Posten: lo spot di Natale è un altro capolavoro. Dopo Babbo Natale gay ecco madre natura

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24 Novembre 2022
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La compagnia nazionale di poste Norvegese lancia il suo atteso spot di Natale raccontando il rapporto difficile tra un uomo e una donna, a metafora della situazione ambientale.

Un uomo sta scrivendo una lettera. Fin dai primi secondi del video si capisce che è successo qualcosa di doloroso per il protagonista. I verbi al passato che compaiono a poco a poco sulla carta parlano di un rapporto profondo per chi sta scrivendo, che sembra non abbia potuto reggere al passare del tempo, deteriorandosi. Inizia così, con un incipit drammatico, l’ultimo spot di Posten, azienda di poste norvegese che negli anni è diventata celebre per i suoi appassionanti spot di Natale.

La terra e l’uomo: un rapporto difficile

Tutta la prima parte dello spot è incentrata sul ricordo. Mentre l’uomo scrive quella che dovrebbe essere una lettera di riconciliazione, vediamo i momenti felici scorrere sotto i nostri occhi. «All’inizio tutto era perfetto» – recita la primissima frase, mostrandoci due figure passeggiare tra i boschi, immersi in un paesaggio incontaminato. L’uomo e la personificazione della terra in questa storia sono rappresentati come entità opposte, ma perfettamente compatibili. Sono stati creati l’uno per l’altra e con una missione comune: dare ai bambini quello che desiderano. Nel raccontare i tempi passati emerge un particolare fondamentale, la chiave di tutta la storia. L’uomo si chiede: «forse eravamo più naïfe? Mi manca essere naïfe».

Credits: Adweek

Dopo i momenti felici ecco che arriviamo quelli più drammatici. Il paesaggio e lo scenario cambiano rapidamente: non siamo più tra le montagne innevate ma tra i fumi e le polveri delle città. La donna soffre, si chiude nella propria solitudine, capisce che qualcosa intorno a se sta irreversibilmente cambiando. La miccia che fa esplodere la precaria situazione è data dall’arrivo di un postino: è la prima volta che vediamo il logo dell’azienda, impresso nella divisa del fattorino.

Si inferisce che la donna è estenuata dal lavoro di quello che altri non è che Babbo Natale. Dall’ennesima spedizione si genera un dialogo serrato tra i due, tra accuse della donna e giustificazioni dell’uomo. Nel continuo scambio di battute, tra le righe, si coglie tutto il senso dello spot. L’accusa principale è quella di non badare alle conseguenze delle proprie azioni e del proprio lavoro e di non fermarsi di fronte all’evidenza. Ed è a questo punto che la donna va via, lasciando il protagonista da solo e riportandoci al momento iniziale dello spot.
La scena conclusiva mostra che la lettera ha comunque raggiunto il suo scopo: la donna è in piedi fuori dall’abitazione e dopo qualche attimo di esitazione i due si ricongiungono sciogliendosi in un abbraccio. L’ultima frase ci ricorda che l’uomo non può vivere senza la terra, effettivamente nessuno può.

Il tema che l’azienda ha scelto di affrontare quest’anno non poteva che riguardare il cambiamento climatico in atto e i tentativi non proprio decisi di invertire la rotta. Utilizzando la metafora di Babbo Natale e della Terra, la società riesce a confezionare un vero e proprio gioiellino natalizio, comunicando tra l’altro l’impegno che ha reso Posten una tra le più grandi aziende in Norvegia che hanno effettivamente tagliato le proprie emissioni, in linea agli accordi di Parigi. Infatti secondo il Climate Index di PWC Norvegia del 2022 solo 10 aziende su 100 hanno ridotto le emissioni in conformità degli obiettivi stabiliti.

Il progetto è stato ideato in collaborazione con l’agenzia Pol, che si occupa da anni della strategia comunicativa dell’azienda di spedizioni e che non ha paura di affrontare temi difficili o controversi. La campagna dello scorso Natale ad esempio raccontava la storia d’amore tra babbo Natale e un altro uomo, mentre quella del 2019 alludeva ad un ruolo di uno dei suoi postini nel concepimento di Gesù.

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Image credits cover: The Drum

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