I 10 spot pubblicitari più famosi degli anni 2000

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11 Agosto 2022
Tocca mettersi comodi

“Che ne sanno i 2000” è un adagio che da qualche tempo la Gen Z ha adottato per deridere una generazione, a loro dire, colpevole di una drammatica carenza di valori e di veri interessi. In realtà la società dei primi dieci anni del nuovo millennio è stata tutt’altro che statica e amorfa e questa vivacità si è riflessa senza dubbio negli spot che in quel periodo andavano in onda. Tra tecnologia (tantissima!) e tormentoni, siete pronti a questo viaggio nel recente passato?

Il millennium bug, l’11 settembre, l’euro, internet che diventa per tutti, i cellulari che prendono possesso delle nostre vite, i talent e i reality show. C’è questo e ovviamente tanto altro nei primi 10 anni del 2000, anni che hanno rappresentato un autentico spartiacque tra il grunge degli anni ’90 e il decennio 2011-2020 dominato dai social network. Nel giro di pochi anni, il nostro modo di vivere è completamente cambiato ed è proprio in quegli anni che si sono poste le basi (nel bene o nel male, non spetta a noi dirlo) della società italiana di oggi. La creatività degli spot televisivi è all’apice, la pubblicità è fatta di lunghe serialità, tormentoni, riferimenti a una Rete ancora piuttosto sconosciuta e voglia di sembrare “moderni” quasi a tutti i costi.

Vi proponiamo una top ten, dove l’ordine non è deciso dall’importanza dell’agenzia, dalla notorietà intrinseca o dalla forza di questo o quel brand, ma esclusivamente dal nostro cuore.

1. L’IMPERO DI MEGAN GALE E OMNITEL/VODAFONE

Impossibile non iniziare qualsiasi carrellata di spot degli anni 2000 senza parlare di lei, la gran Sacerdotessa dello scatto alla risposta, l’Imperatrice della Christmas Card, colei che passava con disinvoltura dal torrido deserto allo scalare la Space Needle di Seattle. Parliamo ovviamente di Megan Gale, la modella australiana reclutata da Omnitel un po’ per caso nel 1999 e diventata un “caso” nel panorama pubblicitario italiano.

Protagonista assoluta di una serie di spot rimasti nella memoria di tutti, la stupenda Megan ha vissuto in quegli anni un autentico momento di gloria: dalla pubblicità, al palco di Sanremo, al calendario sexy, al Cinepanettone in un’ascesa irresistibile. Tutto quello che toccava sembrava diventasse oro, fino al 2006 quando la compagnia telefonica inglese (che aveva ormai pienamente acquisito la Omnitel di De Benedetti) la scarica. Avremmo l’imbarazzo della scelta nel proporvi qualche sua performance del periodo, scegliamo quella forse più iconica, un vero tormentone. La Summer Card del 2001, ovvero Vu Vu Vu, mi piaci tu, insieme ai Gazosa.

2. WLADY E LE SUONERIE

Vi dice niente “adesso ridacci la nostra Gioconda, perchè siamo noi i Campioni del Mondo”? Purtroppo temiamo di si. È uno dei tanti spot di Wladimiro Tallini, in arte Wlady, più comunemente noto come “quello delle suonerie”. Già speaker radiofonico, personaggio delle tv locali piemontesi e presentatore/animatore di eventi di piazza, Wlady si trova a essere inconsapevole vittima del suo stesso personaggio: ingaggiato dalla media company Zero9, diventa una presenza fissa a tutte le ore sulle tv private. I suoi spot sono martellanti, ossessivi, perniciosi, persino stupidi. Vogliono una sola cosa: far scaricare un logo o una suoneria, inviando un innocente SMS che poi abbonerà a vita il malcapitato a un inutile servizio succhiasoldi. Vi rimandiamo a questo articolo per conoscere la genesi della mania per i loghi e le suonerie e per rimembrare la triste storia di Wlady Tallini.

In questa sede avremmo potuto ricordarlo con qualsiasi cosa, ma l’instant marketing a poche ore dalla vittoria dell’Italia ai Mondiali tedeschi del 2006 è da enciclopedia della pubblicità. Uno spot completamente nonsense, avulso da qualsiasi contesto, girato chiaramente in fretta e in furia (e male) ma capace di marchiarsi a fuoco nella nostra mente. Si, questa roba andava in onda e anche tanto… i primi anni 2000, purtroppo, erano anche questo. Secondo posto perchè Wlady è riuscito a diventare quasi un’icona dei suoi tempi. E questo dice tanto, di quei tempi.

