentare per i brand un’interessante strategia di incremento delle vendite e di lead generation.

Era il 1995 quando è stato effettuato il primo acquisto online su Amazon e, da allora, l’e-commerce si è evoluto e sviluppato – e continua a farlo – considerevolmente.

Non c’è dubbio che questa realtà stesse già prendendo piede considerevolmente, crescendo anche prima della pandemia, ma è innegabile che il Covid abbia spinto sempre più consumatori online, portando alle tastiere anche coloro che non avevano mai visto di buon occhio lo shopping online o che non vi erano avvezzi.

Secondo uno studio pubblicato da Adobe Analytics quest’anno la spesa online nel giorno del Black Friday è stata di 8,9 miliardi di dollari, poco meno dei 9 miliardi dello scorso anno. Pertanto, i dati evidenziano che, nonostante la riapertura dei punti vendita fisici, mercati e centri commerciali, la tendenza rimane quella dell’acquisto online.

I pop-up e-shop, anche se non ancora celebri quanto le loro controparti fisiche, sono ormai un po’ ovunque sotto forma di siti web o ospitati sui social media utilizzando il live streaming.

Image credits: Retail&food

Natale Nutella

Se da una parte colossi online come Amazon e Meta hanno compreso l’importanza di avvicinarsi alla gente in un rapporto face-to-face (ricordiamo l’Amazon Loft For Xmas Temporary Shop che del 2018 permetteva di “toccare con mano” i prodotti Amazon), dall’altra i beni che siamo soliti trovare sugli scaffali si smaterializzano e diventano esclusivi online.

L’e-shop di Nutella di Natale si tinge di rosso e propone una serie di vasetti personalizzabili e un concorso speciale per vincere dei maglioncini natalizi customizzati.

credit: nutella.it

Insomma, che sia online oppure offline, i negozi a tempo ci stupiscono con la loro originalità e creano quel senso di esclusività che fa leva certamente sulla coscienza dei consumatori. Godiamoceli finché durano!

Ci leggiamo presto!

Sempre più grandi, grazie a Te.

Cara lettrice e caro lettore, se fai parte delle venticinquemila persone che ogni mese sceglie di leggere La Gazzetta Del Pubblicitario per informarsi, arricchirsi o divertirsi, questa lettera è per te…

Ida Giannattasio

ida@lagazzettadelpubblicitario.it

La comunicazione e il marketing sono sempre stati il mio pane quotidiano. Ex visual merchandiser e manager nel settore fashion e retail, ho deciso di trasferirmi in Portogallo per imparare a surfare. Vivo a Lisbona da tre anni e non ho ancora imparato a cavalcare le onde, ma sono diventata esperta di digital marketing. Scrivo da analista ma anche da consumatore. Mi piacciono le cose bizzarre, controcorrente e originali.

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