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Mundial
A cura di Alan Conti

Mundial, le pubblicità del trionfo 1982

Oggi ricorre il quarantennale della vittoria Mondiale del 1982 e alcuni giornali dell’epoca sono tornati integralmente in edicola. Una divertente occasione per sfogliare le pubblicità dell’epoca tra conferme e sorprese

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Dove eravate il giorno della vittoria al Mondiale 1982? 

Quante volte avrà sentito questa domanda chi ha avuto la fortuna di vivere in prima persona il trionfo spagnolo con Paolo Rossi che trasformava gli Azzurri e una nazione facendoli risorgere dalle loro ceneri. I risultati deludenti delle prime partite per i primi e il buio del terrorismo per la seconda. 

La sintesi della Finale del Mundial

LA GAZZETTA DEL 1982

La domanda che interessa a noi, però, è un’altra: che pubblicità c’erano nel 1982? I giornali sportivi di oggi (in particolare la Gazzetta dello Sport) ci offrono un assist formidabile per rispondere a questo quesito. Con l’edizione odierna, infatti, i lettori sono stati omaggiati della copia integrale del giornale del 12 luglio 1982: proprio quella che celebrava il trionfo sulla Germania. Integrale, ça va sans dire, significa completa di tutte le pagine e di tutte le pubblicità.

Il percorso dell’Italia al Mundial

PREMESSE E MACRODIFFERENZE 

Premessa ovvia (ma forse nemmeno troppo considerando l’età fortunatamente molto giovanile dei nostri lettori): tutte le pubblicità sono in bianco e nero. O meglio: rosa e nero. La seconda macro differenza rispetto a oggi, in questo caso più tecnica che formale, è un uso dei testi molto più fitto e meno soggetto a regole. Nella quarta di copertina, per intenderci, la pubblicità dei racchettoni ha tranquillamente una parola che “corre” da un rigo all’altro. Oggi il racchettone sarebbe lanciato al grafico. In generale, comunque, si nota un ruolo molto più denso della parte testuale e della parola. Molto meno accentuato il concetto di brand mentre rimangono abbastanza stabili, seppur con le dovute proporzioni di possibilità tecniche, i claim (slogan, allora) e l’uso dei testimonial (nello specifico calciatori per ovvi motivi).

La quarta di copertina

LA PRIMA PAGINA

La prima pagina è, se vogliamo, la più vicina al mondo contemporaneo. Quadrato a lato testata di Cynar e piede lungo di Master con payoff chiaro. Le differenze con quelle che sono le impostazioni di oggi non sono così marcate. Anzi, lo schema è piuttosto simile. 

La prima pagina della Gazzetta

L’INSTANT MARKETING NON E’ NULLA DI NUOVO

Siamo abituati, forse più per moda, ad assistere ad una vox populi che vede nell’instant marketing una delle forme del genio creativo moderno. Con buona pace dei guru moderni e dei loro corsi è lampante come già nel 1982 una buona serie di marchi avesse l’abitudine di realizzare delle pubblicità dedicate alla vittoria del Mondiale in modo istantaneo. Con tutte le difficoltà che la stampa poteva comportare a quel tempo perchè la partita è finita tardi e la mattina dopo il giornale doveva essere in edicola. Non bastava, insomma, una bella grafica su Instagram. Ecco, quindi, che Campari, Jvc. Diadora (peraltro presente anche nell’edizione di oggi della Gazzetta richiamando proprio lo stesso modello di scarpe), Fuji, Lavazza, Agua Brava, Le Coq Sportif e Citizen presentano delle pubblicità perfettamente on time. 

LE PUBBLICITA’ CHE OGGI NON VEDREMMO

Sfogliando il giornale si colgono, chiaramente, dei cambiamenti sociali forti. Al di là dei risultati dell’ippica a pagina 2 (oggi implosa) ecco che anche le pubblicità hanno delle singolarità che oggi ci farebbero sobbalzare dalla sedia. La prima è la promozione dura e pura di una qualità di sigarette con poca nicotina in termini entusiastici. Sembra quasi che le Vantage non facciano nemmeno male. Singolare, invece, il volume dedicato alla salute sessuale che si impara con paragrafo aperto sull’uso del profilattico della linea anticoncezionale Z-12. Non dimentichiamoci che siamo negli anni Ottanta quando l’Aids era una piaga che impauriva la quotidianità. 

I TESTIMONIAL

Calciatori riempiti di soldi per mettere la faccia nelle pubblicità. Anche qui il mondo contemporaneo non ha scoperto davvero nulla. Nel 1982 la linea di scarpe Ciak è promossa da Paolo Rossi (chi altrimenti?) mentre curiosamente Rutilius si affida a Roberto Pruzzo che in Spagna nemmeno ci andò silurato da Bearzot (fu una delle tante critiche rivolte al ct dalla stampa). Interessante vedere come entrambe riportino la firma dei giocatori: oggi usanza molto più rara (forse sparita). Il motivo va probabilmente ricercato nella perdita di valore dell’autografo con l’avvento dei selfie. Oggi la firma è (molto) relativa. 

LE ALTRE PUBBLICITA’

Le altre pubblicità (che comunque trovate nella gallery qui sotto) hanno più una valenza da amarcord che analitica se non fosse, anche qui, per un’indicazione sociale che lascia intendere praticamente per tutte un target prettamente maschile. Oggi il calcio e le manifestazioni mondiali lavorano maggiormente su un mercato senza particolari distinzioni di genere. Fortunatamente. Ruba l’occhio, infine, l’annuncio di Fs dello stanziamento di 12.450 miliardi per il rinnovamento della linea ferroviaria italiana. Chissà oggi, con 6 milioni di euro, quanti chilometri potrebbe rinnovare Fsi….

Ci leggiamo presto!

Sempre più grandi, grazie a Te.

Cara lettrice e caro lettore, se fai parte delle venticinquemila persone che ogni mese sceglie di leggere La Gazzetta Del Pubblicitario per informarsi, arricchirsi o divertirsi, questa lettera è per te…

Alan Conti

alan@lagazzettadelpubblicitario.it

Dicono che io faccia il giornalista ma in realtà inseguo solo da sempre la mia curiosità. Sollazzo e affanno perpetui. Ogni racconto ha il suo vestito: cerco di tagliarlo e cucirlo rendendogli semplicemente onore. Ironia e capacità di non prendersi troppo sul serio sono due bussole che tendo a non lasciare fuori dalla mia bisaccia.

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