3. SONO FINTE!

Lo avete letto esattamente con quella voce e con quel tono, lo sappiamo. Non possiamo non inserire in questa classifica uno spot semplice, semplicissimo, ma capace di generare un modo di dire che ancora oggi usiamo. Una viralità ante litteram per il brevissimo commercial animato di Frisk, lanciato nel 2005 e diventato uno spot che oggi definiremmo “immagine che puoi sentire”, dai 2000 all’eternità.

In autobus, un gruppo di donne si regge agli appositi sostegni. L’andamento ondulatorio del mezzo si riflette sulla loro peculiarità anatomica, tranne su una. Il protagonista mangia una caramella e pronuncia la celeberrima battuta. La destinataria del commento si rabbuia e incrocia le braccia. “Non temere di aprir bocca” è il claim capolavoro. Terzo posto solo perchè il duo Megan – Wlady è troppo potente per essere intaccato, ma per forza su un gradino del podio.

4. GIULIO ANDREOTTI, IL DIVO CHE SAPEVA TUTTO

Quarto posto per Tre, anzi H3G, che ingaggia il testimonial che non ti aspetti. Nel 2005 la compagnia telefonica pioniera dei servizi UMTS (già forte del VIDEOCHIAMAMIIII di Valeria Marini) riesce ad aggiudicarsi nientemeno che Giulio Andreotti!!

Sembra impossibile, ma il politico più famoso e impenetrabile del dopoguerra italiano, una figura spesso oscura che ha portato con sé nella tomba molti inquietanti misteri, era un uomo di spirito e un irresistibile battutista. In contrasto con il suo aspetto sempre serio e compassato, la sua ironia fulminante e tranchant non risparmiava nessuno, neanche sé stesso. Come in questo spot di H3G appunto dove, in un immaginario aereo, disquisisce sulla bontà dei servizi della compagnia con Claudio Amendola e ancora Valeria Marini. Valeriona sospira “ma sa proprio tutto!” e il Divo, sparendo dietro al giornale “….così dicono….”. Nel bene e nel male, indimenticabile.

5. HAPPY HIPPO, DALLA TV AI TELEFONINI DEL 2000

Quarto posto per un altro spot semplice, di cui non ci sarebbe neanche tanto da dire se non fosse per la piega che le cose hanno preso dopo. Si tratta della pubblicità dello snack Kinder Happy Hippo, datata 2006. Un grazioso commercial, chiaramente rivolto a un pubblico infantile, in cui con una divertente animazione un ippopotamo e un lemure “interpretano” meglio di due attori in carne ed ossa il classicone The Lion Sleeps Tonight dei Tokens. Chi non conosce il celeberrimo motivetto? Qui a diventare tormentone non è nè il prodotto nè la musica (già arcinota), ma proprio la buffa espressività dei due personaggi protagonisti.

Trascorso il periodo di messa in onda, per qualche motivo la parte animata venne espunta e iniziò a circolare furiosamente tra i cellulari dell’epoca, perlomeno tra quelli che potevano leggere i video e avevano lo schermo a colori. Scambiato via bluetooth, infrarossi, cavetto o (per i più abbienti e/o temerari) MMS, non c’era telefonino che non annoverasse l’ippopotamo canterino tra i propri media. Perché? Boh, era carino! Dite la verità: lo avevate anche voi? Nel 2000 e dintorni ci si divertiva con poco, non c’è che dire.

6. PAOLO BONOLIS, LUCA LAURENTI E LA SERIE LAVAZZA IN PARADISO

Più lo mandi giù e più ti tira su è uno dei claim più famosi e longevi della storia della pubblicità italiana. Inventato nei primi anni ’80, si lega indissolubilmente al suo prodotto (il caffè Lavazza) e al suo testimonial più famoso, l’eterno Nino Manfredi. Alla scomparsa di quest’ultimo, per l’azienda piemontese è tempo di rinnovamento: l’anno è il proprio il 2000, il set diventa il paradiso e i protagonisti due anime irriverenti, di bianco vestite, che non perdono occasione per punzecchiarsi e coinvolgere un bonario San Pietro (interpretato da Riccardo Garrone) nelle loro gag.

Si tratta di una serie lunghissima, durata ben 11 anni dal 2000 al 2011, che ha coperto anche degli avvenimenti di attualità come, anche qui, i Mondiali del 2006. È la serie “Paradiso” di Lavazza con Paolo Bonolis e Luca Laurenti, firmata Armando Testa. Battute graffianti e fulminanti, intesa perfetta, tempi comici micidiali, in una parola bellissima. Anche qui, imbarazzo della scelta su quale proporvi per solleticarvi la memoria, ma come non pensare al mite pastorello, direttamente dal Natale 2001? Metà classifica per questi due giganti del piccolo schermo.

