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I 5 migliori rebranding di inizio 2021: anno nuovo logo nuovo

Tempo di lettura: 8 minuti

Alcuni brand hanno deciso di iniziare il nuovo anno con una marcia in più, svelando al grande pubblico la nuova immagine aziendale. Vediamoli insieme.

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Anno nuovo, vita nuova, letteralmente. L’anno che ci siamo appena lasciati alle spalle è stato denso di eventi, perlopiù negativi, e molti brand, come del resto ognuno di noi, hanno sentito una forte esigenza di cambiamento, una sorta di rinascita, per esorcizzare il 2020 e dare il via ad una nuova fase della vita aziendale (e non solo, ndr.).

Se è vero che per noi comuni mortali a volte bastano piccoli gesti, come cambiare qualche abitudine scorretta o elencare degli obiettivi da raggiungere, per iniziare positivamente un anno nuovo ad un brand, un’entità metafisica ed intangibile, seppur più concreta di quello che pensiamo, occorre qualcosa di più profondo ed estremamente più complicato.

Come fare? Con un totale cambio di look, che in gergo tecnico si chiama rebranding. Potremmo tradurre questa parola inglese storpiandola in “rimarchiamento”, ma probabilmente sarebbe più corretto darne una definizione. Il rebranding, in sostanza, altro non è che un rifacimento dell’immagine aziendale, pratica che più comunemente si applica al logo ma che può estendersi anche in altri settori commerciali.

Andiamo a vedere insieme quali brand hanno deciso di dare un taglio al passato ed iniziare il 2021 con una nuova immagine e tante idee innovative.

IL REBRANDING DI BURGER KING: LA PASSIONE PER IL VINTAGE

Il nuovo logo di Burger King

Burger King, la celebre catena di fast food made in Florida, giorno dopo giorno ci stupisce con le sue incredibili trovate pubblicitarie. L’ultima? Una campagna pubblicitaria su Twitch che ha rotto ogni regola dell’online ADV. Ma ciò che ha catturato l’attenzione dei media internazionali in questi giorni è stato proprio l’ultimo rifacimento del look di Burger King.

I loghi dell’azienda sono storicamente solo due, nonostante il logo di debutto fosse completamente diverso da quelli proposti in seguito: il primo, utilizzato dal 1968 al 1999 e il secondo, utilizzato dal 1999 al 2020. Ne manca uno, direte voi, ed effettivamente è corretto, perché il nuovo logo scelto da Burger King a partire da quest’anno è una rivisitazione in chiave moderna del primo storico logo che ha reso celebre il brand in tutto il mondo.

Un tuffo nel passato, quindi, per l’azienda americana, che però ha aperto le porte ad un mondo di possibilità. Il rebranding della catena di fast food, curato dall’agenzia Jones Knowels Ritchie, non comprende solo il logo, ma si tratta della più grande operazione di rinnovamento commerciale e pubblicitario di sempre e ricade su tutti i touch point del marchio.

Insieme al logo, i creativi di Burger King hanno ridisegnato totalmente la comunicazione dell’azienda, a partire dai grandi cartelloni pubblicitari fino ad arrivare alle grafiche per i social media e alle divise dei dipendenti, senza dimenticare il packaging dei prodotti finiti. Il fil rouge di tutta questa operazione è il costante richiamo al vintage, che possiamo ritrovare sia nei colori, i toni caldi tipici degli anni ‘70, che nel font, chiamato Flame, ideato ad hoc per Burger King.

Lo show-reel del rebranding di Burger King

Un omaggio alla storia del brand, che ormai vive da più di mezzo secolo, senza mai dimenticare i valori che hanno reso Burger King una delle più celebri catene di fast food al mondo, ma anche un azzardo dal punto di vista pubblicitario: il mondo della comunicazione, soprattutto digitale, non vede di buon occhio il retrò ma, anzi, corre costantemente alla disperata ricerca di innovazione.

Sarà un successo? Probabilmente sì, ma terremo gli occhi aperti.

IL REBRANDING DI PFIZER: LA SPERANZA VESTE DI BLU

Il nuovo logo di Pfizer

Se è vero che tra il 31 dicembre e l’1 gennaio poco cambia, se non la consapevolezza di diventare più vecchi, possiamo affermare con assoluta certezza che in tutti noi l’avvento di questo 2021 abbia segnato un vero e proprio punto di svolta verso un futuro più sereno ed un prossimo ritorno alla normalità.

