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A cura di Ida Giannattasio

Fatti e Retroscena sullo Zuck Buck, La “social coin” intitolata a Mark Zuckerberg

Nonostante l’insuccesso del progetto “Diem”, che avrebbe dovuto introdurre Facebook nel mercato delle criptovalute, Zuckerberg non demorde nel perseguire le sue ambizioni in ambito finanziario. Quali sono i suoi piani?

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La crisi di Meta

Zuckerberg è alla ricerca di revenue stream alternativi e di nuove funzionalità in grado di attrarre e trattenere utenti: la popolarità dei principali prodotti di social networking di Meta, – Facebook e Instagram, per intenderci – sta diminuendo drasticamente e questa tendenza sta minacciando il suo smisurato patrimonio personale.

l calo degli iscritti e la mancata crescita del metaverso gli hanno fatto perdere infatti circa 10 miliardi di dollari già in questi mesi del 2022 e le previsioni sul prossimo anno non sono certo rassicuranti.

La colpa è sicuramente imputabile ad una serie di fattori tra cui le nuove regole sulla privacy, il calo degli iscritti, la concorrenza di Tik Tok e il ritardo nell’esplosione prevista per Horizon World, il metaverso di casa, così come era stata prevista.

Image credits: il Post

La risposta di Zuck

Alla luce di questa preannunciata crisi, Meta Financial Technologies, ovvero braccio il finanziario di Facebook, ha iniziato a esplorare nuovi orizzonti per cercare di ritornare in carreggiata.

Da un articolo pubblicato sul Financial Times sono emerse indiscrezioni relative al lancio di una nuova valuta virtuale denominata  “Zuck Buck”,  in onore del CEO. 

La Zuck Buck, a quanto pare, non è propriamente una criptovaluta, quanto piuttosto una moneta virtuale

Meta tende a introdurre token in-app che sarebbero controllati centralmente dall’azienda, simili a quelli utilizzati nelle app di gioco come la valuta Robux nel popolare gioco per bambini Roblox“, scrive il Financial Time a tal proposito.

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Il social token

Sempre in riferimento all’articolo del FT, Meta sta anche studiando la creazione di “social token” o “token di reputazione”, usati come ricompensa, per esempio, all’interno dei gruppi di Facebook.

Tra le idee anche quella di creare dei creator coin per fidelizzare e dare uno strumento di monetizzazione a influencer e creatori di contenuti su Instagram.

In fondo, non sarebbe la prima volta che Facebook introduce una valuta del genere nel suo ecosistema. Nel 2009, la società aveva introdotto Facebook Credits, una moneta virtuale che consentiva agli utenti di effettuare acquisti in-app.

Ma, nonostante il sistema rappresentasse il 16% dei ricavi al momento della sua offerta, è stato chiuso nel 2013 perché troppo costoso da mantenere.

credit: trendblog.net

Una strategia che guarda agli NFT?

All’interno dei piani finanziari della società, sembrano esserci obiettivi anche piú ambiziosi che esplorano il campo dei servizi finanziari più tradizionali e che hanno come obiettivo quello di aiutare a fornire prestiti alle piccole imprese puntando su tassi di interesse competitivi. Secondo i rumors provenienti da chi sta lavorando al progetto, sebbene nulla sia stato ufficialmente pianificato, la società ha già discusso con potenziali partner di prestito per portare avanti l’iniziativa. 

La maggior parte degli sforzi, però, sembra essere rivolta nei confronti token non fungibili. Zuckerberg infatti, aveva già dichiarato di avere in atto un piano per cui Instagram avrebbe presto iniziato a supportare gli NFT:

“Non sono pronto ad annunciare esattamente quello che sarà oggi, ma, nei prossimi mesi, la possibilità di portare alcuni dei tuoi NFT e, si spera, nel tempo essere in grado di coniare cose in quell’ambito”.

Menlo Park prevede inoltre di lanciare un progetto pilota per la pubblicazione e la condivisione di NFT anche su Facebook, ma nulla di tutto ciò è attualmente ufficiale. Non ci resta, come sempre, che ricordarvi di rimanere sintonizzati e che….

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Image credits cover: techprincess.it

Ida Giannattasio

ida@lagazzettadelpubblicitario.it

La comunicazione e il marketing sono sempre stati il mio pane quotidiano. Ex visual merchandiser e manager nel settore fashion e retail, ho deciso di trasferirmi in Portogallo per imparare a surfare. Vivo a Lisbona da tre anni e non ho ancora imparato a cavalcare le onde, ma sono diventata esperta di digital marketing. Scrivo da analista ma anche da consumatore. Mi piacciono le cose bizzarre, controcorrente e originali.

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