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7. CAMILA RAZNOVICH E IL CAPOLAVORO NESCAFÈ

Nei primi anni 2000 (2002 per la precisione) Camila Raznovich è “solo” una ex veejay di Mtv Europa (per un periodo anche in Mtv Italia) che sta cercando la sua strada nella tv generalista. Sono ancora lontani i tempi di quel Kilimangiaro condotto con stile pacato e coinvolgente, in quel momento la giovane Camila si sta risvegliando in una casa messa a soqquadro. Tra il caos generale, si prepara del caffèlatte Nescafè e lo offre a un ragazzo che si sveglia sul divano, in evidente hangover. Lei finta arrabbiata, lui simpatico accento toscano: finita la tazza convengono di essere stati entrambi a una festa in quell’appartamento, la sera prima. “Ma poi, questa festa, di chi era?”.

Una frase semplice a chiudere uno spot divertente ed efficace, diretto da un Gabriele Muccino agli esordi. Il rapporto commerciale tra la Raznovich e Nescafè durerà ancora per qualche altro spot, ma nessuno raggiungerà la popolarità di questo. Sesto posto per una perla oggi un po’ dimenticata, ma che strappa più di un sorriso di nostalgia.

8. BUONASEEEEEEERA!

Ve ne abbiamo parlato con un’approfondita analisi qui. Ha da poco compiuto 20 anni lo spot Fiat forse più famoso di sempre, quel buonaseeeeeeeera diventato un autentico tormentone. Vi rimandiamo al nostro AdvHistory, ma nessun best of pubblicitario dei primi anni 2000 sarebbe completo senza la letterina di Passaparola Morena Salvino che urla “adesso esco e vado col primo che incontro!”

9. TELECOM, “FEI BELLIFFIMA”

Ancora tecnologia, ancora telefonia. Nel 2005 la novità è la videochiamata che sta arrivando prepotente a cambiare le nostre abitudini. Certo, la qualità odierna è ancora un’utopia, ma già solo pensare di potersi vedere anzichè solo sentirsi dà l’idea del futuro. Uno dei primi dispositivi a consentire tutto questo è il telefono fisso Sirio Video (la videochiamata dal telefono fisso! Una cosa incredibile da pensare adesso) e per lanciarlo a Telecom occorre una grande idea.

Lei e lui, dopo essersi sentiti tanto a voce, finalmente si vedono. Lei imbarazzata, teme di fare brutta impressione. Lui affascinante, tenebroso, ricorda vagamente Richard Gere. Sicuro di sè, in contrasto con la comica ansia della sua bella. Lei, nervosa: “come mi trovi?” risponde finalmente lui, con una vocina e un difetto di pronuncia terribili: “fei belliffima!”. Ma lei sorride, felice. Fine. Immediato, dolce e buffo. Quasi nessuno avrà provato la videochiamata da telefono fisso, ma tutti si ricordano dello spot.

10. IL CAVALLO GOLOSO DI CARAMELLE

Ultimo (ma non ultimo nella nostra memoria) un altro modo di dire partito dalla pubblicità e finito nel linguaggio comune di tutti noi. Chi è che non ha mai ammonito qualche amico con l’allusiva frase “cavallo golooooooso!”??. Ce la regala uno spot dei primi anni 2000, del 2001 per la precisione, delle mitiche caramelle Big Frut di Dufour.

Il cavallo goloso è veramente un equino che cerca di rubare le caramelle dal sacchetto di una ragazza. In questo caso, più che lo spot in sè, a rimanere in testa è la frase (che non è nemmeno il claim, per fortuna) pronunciata dalla protagonista. Consci di aver creato quello che oggi definiremmo un meme, i creativi cavalcheranno l’onda (nel vero senso della parola) qualche anno dopo cambiando l’animale goloso in un meno credibile delfino. Noi, comunque, preferivamo e continuiamo a preferire il cavallo.

Lo sappiamo, vi vediamo. Siete lì a contare i ricordi che vi abbiamo sbloccato!…siamo stati bravi?

…ci leggiamo presto!

(articolo realizzato con la preziosa collaborazione degli utenti del gruppo Facebook SporadicoPostaggio2000,

Image cover credits Curiosando negli anni 60 70 80 90)

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Se fossi un verso di una canzone sarei "Tanta nostalgia degli anni ‘90, quando il mondo era l’arca e noi eravamo Noè". Scrivo da quando avevo nove anni e il giorno in cui sono diventata giornalista pubblicista è stato uno dei più belli della mia vita. Come lavoro non mi occupo di pubblicità in senso stretto, ma mi sarebbe molto piaciuto. Teledipendente, gattara, creativa. Testa tra le nuvole e piedi per terra. Non pugliese, salentina!