Levatasi l’alba sul Vecchio Continente, mentre New Orleans si concede il meritato riposo, è ora della nostra selezione. Il Big Game 2025 non ha deluso le aspettative: ecco la nostra selezione, quest’anno nel formato antologico di un assortimento libero spot non rankati. Tenetevi forte!
Google Gemini, Dream Job
Una caotica e agitata mattinata di un padre americano e la sua conversazione con Gemini, l’assistente AI di Google, sono i protagonisti di questa campagna strappalacrime che ci vuole raccontare come i nuovi smartphone di Big G possano sì assisterci nella vita di tutti i giorni, ma anche rievocare i ricordi di una vita intera.
Nel tentativo di esercitarsi per un imminente colloquio di lavoro, Gemini chiede al protagonista della campagna di scaldarsi parlando innanzitutto del suo impiego preferito: fare il papà. Un impiego a tratti duro e impegnativo, ma di certo ricco di soddisfazioni.
Emozione e commozione, una narrazione che racconta con delicatezza e rende umano un prodotto che per definizione è l’opposto di umano. Grazie, Google.
Coors Light, Slow Monday
Il SuperBowl è il tipico evento da guardare alla tv con una birra ghiacciata in mano, con il rischio che, tra un quarter e l’altro, in preda ai festeggiamenti – o per consolazione – le birre diventino di gran lunga di più.
Coors Light gioca il suo spot SuperBowl con un all-in sullo slow Monday. Con 60 secondi di spot, il marchio di birra leggera mostra il lento ritorno alla routine, durante il lunedì peggiore dell’anno – quello che conclude il campionato di football – un sentimento condiviso da tutti i tifosi. Una società di bradipi, al lavoro o nelle scene di quotidianità, enfatizzano la lentezza, la fatica, suggerendo come un’unica soluzione il consumo di Coors Light.
Lo spot fa parte di un’attivazione più grande che comprende il momentaneo rebranding in “Monday Lights” nel packaging di prodotto e una campagna OOH con billboard che hanno già attirato l’attenzione di molti consumatori per un intenzionale “errore” di spelling.
Agenzia: Mischief @ No Fixed Adress
Hellman’s, When Sally Met Hellman’s
Per rispolverare l’orgasmo simulato più famoso della storia del cinema ci voleva un pretesto degno… del Big Game più caro della storia.
Hellman’s scrittura Meg Ryan ed Harry Burns e, con uno sforzo produttivo non indifferente, ricrea la stessa tavola calda: il risultato è esilarante.
I due, trentasei anni dopo, sembrano mancare dal luogo del delitto da non più di trentasei ore e infatti – con credibilità ferrea – si chiedono com’è possibile che li abbiano fatti rientrare. Il copione è già scritto, ma non l’impatto: un déjà vu in salsa (non ce ne vogliate) promozionale che avrebbe potuto rischiare di incespicare nella stagnazione creativa, ma che sa di ossequio e tributo.
Anche il riciclo è un arte.
Agenzia: VML
Nike, So Win
Come sempre la notte del Super Bowl va aspettata perché non tutti gli spot vengono svelati in anteprima. Tra quelli che hanno mostrato il proprio volto “on air” c’è questa splendida creazione di Wieden + Kennedy Portland per Nike che celebra la forza femminile senza scadere nella retorica, nella contrapposizione e nella forzata valorizzazione.
Una piccola perla unica se si considera che Nike da 27 anni non varcava il palcoscenico del Big Game prima di questa edizione. Il bianco e nero con i close up amplificano il copy recitato dal rapper Doechii che trascina lo spettatore in un vortice di ritmo e contraddizione.
Agenzia: Wieden + Kennedy Portland
Uber Eats, A Century of Cravings
Vi siete mai chiesti perché le partite di football americano si giocano solo la domenica? O perché la finale del campionato di NFL si chiama “Super Bowl”? O ancora, perché mai lo stadio in cui si è svolto questo Big Game si chiama come un’insalata…? Il tutto ha a che fare con il cibo, questo almeno secondo Uber Eats.
Una campagna umoristica che vede come protagonista e voce narrante l’attore premio oscar Matthew McConaughey, in compagnia di Greta Gerwig, Charli XCX, Martha Stewart, Sean Evans e Kevin Bacon, e che racconta di una fantomatica cospirazione secondo la quale tutto, ma proprio tutto, il mondo del football americano ruoterebbe proprio attorno al cibo.
Creatività alle stelle e un cast da fare invidia ai più famosi blockbuster della storia: questa campagna non poteva non entrare nella nostra selezione.
Agenzia: Special Group U.S.
Novartis, Your Attention Please
Seni. Dai tempi della Venere di Willendorf, simbolo universale di prosperità, femminilità, maternità. Muse ispiratrici di genio, calamite di sguardi desiderati e indesiderati. Radice di complessi, confronti, senso di inadeguatezza.
