Fiat, il manifesto della solidità

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29 Dicembre 2025
Praticamente uno snack

Negli anni a cavallo tra il 1928 e il 1929, mentre l’Italia industriale accelera il proprio passo verso la modernità, FIAT affida la propria immagine a uno dei protagonisti più raffinati della grafica pubblicitaria del tempo: Giuseppe Riccobaldi del Bava. Pittore e illustratore di formazione colta, Riccobaldi è tra quegli autori che negli anni Venti e Trenta contribuiscono a definire un linguaggio visivo nuovo per l’industria italiana. Il manifesto dedicato alla FIAT Berlina 525, oggi conservato nella Collezione Salce di Treviso, è un esempio emblematico di questa stagione. Litografato su cartone e firmato “Riccobaldi” in alto a destra, il lavoro si impone non solo come documento pubblicitario, ma come costruzione visiva della modernità di allora. Qui l’automobile non è semplicemente rappresentata: è messa in scena. Sì, anche con mille risvolti politici se vogliamo. 

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La composizione ruota attorno a un’idea vorticosa La strada si trasforma in architettura, si avvolge, sale, diventa un nastro monumentale che scolpisce nello spazio le lettere del nome FIAT. Il marchio non è sovrapposto all’immagine, ma ne diventa la struttura portante. Le vetture percorrono questo tracciato come se stessero letteralmente attraversando l’identità del brand. È una soluzione che anticipa concetti di brand integration e di tipografia spazializzata che diventeranno centrali solo decenni dopo. Dal punto di vista stilistico, il manifesto si colloca in una zona di confine estremamente fertile. Da un lato dialoga con l’Art Déco, visibile nella solidità delle forme e nella palette cromatica netta. Dall’altro, assorbe suggestioni futuriste scegliendo una modernità più ordinata. Il movimento non è frenetico, ma inesorabile. La FIAT avanza, senza scosse, come un’industria che ha già preso coscienza del proprio ruolo sistemico nel Paese. Eccome. 

La Berlina 525, modello di fascia medio-alta, è rappresentata come un oggetto affidabile: il valore del prodotto è tutto nella sua collocazione simbolica. Guidare una FIAT significava abitare il progresso.  Questo approccio riflette pienamente la strategia comunicativa di FIAT negli anni del grande consolidamento. L’azienda non si limita a vendere automobili, ma costruisce un immaginario nazionale. Affidarsi a illustratori come Riccobaldi del Bava significa riconoscere alla grafica pubblicitaria un ruolo culturale centrale. Un secolo fa. 

Ci leggiamo presto!

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Gazzetta PRO