Niente di più vero per Pfizer, che oltre ad essere una delle maggiori aziende farmaceutiche al mondo, suona all’orecchio di tutti come una delle parole più comuni degli ultimi tempi. L’inizio del 2021 per l’azienda è stato una vera e propria prima pietra da cui partire a costruire il proprio futuro commerciale: il vaccino anti covid sviluppato da Pfizer in collaborazione con BioNtech è stato il primo a ricevere l’approvazione unanime dalle agenzie preposte in USA e UK ed anche il primo, quindi, ad essere somministrato.

Un traguardo non da poco per l’azienda, che ha deciso di celebrare l’avvento di questo anno, che si prospetta ricco di successi, proponendo un completo rebranding a partire dal logo, spiegato su di una pagina dedicata alla visual identity sul sito di Pfizer.

Non manca lo storico blu, simbolo dell’azienda, rivisitato in chiave bitonale per simboleggiare sia l’attenzione alla scienza che, naturalmente, nei confronti dei pazienti. Il font scelto invece è l’open type face Noto Sans, sviluppato da Google per “internazionalizzare l’internet”, che, a detta di Pfizer, si allinea perfettamente con la vision dell’azienda, grazie al suo design moderno e minimalista ma globale. “Il futuro sarà scritto in Noto Sans”, si può leggere sul sito.

Un rebranding efficace? Per ora sappiamo solo che dovremo abituarci a riconoscere al volo le nuove confezioni dei medicinali.

IL REBRANDING DI KIA MOTORS: UNO SGUARDO AL FUTURO

Kia Logo 2021
Il nuovo logo di Kia accompagnato dal payoff

Kia, il marchio automobilistico sudcoreano che negli ultimi anni ha riscontrato parecchi successi commerciali nel vecchio continente, vuole affermarsi come icona del cambiamento e dell’innovazione nel mondo dell’automotive, un territorio assai complicato dove solo il più forte sopravvive.

L’azienda ha già dimostrato di sapersi muovere discretamente all’interno di questo difficile mondo, chiaramente dal punto di vista commerciale, ma non si accontenta della mediocrità: vincere è ciò che conta. Se è vero che l’innovazione sul piano tecnico ed ingegneristico dovrebbe essere l’aspetto più importante, è altrettanto vero che anche l’occhio vuole la sua parte, come recita un detto popolare, e così i creativi di Kia hanno deciso di partire proprio da logo per comunicare questa nuova vita del marchio asiatico.

A 9 anni dall’ultimo rifacimento, il nuovo logo è stato svelato in grande stile, illuminando i cieli di Icheon, la cittadina sudcoreana sede dell’azienda, con oltre 300 droni pirotecnici che hanno proiettato a mezz’aria quella che sarà la nuova faccia di Kia, segnando oltretutto un record mondiale certificato dall’associazione Guinness World Record. Ve ne abbiamo parlato ieri in una Creative Pill che potete trovare sui nostri profili social.

L’evento di presentazione del nuovo logo di Kia

Il nuovo logo, accompagnato dal payoff “Movement that Inspires”,  abbandona il tipico colore rosso del precedente in favore di un più sobrio nero e si presenta come una scritta in corsivo, a tratti sinuosa ma energica, ripiegata verso destra, proprio per comunicare l’attitudine all’innovazione ed uno sguardo sul futuro. 

Il nuovo logo rappresenta il nostro desiderio di accontentare sempre i nostri clienti considerando l’evoluzione continua delle esigenze di mobilità e aiutare i nostri dipendenti ad accogliere le sfide che dobbiamo affrontare in uno scenario globale in rapido mutamento” ha dichiarato Ho Sung Song, presidente e CEO di Kia Motors. 

Missione compiuta? Ci auguriamo di sì.

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IL REBRANDING DI GENERAL MOTORS: UN ELETTRIZZANTE NUOVO LOOK

Il nuovo logo di General Motors

General Motors, l’azienda produttrice di automobili fondata a Detroit nel 1908, ha cambiato solo cinque loghi nel corso dei suoi 113 anni di storia, l’ultimo dei quali è stato presentato appena tre giorni fa in occasione del CES 2021, il più grande evento mondiale di elettronica di consumo, che negli ultimi anni è diventata una vera e propria piattaforma di lancio di idee e prodotti innovativi.