Seni. Così al centro di tutto eppure così paradossalmente ignorati. Perché tra i 130 milioni di americani incollati alla TV, sei potrebbero essere oggetto di una diagnosi di tumore al seno.
Il miglior spot alla prevenzione ha la forza del paradosso e i numeri della statistica, con il cameo dell’ambassador per la causa Hailee Steinfeld e la forza della sopravvissuta Wanda Skyes.
Agenzia: Merkley + Partners
Meta ft. Ray-Ban, Hey Meta, Who Eats Art?
Nel matrimonio sempre più vincolante tra la corazzata Del Vecchio e la creatura di Zuckerberg c’è un nuovo capitolo da segnalare: l’esordio congiunto al Super Bowl, da segnalare in quota IA – che fosse il Big Game dell’intelligenza artificiale del resto è già stato detto.
Non era invece detto, e per nulla, che la presentazione davanti a centoventi milioni di americani passasse per una trattazione che scomoda la banana di Cattelan: magari, universalmente conosciuta a Roma e Milano, ma foriera – immaginiamo – di un certo stupore al cospetto del bovaro del Tennessee intento a ingozzarsi di chicken wings.
La troika di celebrità assoldate, Chris Hemsworth, Chris Pratt e Kris Jenner, conferisce a questi 30’ il tono erudito, i tempi comici dello sketch hollywoodiano. E alla fine a vincere non sono i volti noti, ma la tentazione che accarezza lo spettatore: 299 $ per quel gingillo sono davvero un prezzo di favore. Parleranno i dati sul ROI domani, considerando il costo della concessione. Vieni quasi da chiedere Hey Meta, quanto costavano ‘30 al Super Bowl 2025?
Pfizer, Knock Out
La forza e l’energia di un giovanissimo ex paziente oncologico che ha lottato contro il cancro e ne è uscito vincitore. Spronato da un match di boxe proiettato in tv, indossa scarpette e guantoni e percorre il corridoio dell’ospedale accolto in trionfo da tutto lo staff medico riunito.
Le note di “Mama Said Knock You Out” del rapper LL Cool J, poi, lo accompagnano in una parata che si snoda lungo le vie della città, con migliaia di persone raccolte ad applaudire il coraggio del giovane protagonista. Un mix di diverse tecniche cinematografiche spezzano la narrazione in maniera piuttosto piacevole, permettendo allo spettatore di immergersi nel film e sperare quasi che duri ancora qualche minuto in più.
Una campagna che lancia un messaggio sociale importante: lottare sempre e mai arrendersi. Un lavoro davvero eccellente.
Agenzia: Le Truc, Leo NYC, Publicis Collective
Stella Artois, The Other David
Non è che bastino due celebrità planetarie, sex symbol nonché GOAT nelle rispettive professioni… Almeno, non per imbastire uno spot da Super Bowl che, sgomitando tra i quasi settanta concorrenti per la grande ciotola della migliore creatività, arrivi al touchdown dei primi dieci.
Ci sono Beckham e Matt Damon, è vero, ma c’è anche compiutezza, un arco narrativo con alfa e omega e un compartorealizzativo da grande spot, tanto nel copy quanto nel film – piacevolmente drammaturgica la fotografia.
Il fratello americano di Becks, insomma, è una piacevole scoperta da vedere e rivedere, nonostante sia ormai on air in versione integrale da giorni.
Agenzia: Artist Equity
OpenAi, The Intelligence Age
È costato più di DeepSeek, forse, come chiosa un maligno nei commenti YouTube. E poi così maligno non è, perché tra concessione, creative e produzione fanno 14 milioni di dollari.
In una pseudo pixel art che ammicca alla UI radicalmente minimalista di ChatGPT, OpenAi porta temi altissimi sul green di gioco. Anzi, più che temi al plurale, il tema più eccelso e mirabile: la storia dell’intelligenza sulla terra. Un viaggio tra gli eoni, dall’apparizione del primo filamento di DNA allo sbarco sulla Luna, fino all’apparizione della prima forma di vita intelligente non biologica: la creatura di casa e la sua ammiraglia commerciale, quel ChatGPT entrato in tasche, uffici e case di miliardi di utenti. Un viaggio, un grande viaggio ecumenico e universale e che mette, per un minuto, d’accordo tecno-entusiasti e tecno-pessimisti, Wall-E e Hal 9000. Anche se come sempre, ai posteri l’ardua sentenza. Anzi, AI.
Agenzia: Accenture Song
Angel Soft, Potty-Tunity
Si sa, il Super Bowl è caratterizzato da ritmi frenetici. Tra le gesta sportive degli atleti in campo e il susseguirsi incessante di campagne pubblicitarie capolavoro, è davvero difficile riuscire a prendersi una pausa per andare… In bagno.
Angel Soft prova a risolvere questo fastidioso problema trasformando il suo slot pubblicitario in un’opportunità per staccarsi dallo schermo e prendere una pausa. La campagna è andata in onda appena prima dell’halftime show, uno dei momenti più attesi di tutto il Super Bowl.
Agenzia: Grey