Volkswagen, il lato oscuro della borsa

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10 Febbraio 2026
Praticamente uno snack

The first obstacle of every drive.
È una frase semplice, banale, tremendamente vera. Prima ancora di accendere il motore, ogni automobilista conosce quel momento di micro-stress: la mano che fruga nella borsa o nelle tasche, lo sguardo che si perde, le chiavi che sembrano sempre finite nel punto più remoto possibile. È da questa frustrazione quotidiana che nasce la campagna print con cui Volkswagen raccontò la propria tecnologia Keyless Access.

L’idea creativa è immediata. Tre borse diverse (una tote, una clutch e una bucket bag) vengono viste dall’alto come se fossero mappe. All’interno, cuciture e profili si trasformano in veri e propri labirinti, percorsi intricati che conducono, solo alla fine, alla chiave dell’auto. Un gesto familiare diventa così una metafora visiva potente: cercare le chiavi è un ostacolo, il primo di ogni viaggio. La svolta sta nel non mostrare direttamente la soluzione tecnologica in azione. Non c’è l’auto che si apre da sola, non c’è la mano che preme un pulsante invisibile. C’è invece il problema, amplificato fino a diventare quasi grottesco. Ed è proprio questo a rendere chiaro il messaggio: se il problema è il labirinto, la soluzione è eliminarlo del tutto. Con Keyless Access non serve cercare nulla, perché la chiave può restare dov’è.

Dal punto di vista del linguaggio pubblicitario, la campagna gioca con un’estetica pulita e quasi fashion, che richiama il mondo degli accessori e dello stile più che quello dell’automotive. Una scelta non casuale, che amplia il pubblico e sposta il focus dall’auto come macchina all’auto come esperienza quotidiana. Peraltro puntando a quel pubblico femminile che più facilmente perde le chiavi in borsa. Se non altro perché usa di più la borsa. Il prodotto diventa una risposta elegante a una seccatura condivisa.

Firmata da DDB Düsseldorf e lanciata in Germania nel 2016, questa serie dimostra come anche una funzione tecnica possa essere raccontata con intelligenza creativa, senza spiegazioni ridondanti né claim urlati. Basta un’immagine ben costruita per far dire allo spettatore: “Sì, è esattamente così”. Trova il bisogno e fornisci la soluzione allo stato essenziale. 

Ci leggiamo presto!

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Gazzetta PRO