La volontà dell’azienda è quella di diventare leader mondiale nel settore dei veicoli elettrici, data anche la promessa di offrire ai propri clienti una gamma di ben 30 modelli entro il 2025, e proprio per questo motivo il board dirigenziale ha pensato di cambiare radicalmente non solo le strategie commerciali ma anche l’immagine stessa del brand.

Il nuovo logo, che stravolge completamente le forme e lo schema colori del precedente, si presenta di un vivace blu elettrico, studiato appositamente per comunicare a colpo d’occhio la forza innovativa del colosso americano. La tonalità scelta è ispirata al “cielo blu di un futuro elettrico”, dichiara Deborah Wahl, manager di GM, e l’utilizzo di caratteri minuscoli comunica “più inclusività ed un approccio più umano dell’azienda”.

La versione elettrica di Hummer proposta da GM

Le intenzioni del brand sono chiare: il futuro è elettrico, e ora come ora il gruppo possiede la forza commerciale e manifatturiera per muoversi in quella direzione, a partire dall’annuncio, durante il Super Bowl dello scorso anno, di un nuovo Hummer completamente elettrico. Tutto ciò che viene annunciato su di un palcoscenico così importante e ben illuminato, mediaticamente parlando, deve diventare realtà per evitare figuracce: vi abbiamo parlato qualche giorno fa dei possibili candidati protagonisti del Super Bowl 2021.

Questo rebranding darà una nuova vita a GM, alla luce anche dei recenti problemi finanziari?

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IL REBRANDING DI CIA: LO STILE AL SERVIZIO DEI CITTADINI

Il nuovo logo di CIA

Anche la CIA, Central Intelligence Agency, l’agenzia governativa statunitense nota in tutto il mondo, ha voluto rivisitare il proprio logo e sito web all’inizio di quest’anno. La volontà, chiaramente diversa dalla natura commerciale degli altri rebranding, è quella di abbattere le diversità e porre l’agenzia su di un piano più familiare, in modo che possa più facilmente comunicare la propria volontà di servire i cittadini americani e garantire loro sicurezza e stabilità.

Il nuovo logo abbandona sia l’aquila, storico simbolo degli USA, sia il tipico blu che caratterizza le agenzie governative americane, mostrandosi con delle forme astratte sullo sfondo e la scritta CIA che campeggia in primo piano, circondata dal nome dell’agenzia per esteso. Il nuovo sito, invece, è proposto in versione dark, in linea con gli ultimi trend grafici, e presenta una sezione applications totalmente rivista e ridisegnata, sia nell’aspetto grafico che nei copy. Il progetto, nella mente dell’agenzia, è quello di diversificare maggiormente le figure professionali in forza alla CIA che, per stare al passo con i tempi e la rapida mutevolezza del mondo digitale, necessita di sempre più ingegneri informatici, analisti, sviluppatori e, perché no, esperti di social media.

Nonostante la lunga intervista rilasciata a GQ da Gina Haspel, direttrice di CIA, l’autore del nuovo logo rimane sconosciuto e questo curioso silenzio ha scatenato l’ironia degli utenti web: sui social il nuovo logo dell’agenzia è diventato un vero e proprio meme, fornendo materiale prezioso per esilaranti vignette comiche.

Un’operazione fruttuosa? Speriamo di sì, ma per ora solo grasse risate, nonostante il logo sia molto bello ed accattivante.

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Quale miglior modo per iniziare con grande stile il nuovo anno se non rifacendosi il look? Questi grandi brand hanno colto l’occasione per mostrarci la nuova immagine aziendale e, soprattutto, sfruttato il clamore mediatico per far passare importanti messaggi riguardo alla mission ed alle proprie intenzioni future.

Insomma, l’anno è iniziato con il botto e la parte migliore è che siamo solo ai primi giorni: sicuramente altri brand sfrutteranno questa occasione per rivisitare la propria immagine e, come sempre, noi saremo pronti a raccontarvelo.

Ci leggiamo presto!

Federico Peverelli

federico@lagazzettadelpubblicitario.it

Ciao! Sono Federico. Sono rapito da qualsiasi cosa possa essere commentata, ma il mondo della pubblicità mi ha sempre affascinato più di qualsiasi altra cosa. Ah! Sono perennemente in ritardo, ma sulle notizie prometto che sarò sempre puntuale.

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